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Tuesday, May 08, 2007

Il fondamentalismo riguarda tutte le religioni

Fa bene ricordarselo, ogni tanto: "no taliban, no Di Segni"

Sul numero di maggio del mensile ebraico Shalom il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, interviene con forza contro i Dico. E in ciò non vi sarebbe nulla di particolare, se non che il rabbino ricorre a degli argomenti letteralmente inquietanti.

«Non è certo il matrimonio omosessuale accettato formalmente in altri Paesi, ma in ogni caso è una prima forma di riconoscimento legale di unioni omosessuali», che il rabbino si spinge però fino a paragonare alla legalizzazione di omicidio, furto e incesto.

Ma c'è di peggio, se possibile. Dopo aver premesso che «una posizione politica abituale tra gli ebrei, e spesso condivisa anche tra i più osservanti, è quella di non intervenire nelle scelte di libertà che lo Stato fa per i suoi cittadini, riservando solo alla coscienza individuale il diritto e dovere di fare scelte rigorose personali su argomenti nei quali la legge dello Stato concede spazi permissivi e di libertà», Di Segni ricorda che «secondo la Torà gli ebrei devono osservare 613 regole, ma questo non vuol dire che i non ebrei non debbano avere alcuna regola, perché in realtà le hanno anche loro, inquadrate in sette capitoli fondamentali (i cosiddetti precetti Noachidi), ed è nostro dovere come ebrei indurre i non ebrei a rispettare le loro regole. Come questo si possa realizzare è difficile dirlo, certo è che non possiamo rimanere indifferenti al superamento di determinati limiti, acconsentendo per esempio che la legge dello Stato ammetta l'omicidio, il furto, l'incesto».

Neanche Ratzinger e Ruini si erano spinti tanto in là. Se abbiamo capito bene il rabbino sta teorizzando che gli ebrei dovrebbero «indurre i non ebrei a rispettare» i cosiddetti precetti Noachidi e che se ciò non accade è solo perché è difficile capire come si possa realizzare. Insomma, par di capire, solo perché i rapporti di forza e di potere non lo consentirebbero.

Quindi si evoca implicitamente il paragone: gli ebrei non possono rimanere indifferenti a «una prima forma di riconoscimento legale di unioni omosessuali», come non potrebbero acconsentire alla legalizzazione di omicidio, furto e incesto.

Inoltre, il rabbino spiega che dall'accettazione di «modelli di organizzazione della società non ebraica» gli ebrei pagano «il prezzo» di una «drastica contrazione numerica... Le cause del disastro sono molteplici: ci si sposa di meno e molto più tardi, si fanno molti meno figli (anche perché ci si sposa tardi), i vincoli matrimoniali sono molto instabili (separazioni, divorzi)». Ed è «innegabile dal punto di vista sociale che queste unioni sono il segno di un rapporto debole con l'ebraismo».

In fondo, non sono pur sempre i "fratelli maggiori"?

11 comments:

periclitor said...

Si una nota stonata,ancheluzzato lo ha "ripreso" e smentito, è stata una cattiva uscita a livelli "Bagnascali"
per fortuna non è l'idea di un solo uomo....almeno a vedere le reazxioni

Marco said...

miracoli del dialogo interreligioso?
vabbè, una castroneria antidemocratica non la si nega a nessuno, basta che non diventi un vezzo.

stefano said...

Jim Momo come al solito parla di religione come un idraulico parla di astrofisica.
Oltre tutto pare non aver letto quanto ha scritto il Rabbino Capo di Roma, il quale ben si guarda dal parlare di imporre i precetti noachidi a chicchessia, invece, come anche il Dalai Lama e come tutte le persone in qualche modo religiose, ha una percezione di evidenze quali la famiglia naturale, che non e' una pericolosa invenzione ideologica, ma una esperienza, comune agli umani, che nelle cose e nelle relazioni esiste un ordine, scassato il quale tutti si stara' peggio.
Ironia vuole che i radicali queste cose le capiscano e le invochino a gran voce quando si parla di ambiente - benissimo - ma le rifiutino con incomprensibile orrore quando si parla di uomini e donne, come se noi non facessimo parte della natura, con un effetto paradossalmente spiritualizzante, di stampo platonico-gnostico (ma non credo se ne rendano conto), e per cui affrontano delle contraddizioni davvero divertenti.

