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Saturday, May 26, 2007

Un Terzo Stato consapevole contro le caste

Terzo StatoLa questione non è se Montezemolo si impegnerà o meno direttamente in politica. Importa sapere se finalmente gli industriali decideranno di volere il libero mercato e le regole e di rinunciare all'obolo di Stato

A proposito del partito-Corriere ha parlato direttamente Paolo Mieli, a Liberazione, più nei termini di un think tank di intelligenze dai diversi orientamenti politici e culturali, che però condividono un metodo e si aspettano che la politica sappia cambiare l'Italia.

Con Mario Adinolfi diffidiamo di questa «nuova borghesia consapevole» che il discorso di Montezemolo di ieri ci avrebbe disvelato e che sembra aver entusiasmato editorialisti del Corriere come Dario Di Vico.

Diciamo che bisognerebbe averla una "borghesia", prima di parlare di una nuova. Vero che l'Italia «non ha mai avuto una borghesia che abbia saputo tagliare la testa al re», che il nostro è il capitalismo «familiare e senza capitali, dei patti di sindacato, delle banche nelle imprese editoriali» (e in quelle politiche), in parte responsabile, insieme ai partiti e ai sindacati (e anche un po' a tutti noi), dello «sfascio in cui versa il paese». No, non per l'evasione o l'elusione fiscale - disobbedienze civili a uno Stato famelico da parte di molti che si sono presi il rischio di non fermarsi e di continuare a produrre ricchezza nonostante tutto. Il guaio è che il capitalismo italiano ha barattato il libero mercato con l'assistenzialismo di Stato, trovandosi poi perdente nella competizione globale. Complici i Sindacati, è riuscito a privatizzare i guadagni e socializzare le perdite, con le casse integrazioni, le mobilità lunghe, i sussidi, gli incentivi e le rottamazioni.

Buon ultimo un presidente di Confindustria capisce che servono regole, non oboli di Stato, e viene a parlarci di merito, rischio e concorrenza, quando Confindustria non l'ha mai praticata, garantendo assistenza alle poche grandi industrie, e lasciando senza rappresentanza la reale spina dorsale produttiva del paese, la piccola e media impresa.

Viene, in effetti, il dubbio di trovarci dinanzi, come ha scritto Oscar Giannino, a «un ambizioso [che] si volge a fiutare l'aria per misurare il successo potenziale di una nuova leadership». Per il quale «non conta la coerenza dei programmi», ma «contano gli stati d'animo, e le cadenze retoriche. Tutto ciò che conduce allo stato nascente dell'innamoramento, direbbe Alberoni. Ed era questo lo stato d'animo del Montezemolo di ieri, quella sicumera che tante volte l'ambizioso oppone ai dubbi ben celati intorno al fatto se l'opinione pubblica lo corrisponderà dello stesso amore, e se cederà alle lusinghe».

Eppure, non si può del tutto escludere che qualcosa si muova. «Sta succedendo molto, molto di più», assicura Di Vico.
«Quegli imprenditori che sono stati capaci in regime di moneta unica (senza le generose svalutazioni di una volta) di riconquistare palmo a palmo decisive quote di export, ora si chiedono perché debbano essere finanziate comunità montane a pochi metri di altezza sul livello del mare, perché i consiglieri della regione Veneto abbiano diritto ai funerali gratis e perché si dilapidi denaro pubblico per tenere in piedi istituzioni quasi inutili come le province».
D'altra parte, seppure demagogico, nel suo discorso Montezemolo stavolta non ha parlato solo delle esigenze degli industriali, non ha stilato «il solito cahier de doléances un po' gretto e corporativo», ma ha preso posizione per alcune riforme che sappiamo essere necessarie da tempo (premierato e legge elettorale, pensioni e tasse, per fare degli esempi) e ha rappresentato una domanda largamente avvertita nella società, di «più libertà, apertura e mobilità», divenute «in tutti i grandi Paesi industrializzati parole d'ordine interclassiste», ha osservato l'entusiasta Di Vico.

Staremo a vedere se gli industriali finiranno per accontentarsi del solito obolo, del solito pasto caldo. Può darsi che si sia trattato del ciclico cavalcare l'onda di delusione del mondo produttivo nei confronti di un governo che pure si era sostenuto, per meglio prepararsi a cambiare carro in corsa o ad alzare il prezzo sui tavoli della concertazione.

Se non una "rupture", se non qualcosa di radicalmente riformatore, la crisi della "casta", il referendum elettorale che grava sui partiti, il nuovo corso di Confindustria con l'ombra incombente di Montezemolo, una ventata d'aria fresca potrebbero portarla, spazzando via qualche vecchio dinosauro e residuato ideologico, sbloccandoci da uno stallo che davvero non possiamo più permetterci. E' il momento del ciascuno faccia il proprio gioco, ma chi resta fermo è perduto.

Non mi convince l'approccio solo generazionale di Mario Adinolfi, né l'espressione «neoproletariato», ma condivido l'analisi degli "outsider". Piuttosto, il «patto interclassista» dovrebbe essere inteso come un'alleanza tra i produttori (i non protetti e i non privilegiati, nell'impresa come nel lavoro) contro i burocrati e le corporazioni: un Terzo Stato consapevole ci serve, più che una «nuova borghesia». Ecco, credo che se quell'alleanza si costituisse questo paese avrebbe qualche speranza di farcela. La domanda è: gli industriali ci stanno ad uscire da una logica corporativa e a sentirsi "Terzo Stato"? Il discorso di Montezemolo può essere interpretato in questo senso, ma restiamo in attesa della prova dei fatti.

