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Monday, May 04, 2009

I primi 100 giorni di Obama/3 Inizio di grande effetto

Il Financial Times giudica di "grande effetto" l'inizio di Obama: per nulla scoraggiato dalle pesanti condizioni economiche ereditate dal suo predecessore, ha mantenuto un atteggiamento propositivo, energico, tranquillo e oltremodo fiducioso. Dopo così poco tempo "non avrebbe senso insistere sui risultati", osserva il quotidiano britannico, "sebbene Obama ne possa vantare alcuni", come l'approvazione dello stimolo fiscale. La stabilizzazione finanziaria è invece un problema molto più difficile da affrontare, ammette il FT.

In politica estera e di sicurezza il nuovo presidente "si è allontanato bruscamente" dalle politiche dell'amministrazione precedente su molti temi (il ricorso alla tortura contro i terroristi; l'Iran; l'America Latina; la Russia), e proseguito con "piccoli cambiamenti" su altri (l'Iraq e l'Afghanistan). "La risposta degli alleati - sullo stimolo fiscale globale e sull'Afghanistan, per esempio - è stata deludente. Ma questo è motivo di biasimo per loro più che per Obama", nota il Financial Times.

Nonostante la gravità della crisi, mantiene i suoi ambiziosi obiettivi: la riforma sanitaria, il passaggio a un'economia a basse emissioni di CO2, e un programma di grandi investimenti pubblici. "Se avrà successo, sarà giustamente riconosciuto come un grande presidente. Se fallirà, gli sarà rimproverata - altrettanto a ragione - un'ambizione eccessiva". Obama "ha puntato tutta la sua presidenza su questa scommessa", conclude il FT, secondo cui ci sono solo due nei: "Non è ancora stato onesto con l'elettorato riguardo i costi delle sue politiche"; e con esse rischia di "dividere" il paese. In campagna elettorale, infatti, aveva promesso che avrebbe cercato "un approccio di governo bipartisan", ma i suoi obiettivi sono molto di sinistra.

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