Pagine

Thursday, May 08, 2008

Pronti via, senza perdere tempo

Il Governo è fatto, ha già giurato davanti al presidente della Repubblica. La velocità con la quale il Quirinale ha affidato l'incarico, Berlusconi ha accettato senza riserve, ufficializzando subito la lista dei ministri è, come ha fatto notare il nuovo premier, «una riforma che avvicina le istituzioni ai tempi della società». Un «nuovo stile di governo comincia anche da come si riesce a risparmiare tempo», ha osservato Stefano Folli, e di questo va dato atto sia a Berlusconi che al presidente Napolitano, che ha collaborato, non inchiodando il premier incaricato al rispetto di vuoti formalismi e a inutili lungaggini per mero protagonismo quirinalizio. Ci siamo per lo meno risparmiati gli infausti mercanteggiamenti cui diede vita Prodi per accontentare la sua variegata maggioranza, portando al governo veri e propri impresentabili.

A sinistra il Pd e i giornali di riferimento sono ancora disorientati. C'è chi critica la composizione del nuovo governo perché celerebbe in realtà «un uomo solo al comando», cioè Berlusconi; c'è chi la critica per il motivo opposto, perché Berlusconi avrebbe dimostrato di essere già schiavo delle richieste dei partiti della maggioranza; c'è chi addirittura, con una certa faccia tosta, la critica per entrambi i motivi. A noi pare che nel complesso Berlusconi abbia sì tenuto conto delle richieste dei partiti, com'è giusto che sia, ma che sui ruoli chiave abbia deciso lui scegliendo un equilibrato compromesso tra esperienze consolidate e giovani scommesse, competenza e gradi di partito.

Ci sono, quindi, gli affidabili: Tremonti all'economia (ne riconosciamo la competenza e l'esperienza, anche se non condividiamo alcune sue idee); Frattini agli esteri; Maroni agli interni, persona ragionevole e pragmatica, finalmente non il solito democristiano o socialista cui sembra debba essere riservata questa poltrona.

Dispiace per l'esclusione di Lucio Stanca, e An ha qualcosa da rimproverarsi avendo preferito Ronchi alla Poli Bortone. Ma Sacconi al Welfare e Brunetta (un liberista) alla Funzione pubblica sono due ottimi colpi per nulla scontati. Sacconi e Ichino, da sponde opposte, avranno un'occasione forse irripetibile per riformare il diritto del lavoro.

Poi ci sono i volti nuovi. Ben tre "giovani" possono riservare delle piacevoli sorprese: il trentasettenne Angelino Alfano al ministero che scotta, la Giustizia, che nessuno voleva, a riprova di quanto sia minacciosa l'ombra della casta dei magistrati; il leghista Luca Zaia all'agricoltura e Mariastella Gelmini all'istruzione. Delle ben 13 new entry nove hanno meno di quarant'anni. E' diventata ministro a 31 anni Giorgia Meloni (classe 1977). Quattro donne su 21 ministeri. Tra i 12 con portafoglio, solo due; ma d'altronde, anche del ben più voluminoso Governo Prodi facevano parte solo due donne ministro con portafoglio (in dicasteri che oggi risultano accorpati): Turco e Bonino.

In pochi, infine (mi pare solo Il Foglio) si sono accorti che mancano ministri cattolici di formazione nei soliti posti chiave ad essi riservati (istruzione, salute, famiglia). L'Udc di Casini sappiamo che fine ha fatto; i ciellini Formigoni e Lupi sono stati tenuti a debita distanza; gli integralisti Giovanardi e Mantovano sono relegati in seconda fascia.

Il Riformista si lamenta del basso profilo, lo definisce un governo di "colonnelli", non dei "migliori", ma di questi cosiddetti "migliori" nessuno fa i nomi e vedremo tra un paio di giorni quali nomi saprà tirare fuori dal cilindro Veltroni.

«Stavolta non abbiamo più scuse. Ci sono tutte le condizioni per fare. E se non faremo sarà solo colpa nostra. Se non faremo, saremo travolti». Questa ci pare la consapevolezza giusta, per iniziare.

5 comments:

Anonymous said...