Yoshi said...

stefano, hai mangiato pesante stasera?
ti è rimasta la natura da digerire?

Ciccio said...

Presentare la "famiglia naturale" come un elemento di ordine senza il quale si sta peggio è senza dubbio un'invenzione ideologica. E pericolosa, certo, perchè completamente arbitraria, irrazionale e lontana dalla realtà. Basta leggere certe perle come quelle che riporta il post per rendersene conto.

La mia famiglia è già diversa da quella dei miei, che era già diversa da quella dei miei nonni e bisnonni e così via. La famiglia continua a cambiare con la società, in modo naturale appunto, e non c'è mai stata nessuna apocalisse.

Sono le leggi che accompagnano e si adeguano alla società, non il contrario. Nelle società occidentali civili e democratiche i froci non devono nascondersi, vivono, lavorano, pagano le tasse, ergo molto presto potranno legittimamente sposarsi e farsi una loro famiglia, nonostante le paturnie di reazionari di ogni tipo.

harryburns said...

il fondamentalismo riguarda tutte le religioni.
sottoscrivo in pieno.
compreso il laicismo

stefano said...

Saro' io che mi sbaglio ma ciascuno di noi e' figlio di un padre e di una madre e il sul riconoscimento di questo (la natura umana e' quella che cerca l'origine, studia le cause, si domanda sui fini), con variazioni culturali sul tema, si e' costruita la convivenza, la societa', il diritto.
Siccome non siamo animali, e quindi possiamo dire no alla nostra natura biologica, occorre decidere quando cio' e' un bene o meno, una necessita' o meno.
Questo sara' sempre il problema di noi uomini, anfibi tra spirito e materia.
Scusate il filosofema.

Andrea Balestri said...

Ti segnalo un gran bell'articolo a riguardo: http://itempieleidee.blogspot.com/2007/05/cattive-compagnie.html
A presto.

adriano said...

Oddio Stefano

Ma certe cose me le tirate proprio fuori... santo cielo!!!
Ti spiego, visto che se Fede parla di religione come un idraulico di astrofisica tu parli di famiglia e biologia come un atstrofisico che fa l'idraulico.
Un uomo e una donna si accoppiano, fanno un figlio/a (maschio o femmina), la società li vuole sposati, loro possono farlo o meno, chissà. Questo figlio va nel mondo. Capita che la Natura (do you know Natura?) decida (in base a combinazioni genetiche e biologiche e/o influenze culturali e/o psicologiche) che gli piacciano le donne, oppure gli uomini e le donne, oppure solo gli uomini.
La Natura, tuttavia, di come si costituisce l'uomo in società se ne frega. Se in famiglia, in gruppo, in singoli, in comunità orgiastiche allargate; lei fa il suo corso; l'ordine del codice genetico dice che ci si deve riprodurre (la sesualità, sai, serve anche a quello, ma non solo). Per riprodursi ci sono gli etero, e che Dio ce li preservi. La Natura, però, non impone a tutti di fare figli, o di sposarsi o di andare solo con le donne. Quelle sono regole umane, della ragione umana (do you know?) che di solito produce obbrobi contro-natura.

Santo Dio, bambino mio, tu hai paura che se esistano le coppie di froci caschi l'impalcatura su cui si basa la tua meravigliosa società. Ma suvvia, non essere ridicolo. Come se davvero le decisioni degli esseri umani influenzino il corso della Natura. Vai Stefano vai, vai a nanna, magari col Rabbino. Che, malevolmente, dimentica che nella sua beneamata, iperprotetta e iperamericanizzata Israele, le coppie gay sono riconosciute.
Fatti cantare una bella canzoncina, prima di chiudere gli occhietti belli, magari presa dalla Torah dove Dio punisce gli infedeli e i sodomiti.

stefano said...

