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Wednesday, December 06, 2006

Alitalia, altro grande imbroglio

Il solito "patto" occulto tra Tesoro e acquirenti "amici": comprate pure a condizioni svantaggiose, tanto per le future perdite ci sono i soldi dei contribuenti

E ti pareva? Un passo avanti, due indietro, come previsto. Il comunicato del Ministero dell'Economia parla chiaro e dopo averlo letto a parlare di «privatizzazione» ci vuole una gran faccia tosta.

Varrà ceduta «una quota del capitale della società non inferiore al 30,1%», ma allo stesso tempo «verrà richiesto ai potenziali acquirenti di presentare un dettagliato piano industriale e di vincolarsi contrattualmente con lo Stato italiano al rispetto di una serie di impegni di lock up, che saranno individuati anche tenendo conto di profili di interesse generale; tra questi, a titolo esemplificativo: adeguata offerta dei servizi e copertura del territorio; livelli occupazionali; mantenimento dell'identità nazionale della società, del suo logo e del suo marchio».

Tutti questi vincoli, naturalmente, si traducono per gli acquirenti in costi che verranno compensati acquistando le quote del capitale a un valore inferiore a quello di mercato. Dunque, saranno i contribuenti, alla fine dei giochi, a pagare i costi di quei vincoli cui il Tesoro ha deciso di sottoporre gli acquirenti.

Da una parte, l'obbligo di lanciare un'Opa sul 100%; il passivo di 1,2 miliardi di euro; gli altissimi stipendi dei dirigenti; la gestione «rovinosa e ingessata» del personale; un'offerta inefficiente. Dall'altra, le mani legate per poter intervenire su tutto questo.

E' vero che «in cinque mesi il governo di centrosinistra ha fatto la mossa più logica che il governo di centrodestra non è stato capace di fare in cinque anni», ma anche la Repubblica si accorge che «in queste condizioni, chi compra Alitalia, almeno nel breve-medio periodo, si carica di un rischio d'impresa altissimo, con prospettive di redditività bassissime».

Dunque, «adeguata offerta dei servizi» e «copertura del territorio» vuol dire che lo Stato pretende che Alitalia continui a garantire un tipo di offerta che non risponde alle logiche del mercato e della competizione. Garanzie sui «livelli occupazionali» vuol dire che c'è già un accordo con i sindacati per impedire alla nuova proprietà di ridurre il personale, a prescindere da ogni valutazione sull'attuale efficienza degli organici. «Mantenimento dell'identità nazionale della società» vuol dire rinunciare all'ingresso di capitali stranieri in grado di offrire maggiore solidità finanziaria e, quindi, servizi migliori.

Tutto ciò vuol dire che il costo del prodotto si manterrà elevato; che, di conseguenza, rimarranno poco competitivi i prezzi anche per le tratte più richieste; che Alitalia continuerà a chiudere i bilanci in perdita e lo Stato a intervenire per "salvarla".

Ora, è evidente che a queste condizioni l'acquisto di importanti quote di Alitalia diventa un investimento piuttosto rischioso. La compagnia infatti, sottoposta a tutti quei vincoli (non può rivedere servizi, tratte, organici, secondo logiche puramente di mercato) difficilmente riuscirà a competere con le altre linee aeree.

Finirà come al solito. Non solo lo Stato, ponendo tutti quei vincoli, avrà incassato meno del dovuto per le quote di capitale che cede, ma dovrà anche intervenire periodicamente con sussidi e agevolazioni varie, sul tipo Fiat, come prepensionamenti o altro, facendo pagare ai contribuenti il costo di rischi che dovrebbero accollarsi interamente gli imprenditori, ai quali però si fornisce un comodo alibi dietro il quale ripararsi per non assumerseli.

Il solito "patto" occulto tra Tesoro e acquirenti "amici" alle spalle dei contribuenti: comprate pure a condizioni svantaggiose, tanto per le future perdite ci sono le tasche dei cittadini. «Privatizzare» i guadagni e «socializzare» le perdite, sembra ancora una volta il il principio-guida.

Se Prodi vuole evitare un'altra svendita di un carrozzone pubblico - operazioni di cui sembra tanto esperto - deve abbandonare Alitalia alle logiche del mercato.

Berlusconi ha qualcosa da dire in proposito? L'iniziativa del Governo Prodi è criticabile da molti punti di vista, ma qual è quello del centrodestra: critico perché si sta privatizzando, perché non lo si sta facendo veramente, o starsene zitti perché al posto di Prodi si sarebbe fatta la stessa operazione

7 comments:

Anonymous said...

Perfetto Jimmono, il problema è che con questo governo maneggione e col potere che hanno i sindacati nel nostro paese l'unico modi di salvare davvero Alitalia (quantomeno l'unico modo di avere ancora una compagnia aerea italiana di una certa importanza) è quello di seguire il modello Swiss Air: fallimento e rinascita con obiettivi più alla propria portata. E' una soluzione drastica ma in Italia non si potrà mai arrivare ad una vera privatizzazione che lasci il piano di rilancio totalmente in mano al nuovo acquirente, libero di ridimensionarsi, tagliare i rami secchi per avere come obiettivo primo quello di offire un buon servizio al pubblico a fronte di utili (parola sconosciuta in Alitalia).

simolatrottola

Ismael said...

Eppure il Tesoro - obbligando i compratori a lanciare un'opa integrale, diversamente da come era sembrato in un primo momento - sostiene di poter spuntare un prezzo congruo, non una svendita alla Prodi.
Mah. Non vorrei che l'onere d'acquisto significasse la predeterminazione dei (pochi) consorzi che si possono permettere un esborso simile. Vedremo.

John Christian Falkenberg said...

Il prezzo congruo per Alitalia è zero, se non esiste la possibilità di aggregarla ad un altro vettore, modificare radicalmente la flotta e procedere ad un riallineamento del costo del lavoro a livelli di mercato. Il resto è pura speculazione, quindi Alitalia al momento puo' essere appetibile solo agli speculatori. Se non si vogliono stranieri, l'unico con i contatti ed i contanti e' la Tessera Numero Uno del partito democratico, Carlo de Benedetti.

Anonymous said...

E CDB è solo un grandissimo speculatore......

remember said...

Ma a parte te, c'è uno, dico un solo deputato radicale che abbia per lo meno un flebile mal di pancia di fronte a questo ennesimo esempio di Innovazione e Modernizzazione nella gestione del potere di questo governo di csx, vero regime antiliberale?

Vivere di sola eutanasia è operazione politica assolutamente suicida per qualsiasi formazione politica. Per i Radicali Italiani siamo al de profundis.

Domiziano Galia said...

Son dubbioso. Nel senso che davvero non potrei immaginare quale pazzo potrebbe decidersi a comprare Alitalia a condizioni di mercato, figurarsi con tutti i vincoli posti. Anche perché, circa gli aiuti futuri, del futur non v'è certezza.
Certo, se andiamo a leggere il passato. Però allora mica è "colpa" di Prodi. Gli aiutini (alla faccia degli aiutini) alla FIAT li han dati tutti. Credete che Berlusconi non lo farebbe, con AN e UdC tanto attenti al pubblico/pseudopubblico impiego?

Secondo me la vendita è il risultato migliore che realisticamente ci si potesse aspettare.

Anonymous said...

Intanto questi vendono, il centrodestra ha sovvenzionato con equilibrismi contabili rischiando pure sanzioni dall'Europa... direi che un piccolo passo avanti è stato fatto. Poi si vedrà.

Ciao Paolo