Berlusconi:"non possiamo deludere". Intanto "delude" la Sardegna

Berlusconi alla stampa:"Ora non possiamo deludere, sarebbe soltanto colpa nostra".
L'ha capita, Silvio Berlusconi, senza farselo dire da noi che questa volta "o la va o la spacca". Quindi sotto a chi tocca. Ora tocca ai sottosegretari che attendono le nomine cosichè la squadra di governo sarà pronta per il "duro" lavoro. Riuscirà il premier a contenere il numero complessivo dell'organico governativo entro le sessanta unità, come stabilito dalla "bassanini"? Oppure ci saranno i sottosegretari senza portafogli per indorare la pillola della legge? Intanto le mie riserve sulle nomine. Abbiamo detto, ci eravamo impegnati, abbiamo messo la nostra faccia, la nostra reputazione, le nostre idealità, il nostro credito e molto, molto impegno per la rivoluzione di un governo a soli dodici ministri, mentre all'appello ce ne troviamo 21. Si, è vero, nove sono senza portafoglio nel senso che non hanno potestà di spesa. Ma i costi di questi nove "squattrinati" ci saranno? Oppure saranno ministri senza l'addetto stampa, il segretario particolare, il capo di gabinetto, le auto blu, insomma, ministri chiocciole con il ministero sulla groppa? No, caro cavaliere Berlusconi, non siamo convinti che siano state scelte coerenti con gli impegni preelettorali. Poi la nomina dei ministri: su questo punto ieri mi ha obbligato a scrivere un post quasi “sciovinista”, e per questo ero persino dispiaciuto con me stesso per lo "svarione"; in cuor mio mi veniva da urlare Viva l’Italia, tanto forte, perchè tutti potessero sentire, per non essere frainteso. Tenga conto che la mia identità manifestata è indiscutibilmente Nazionale, dalle Alpi alla Sicilia fino ai Nuraghi, insomma da italiano solidale. Però voglio molto bene alla mia Isola, e non vederla rappresentata nel governo “rivoluzionario” della Nazione Italiana non mi ha fatto piacere. La Sardegna sta vivendo un momento difficilissimo se non drammatico per la sua economia, per la dilagante disoccupazione, e il disagio sociale sta sfociando in eventi persino turbativi del quieto vivere. Io sono del nuorese e mi sono battuto ovunque per assicurare a Lei una vittoria immensa. Ho difeso anche Barbareschi forse scambiato per un barbaricino! Ho convinto molte pesone di recarsi al voto Adesso mi stanno mancando gli argomenti per controbattere i miei oppositori. Gli indipendentisti stanno tornando alla carica. Mi sono schierato a favore dell’accoglimento dei rifiuti della Campania (anche con articoli su l’unione Sarda), quando era più semplice unirmi al coro del NO RIFIUTI IN SARDEGNA, TENETEVELI A CASA VOSTRA. Sarei stato pessimo italiano pensare diversamente. Ieri sono stato “rimproverato” di non avere fatto gli interessi della Sardegna nel sostenere il Pdl. Mi sono sentito persino offeso. Tra pochi mesi avremo le elezioni e i rossi ci vorranno far neri, anche sul tema della rappresentatività al governo. Lei, caro Presidente, per farla breve, sarà informato che la provincia di Nuoro è tra le più depresse dell’intera Isola. E’ da italiano convinto la invito a non sottovalutare questa mia lettera, quando avrà tra le mani l’elenco dei sottosegretari. Alla mia provincia, che è quella di Nuoro, non la deluda .
Un suo fedelissimo
Maralai
(mn)

Anonymous said...

Ma come hai fatto a votare Prodi due anni fa? Sei proprio uno speratore professionista, lasciatelo dire

GMR said...

Che Punzi sia uno "speratore" a me pare una qualità.

Anonymous said...

è un ragazzo da sposare

adriano said...

Vi rendete conto che in questo cacchio di governo c'è un nano più basso dello psiconano e una valletta che il massimo che le si poteva far fare era la cuci-orli per i tailleur di Luxuria...

Poi abbiamo Ciccio di Nonna Papera alla Cultura, ahhhh la Cultura, ahhhhh!!!! La Zietta Schifata sullo scranno dei vecchiacci mafiosi, il T-Rex affamato alla difesa (ma che farà manderà i militari italiani in Iran in anticipo pure sulle decisioni del Molosso Bushetto?)

Scappiamo ragazzi finché siamo in tempo... speriamo solo che domenica il nostro sindaco barese, il picchiatore buono, metta i maxi-schermi, hai visto mai che le uniche gioie di questi tempi d'apocalisse ce le dia ancora Materazzi