Adriano, non e' la prima volta che ti leggo, sei verboso e non riesci a mettere in fila tre righe senza insultare.
Due pastigliette per la pressione il medico di famiglia (dico?) te le potrebbe dare...
Quanto a cio' che dici. Un conto e' la famiglia, unione di uomo e donna che prendono un impegno civile solenne (l'unione religiosa manco la prendo in considerazione).
La societa' (la persona) nasce sempre e solo da questo tipo di unioni: il vivere sociale e' fatto di contratti e responsabilita'.
Questo lo capirebbe anche un bambino, ma cio' che spacca e' di fatto la rivendicazione gay che anche due persone dello stesso sesso sono famiglia, e i conviventi vengono presi su nel vortice.
I conviventi fanno liberamente una non-scelta, sponsorizzare una unione "debole" non ha semplicemente senso.
Due persone del medesimo sesso costituiscono una unione di altro genere da quella familiare (non fanno ne mai potranno far figli che e' la ragione per cui qualsiasi societa' ha l'istituto familiare) che si decida di normarla e' materia discutibile. Ma c'e' una pressione mediatica-culturale che fa intenzionalmente d'ogni erba un fascio cosi' ci si azzanna invece di capirsi.

adriano said...

Caro Stefano

Prima di tutto ti ricordo che chi ha iniziato a insultare sei stato tu con Fede. E proprio all'inizio del tuo precedente 'scritto'.
Però accetto la sfida e proverò a mettere insieme più di tre righe senza insultare (anche se io non insulto, ma faccio della semplice ironia, te ne sei accorto?)

Tu parli di una unione 'debole', ed è questo che sconcerta. Di fronte ad affermazioni del genere è difficile replicare credimi, sembra di conversare con un ulema (non con d'alema). La famiglia tradizionale è forte perché lì si procrea, quella omosex è debole perché ognuno si fa i cavoli propri? Siete disarmanti. Date giudizi di valore arbitrari e pretendete di assegnargli carattere di universalità.
Il vivere sociale è fatto di contratti e responsabilità? Secondo te due maschi o due femmine non li fanno questi contratti, non si assumono la responsabilità di stare in società e contribuire a mandarla avanti? Secondo te lo si fa solo facendo figli?
Una famiglia, caro Stefano, si costituisce in maniera automatica nel momento in cui due persone, o tre, o quattro, decidono spontaneamente di mettersi insieme perché si amano; quanto poi questo amore durerà nessuno può dirlo, e stai tranquillo che quest'aggregazione per essere riconosciuta tale (almeno da chi la vive) non ha afftto bisogno del timbro amministrativo o ecclesiastico. Già è. La vostra ipocrisia, il vostro timore reverenziale per dettami religiosi fondati sul nulla non vi fanno guardare più in là del vostro naso. Ma tant'è.
Se poi fai il saputello e la metti sul piano Costituzionale ti dò una bella notizia.

art.29 della Carta Costituzionale

"La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio"

"Il matrimonio è ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare"

Vedi scritto da qualche parte che la famiglia come società naturale è quella fondata dall'unione di un uomo e una donna?
Vedi scritto da qualche parte che quando ci si riferisce ai coniugi si intendono un uomo e una donna?

art.2
"La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale"

Ti risulta che le formazioni sociali ove si svolge la sua personalità non possano essere una coppia omosessuale, magari costituitasi in un'unione di fatto o, io aggiungo, nel matrimonio?

In conclusione. Non solo le copie di fatto sono legittime a livello etico e di diritto, in uno stato laico e di fronte alla nostra carta Costituzionale, non solo sono equiparabili alla famiglia ma anche il matrimonio omosessuale è legittimo perché nessuna disposizone costituzionale lo vieta. Quindi per cortesia, è bene che argomentiate con motivazioni davvero più corpose, altrimenti fate figuracce.

www.faceonmars.splinder.com