7 comments:

Morris said...

ATTENZIONE! COMUNICATO URGENTE PER TUTTI GLI AMICI INTERNAUTI!!
IL VIDEO www.youtube.com "Sex Crimes and Vatican" E' STATO CENSURATO!!!

Ennesima dimostrazione di fittizia democrazia italiana, siamo sull'orlo del baratro dove i nostri burocrati ci stanno facendo assaporare l'inizio di UNA REALE DITTATURA OCCULTA!
E' stato cancellato anche da YouTube.
SIETE CONTENTI?
Allora che fare:
DIVULGARE!
DARE NOTIZIA!
SCRIVERE NEI VOSTRI PORTALI, BLOG,
INFORMARE GLI AMICI!

Fortunatamente, avendo un presentimento che tutto questo schifo potesse accadere, ho provveduto a salvare il file originale, modificando pochi parametri.
E' SEMPRE VISIBILE nel mio portale. Sezione www.61comenoi.it/omosex_e_religioni.htm "Omosessualità e religioni".
N.B.: la durata del filmato è di circa 40'
A causa della pesantezza del file, per coloro che volessero vederlo integralmente dovranno pazientare qualche minuto, sarà sufficiente cliccare il link testuale.
In ogni caso avrete tutte le indicazioni nella pagina che vi ho appena segnalato.
Ha dare la tristissima notizia è anche www.bispensiero.it, che hanno realizzato a proprie spese la traduzione
in lingua italiana.

DIVULGATE L'ENNESIMA CENSURA nei Vostri Portali, Blog.
LA RETE DEVE RIMANERE L I B E R A!!!
REALIZZATE POST E ESPRIMETE LA VOSTRA INDIGNAZIONE!!!

Con Amicizia e Rispetto
Gentleman - Morris (Maurizio Andrea)

Contattami said...

Ottimo articolo, che smitizza e desacralizza l'attitudine tutta italiana del "salvatore della patria offresi".
«il nostro è il capitalismo familiare e senza capitali, dei patti di sindacato, delle banche nelle imprese editoriali» (e in quelle politiche), in parte responsabile, insieme ai partiti e ai sindacati (e anche un po' a tutti noi), dello «sfascio in cui versa il paese»
Una lettura che condivido e che ho trattato in un articolo sul mio blog.
http://lasfingedibumbury.blogspot.com/2007/05/montezemolo-tra-aspettative-soddisfatte.html
Grazie a Jimmomo per questo contributo.

Contattami said...

Chiedo scusa, non immaginavo che non sarebbe uscito il mio nome ma solo quel "contattami" automatico.
Mi firmo ora.
La Sfinge di Bumbury
http://lasfingedibumbury.blogspot.com/

offtopic said...

ha ragione il Prof.DeMarchi, da molti anni.
La vera lotta di classe è tra produttori e burocrati.

Però, tra questo Montezemolo assistito, furbissimo e snob ed il popolano arricchito Berlusconi preferisco il secondo che, almeno un po', rappresenta ancora l'antipolitica a questa politica immonda...

Anonymous said...

Thompson come Berluska o Beluska come Thompson?

http://www.ilfoglio.it/uploads/
camillo/a_wfred_0604.jpg
http://www.corriere.it/Media/
Foto/2007/05/25/BER--180x140.JPG

adriano said...

Scusa Fede, tutto giusto
Ma come si mandano a casa: Mastella, Rutelli, D'Alema, Amato, Fassino, Visco, la Bindi, la Turco, i Previti, i Marini, i D'Antoni, i Berluska, i Pannella, le Bonine, i Cossutta, gli Andreotti, gli Scalfaro, i Cicchitto, i Casini, voglio dire stiamo parlando in buona parte di Matusalemme della Politica che ancorano tirano le fila - Ognuno egregiamente appoggiato (a e da) qualche loggia e loggetta cossighiana - Voglio dire Montezemolo è nel giro da quando io ero ragazzino, a 26 anni comandava la Ferrari, oggi rompe il cazzo a noi e allo politica che deve essere svecchiata. Ma che vergogna.
Dobbiamo fare la rivoluzione armata per mandarli via? Altro modo non lo vedo francamente, ma la rivoluzione armata è difficile perché l'esercito è formato da cerebrolesi, in buona parte, e sta sempre col Potente di turno.
Quindi che si fa? Il referenduccio ammazza partiti come vuole Di Pietro? Togliamo le comunità montane di quattro anziani bocciofili e le province e abbiamo risolto i problemi degli sprechi e dei privilegi? Ma non lasciamoci prendere per il culo su... Il problema è la borghesia italiana, ha ragione Mario.
Non è vero che non c'è, c'è ma è piccola piccola come quella del romanzo di Cerami, non è cambiato nulla. E' arroccata ai suoi privileggiucci, soprattutto quella di sinistra, quella che fa scendere in piazza i suoi figli con le Keffyah e poi li manda a studiare alla Luiss per essere pronti a dirigere posti importanti, un domani. Avete presente Gianni Riotta?
Si abbia l'onestà di non parlare più di queste cose. Se non ci sono soluzioni forti, si blatera. A vanvera. E l'unica soluzione valida, e forte, è quella di pigliarli a calci in the back questi arrogantelli. Altro che Montezemolo, alias Agnelli's family. O Addams family, visto che qui trattiamo soprattutto coi non morti...!!!

abbracci
www.faceonmars.splinder.com

Antonio Candeliere said...

Bel blog!Ti posso mettere tra i miei links?