Pagine

Tuesday, December 12, 2006

Pinochet, tra storia e politica

Pinochet morto e sepolto, dunque. Un dittatore feroce, per molti versi simile allo spagnolo Franco. «Dittatore spietato», titolano opportunamente giornali come la Repubblica, La Stampa, l'Unità. Ci auguriamo che lo stesso tono verrà utilizzato quando sarà il turno di Fidel Castro. Scellerata invece la scelta del quotidiano il Giornale, che associa il termine «liberista» a «sanguinario», contribuendo così a quell'operazione propagandistica delle sinistre che associano il liberismo al fascismo solo perché il Cile di Pinochet adottò una riforma delle pensioni di stampo friedmaniano.

Nel 1975 - come ricorda Carlo Stagnaro dell'IBL - Friedman viene invitato a tenere una serie di conferenze in Cile. La stampa nazionale e straniera dà grande risalto alle sue tesi: il controllo dell'inflazione, un ampio programma di liberalizzazioni e privatizzazioni e la riduzione della spesa pubblica. Alcuni "Chicago boys", tra cui l'architetto della riforma pensionistica José Piñera, faranno parte del Governo cileno. Friedman si difenderà dalle accuse di collaborazionismo col regime con un semplice argomento: «Se questo può aiutare a migliorare la situazione delle libertà economiche in Cile, perché no?». In seguito, accetterà inviti anche da altri paesi, compresa la Cina comunista: «Nessuno me l'ha mai rinfacciato. Come mai?».

Da qui a definire Pinochet un "liberista" ce ne vuole, ma è indubbio che grazie a una certa politica economica, ai "Chicago boys" più che a Pinochet, il Cile ha conservato un tessuto civile dinamico e aperto che gli consente oggi di essere tra i paesi economicamente più solidi dell'America Latina e tra i pochi del continente con una sinistra democratica, guidata dall'attuale presidente Michelle Bachelet.

Il giudizio politico e umano sulla dittatura di Pinochet rimane: criminale, come tutte le dittature.

Dal punto di vista storico e politicologico, il regime di Pinochet si inserisce tra gli autoritarismi. Essi si differenziano dai totalitarismi, e di solito hanno effetti meno disastrosi sulle società su cui esercitano il proprio potere, perché mancano di una ideologia finalizzata alla creazione di una "società nuova", di un "uomo nuovo".

Pinochet approfitta della debolezza politica di Allende, trovatosi presto contro gran parte dei ceti sociali e delle categorie professionali a causa di una politica economica disastrosa. Stimabile socialdemocratico, probabilmente animato dalle migliori intenzioni, tuttavia stava per fare la fine di ogni riformista che si trovi al governo con una estrema sinistra fortemente ideologizzata in senso marxista e filo-sovietico: una corsa inarrestabile verso il socialismo reale.

Il contesto della Guerra Fredda, con il forte attivismo di Mosca in America Latina, già alleata alla Cuba castrista, indusse l'amministrazione Usa, allora guidata dal segretario di Stato Kissinger, a favorire la presa del potere del "figlio di puttana" disponibile al momento. Nel 1981 Pinochet fece approvare una Costituzione in cui veniva confermato per sette anni al potere, ma che sottoponeva un ulteriore mandato a un referendum popolare, che poi perse, con il 56% di no.

L'avanzata sovietica in America Latina poteva essere contenuta in altro modo, risparmiando ai cileni un'atroce dittatura? Probabilmente sì, ma la storia non si fa con i ma e con i se. Ed è noto che qui non si apprezza particolarmente il "realismo" kissingeriano.

Uno degli errori che rischiano di commettere a destra è riservare alla figura di Pinochet, pur condannandola dal punto di vista politico e umano, un posto nel proprio "campo" e nella propria memoria storica, come la sinistra con Castro, senza invece sottolineare il carattere alternativo di una destra democratica.

2 comments:

adriano said...

Il liberismo è fascismo, anzi è nazismo strisciante e subdolo. Ed è il Male Assoluto di questi nuovi scellerati tempi. Ma sarà sconfitto, di questo ne siamo certi, altrimenti a rimetterci saremo tutti.

messangelo said...

"Stimabile socialdemocratico, probabilmente animato dalle migliori intenzioni, tuttavia stava per fare la fine di ogni riformista che si trovi al governo con una estrema sinistra fortemente ideologizzata in senso marxista e filo-sovietico: una corsa inarrestabile verso il socialismo reale."

Se sostituisci "socialdemocratico" con "democristiano" la frase è attualissima no? chi ti ricorda?