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Friday, May 30, 2008

Il governo ha un centravanti liberista. Lo sostenga

Se il futuro dell'Italia dipende dal binomio spesa pubblica-tasse, se insomma tutti i nodi da sciogliere riguardano la pesantezza dello Stato, la partita che ha cominciato a giocare Renato Brunetta alla Funzione pubblica, per una riforma profonda e meritocratica della pubblica amministrazione, è quella forse più importante nei prossimi cinque anni, come ha intuito Alberto Mingardi, su il Riformista: «... la partita che gioca Brunetta ha una salienza se possibile maggiore di quella che appare. Sulla riforma della pubblica amministrazione, si vedrà quanto è un mito, e quanto invece triste realtà, l'ipotesi di lavoro della irriformabilità dell'Italia. Non c'è settore in cui il cancro italiano sia pronunciato e grave quanto la pubblica amministrazione. La malattia dell'Italia è lo Stato. E purtroppo non è da altrove rispetto allo Stato che possa cominciare la guarigione».

Il piano Brunetta prevede un risparmio di ben 40 miliardi nel quinquennio, otto l'anno, mediante il blocco quasi totale del turnover, la compressione delle assunzioni di precari, l'eliminazione di enti non necessari, la trasformazione di enti pubblici in società per azioni, con il conseguente snellimento dell'organico, mediante la sostituzione di personale a orario unico con personale che fa orari ordinari e straordinari veri, e la vendita di immobili che non servono più. Spendere meno, quindi, ma migliorare i servizi, conducendo una campagna contro i "fannulloni". Centrali saranno a nostro avviso gli strumenti per misurare il lavoro svolto e la responsabilizzazione dei manager.

A questo punto, conclude giustamente Il Foglio, dipenderà dal governo e dal ministro dell'Economia Tremonti. La vera svolta ci sarà se il provvedimento di anticipo della Finanziaria, previsto per giugno, conterrà il "piano Brunetta", le privatizzazioni e le liberalizzazioni degli enti e società pubbliche municipali. Sarebbe così realistico puntare al pareggio di bilancio e a una cospicua riduzione delle tasse.

Sul "piano Brunetta" i sindacati si sono divisi. Cisl e Uil trattano, la Cgil si fa prendere dalla tentazione di mettersi all'opposizione pregiudiziale, come nella legislatura 2001-2006, non accorgendosi però che opponendosi a una riforma della pubblica amministrazione avrebbe tutto il Paese contro. La gente non ne può più della burocrazia inefficiente e intoccabile.

«La sostanza - osservava Dario Di Vico sul Corriere - è che anche per quanto riguarda il pubblico impiego la Cgil sceglie per sé la parte del freno, carica sui suoi iscritti la responsabilità di ostacolare il percorso di modernizzazione ideato da Brunetta ma che riflette idee ed elaborazioni largamente presenti nei gruppi dirigenti del Pdl e del Pd». Ancora una volta la Cgil si dimostra in ritardo «nel capire lo spirito del tempo. Non è più aria di riproporre la ritualità di ieri e dell'altro ieri, la maggioranza degli italiani — e non solo quelli che hanno votato per Silvio Berlusconi — chiede servizi pubblici allineati agli standard europei e non sopporta più regimi di privilegio e tutele "rafforzate" per gli statali». Tra l'altro, l'esperienza sulle barricate del quinquennio 2001-2006 «non ha aiutato il centrosinistra a maturare una cultura di governo, ha alimentato l'illusione che si potesse ripartire da un cartello di "No"».

3 comments:

Anonymous said...

Il ruolo di Brunetta e del suo Ministero sarà di fondamentale importanza per il successo del Governo Berlusconi e dell'Italia, ma altra funzione chiave la vedo nel Ministro Calderoli, il cui compito, nella modernizzazione del paese, non è meno importante e decisivo.
Meriterebbe un post.
Fabrizio

Icekent said...

non comprendo, sinceramente.
ma veramente la colpa di tutto lo sfacelo italiano è dei dipendenti pubblici? e come dovrebbero misurarne la produttività, numero di pratiche evase? pensare allo snellimento della burocrazia no? mi sembra che brunetto sia un po' troppo populista, e finora le sue soluzioni non è che le abbia proprio spiegate nei dettagli.

adriano said...

Brunetta brunetta
Oh dio poveretta!
stella, stellina, capretta sperduta, ochetta distratta, bimbetta imperfetta

L'occhiuta nanetta con piglio severo s'è messa a strillar, son stufa son stufa!!! saltata sul tetto, di tegola in tegola, la lingua serpetta, l'urletto incalzante: son stufa, son stufa!!!

Da basso una voce di lupo accigliato l'ha colta nel segno, in castagna e... nel fallo:
"A piccolè, c'hai rotto er cazzo te e Milano, se te pjo me te magno e te risputo per quanto fai schifo!"

Brunetta brunetta, che maramalda!
Impaurita e intristita s'è data alla macchia. Ma è dentro che cova la sua folle vendetta. Tornerò Tornerò, cinguetta fra i rami. Brava Brunetta hai imparato a volare!!!