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Monday, May 21, 2007

Il ricatto dei Sindacati: o la borsa o lo sciopero

... e il Governo cede la borsa

Dopo il vertice domenicale a Palazzo Chigi il Governo cala le brache e accontenta le richieste dei Sindacati per il rinnovo del contratto degli statali: 101 euro al mese. Contestualmente è stato deciso che i prossimi rinnovi avranno cadenza triennale e non più biennale. A partire, però, dal prossimo (2008-2010).

Forti le pressioni esercitate dai vicepremier, Rutelli e D'Alema, spaventati dal possibile tracollo elettorale dei loro partiti in caso di sciopero, sul ministro "tecnico" Padoa-Schioppa, che a questo punto per salvare almeno la faccia non potrebbe far altro che dimettersi.

Chissenefrega del rigore sui conti pubblici, di quel cosiddetto "motore riformista" della coalizione - Ds/Margherita - che avrebbe dovuto incarnare la responsabilità e la serietà al governo, se è per evitare uno sciopero scomodo alla vigilia di elezioni amministrative.

I «fondi aggiuntivi» cui si riferisce Nicolais, il ministro della (Dis)Funzione Pubblica, fanno parte del cosiddetto "tesoretto", l'aumento di gettito fiscale affluito nelle casse dello Stato grazie alla "ripresina" dell'anno scorso. Una cifra già esigua e probabilmente una tantum, considerando la politica economica di questo governo, che verrà dispersa in mille rivoli assistenziali e clientelari, senza alcuna possibilità di verifica del rendimento degli investimenti fatti.

A fronte di un "tesoretto" una tantum, l'aumento dello stipendio agli statali bisognerà pagarlo anche negli anni avvenire e a regime il suo peso graverà su una spesa pubblica già fuori controllo. Per di più all'orizzonte non si scorge il minimo criterio di efficienza e produttività cui gli aumenti dovrebbero essere legati. Prima i 101 euro, poi si tratta sulla riforma della pubblica amministrazione, è il molto poco tranquillizzante ricatto del segretario della Cgil, Epifani, che propone al Governo di barattare i soldi, tutti e subito, con una generica disponibilità all'«ascolto» delle proposte di riforma dell'Esecutivo per il pubblico impiego.

Dopo un solo anno di governo siamo già alle regalie elettorali. E per un voto amministrativo che in realtà riguarda pochi capoluoghi. Chissà cosa capiterà quando si avvicineranno ben più importanti scadenze elettorali.

Quali trattative? La resa totale del Governo dimostra che non c'è appello al rigore che tenga. Quando i soldi ci sono, vengono spesi, prevale nei politici l'istinto all'acquisto del consenso pagando il conto con il denaro dei contribuenti. Male o bene non importa, purché si spendano. E il più delle volte è male.

4 comments:

Anonymous said...

affamate la bestia!
ma qui la bestia cresce come il coccodrillo degli appeasers di Churchill.

Anonymous said...

la vera tragedia è che questa bestiaccia non muore di indigestione perchè è in grado di ingrandirsi quasi a dismisura...

non c'è nulla da fare! finchè i più non prenderanno davvero coscienza che il mostro è quello...
dovremo continuare a veder crescere la bestia, sia alimentata dai succubi del sindacato predatore, sia dai succubi dei ministeriali romani...

offtopic said...

Cmq, sarà la tradizionale rimozione italiota, ma un periodo ripugnante come questo non me lo ricordo durante il governo berluska, nonostante i fiumi di retorica sul declino immanente cui abboccai pure io come tanti altri, compreso lo smemorato Capezz.

av said...

"La nuova politica non ha bisogno di criticare la vecchia né di darle grandi battaglie; deve solo costringerla ad occupare il suo sepolcro in tutti i luoghi e forme dove la trovi e pensare nuovi principi affermativi e costruttivi".

Ortega y Gasset