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Wednesday, December 20, 2006

Più truppe

Per una long struggle contro i terroristi. Lo ha detto il presidente Bush nella sua conferenza stampa di fine anno. Non ha specificato dove, anche se l'Iraq è il primo fronte, ma ciò che ha voluto assicurare è che l'esercito americano «resti in combattimento per un lungo periodo di tempo». Per questo, ha aggiunto, «è indispensabile incrementare le dimensioni dell'Esercito degli Stati Uniti e del corpo dei marines per la lotta contro il terrorismo». Al Pentagono il presidente ha chiesto di studiare le modalità.

Bush annuncerà solo a gennaio la nuova strategia per l'Iraq, ma le sue parole di oggi indicano che si va verso un aumento di truppe, non un disimpegno. Gli Stati Uniti non si faranno buttare fuori dalla regione. Un concetto ribadito con insistenza che esclude qualsiasi cedimento di fronte alle violenze alimentate da Al Qaeda, dalla Siria e dall'Iran per destabilizzare l'Iraq e provocare proprio il ritiro americano.

Di recente consegnato al presidente Bush, il rapporto dell'Iraq Study Group, a cui tanta attenzione hanno riservato i media americani e quelli italiani, sembra già caduto nell'irrilevanza.

Sembra invece pravalere un altro studio, quello di Kagan-Keane: "Choosing Victory: A Plan for Success in Iraq". Il messaggio che i due autori hanno voluto inviare al presidente Bush è che l'unico esito «accettabile» in Iraq è la vittoria, che è ancora possibile, ma che prima di tutto bisogna «scegliere» la vittoria. In altre parole, bisogna tornare a combattere, togliersi dalla testa che la guerra sia finita dopo la caduta di Saddam. Per vincere bisogna sconfiggere i nemici sul campo: i terroristi sunniti e anche le milizie sciite e filoiraniane di Moqtada al Sadr, che finora si era tentato di far rientrare nell'arco istituzionale del nuovo Iraq.

... tutto l'articolo, qualche giorno fa su L'Opinione.

7 comments:

remember said...

Il ritiro sarebbe solo un insulto a tutti i soldati morti in Irak.

E' proprio per questo che i nostri pacifondai a senso unico hanno ottenuto il ritiro dei nostri da Nassirya.

Nicola R said...

Si, ed è per questo che gli Stati Uniti ed i Paesi non "equivicini" dovranno insistere, aumentando uomini e mezzi, e vincere il dopoguerra e la guerriglia, ad ogni costo.

Anonymous said...

Mah!

adriano said...

Non mi fate essere cattivo.
Non mi fate dire viva la resistenza irachena.
Non mi fate ripetere che i soldati che kriminal george vuole mandare sono perché la guerra di aggressione la sta perdendo.
Non fate i facinorosi, perché non ci state andando voi al fronte, ma con il vostro livore occidentale ferrariano state mandando al macello migliaia di ragazzi poveri delle periferie americane, voi cazzo di radical chic che non siete altro.
vi dovreste sentire un po' in colpa, accecati dal vostro messianesimo cristologico (l'esportazione della democrazia in fondo è un messianesimo perverso)
fate i bravi bambini, non continuate a scherzare col fuoco... che vi bruciate!

Nicola R said...

Ma si! Per scontentare quel cattivone di Bush, tifiamo tutti per i regimi fondamentalisti, per i terroristi, per gli Ahmadinejad di turno, per Hezbollah, Hamas, Al Qaeda! Viva il mondo colonizzato dall'Islam! Cosa volete che sia la libertà? Molto meglio poter dire "Bush, ben ti sta!"

adriano said...

Caro Nicola
Ti regalo il mio pensierino di Natale. Meglio un mondo colonizzato dall'Islam che da gente come te!

Nicola R said...

OK. Hai detto tutto. Buon Natale anche a te!