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Thursday, May 31, 2007

Sex Crimes and the Vatican. Non perdere di vista la questione

Immagine dal documentario della Bbc Sex Crimes and the VaticanNel mandare in onda il documentario della Bbc "Sex Crimes and the Vatican", accusa il Sir, si fa «sciacallaggio mediatico contro la Chiesa e il Papa». Il mio timore, espresso già in un post di qualche giorno fa, è che purtroppo Santoro non sia in grado di dimostrare quanto infondata sia questa accusa, preparando una trasmissione che presenti con onestà intellettuale i fatti, in modo equilibrato tutte le posizioni, e che sia priva di faziosità nella conduzione e di cadute di stile.

Oggi L'Opinione mi ha dato modo di tornare sull'argomento.

Pare che Massimo Introvigne sia riuscito a smontare pezzo per pezzo il documentario della Bbc, indicando tre falsità.

Può anche darsi che il documentario «confondi diritto della Chiesa e diritto dello Stato». Spiega Introvigne che «la Chiesa ha anche un suo diritto penale, che si occupa tra l'altro delle infrazioni commesse da sacerdoti e delle relative sanzioni, dalla sospensione a divinis alla scomunica. Queste pene non c'entrano con lo Stato, anche se potrà capitare che un sacerdote colpevole di un delitto che cade anche sotto le leggi civili sia giudicato due volte: dalla Chiesa, che lo ridurrà allo stato laicale, e dallo Stato, che lo metterà in prigione».

Fin qui ineccepibile e utile ai fini del nostro discorso. Vediamo quali sarebbero le «tre falsità». Il documentario della Bbc «presenta come segreto un documento del tutto pubblico e palese». Il documento del 1962 è stato spedito da Roma a tutti i vescovi. Per questo si può dire «pubblico»? Il fatto che lo sia oggi significa che qualcuno ne è venuto in possesso e lo ha diffuso, ma non mi risulta che fosse pubblico, disponibile a tutti, fin dal principio. E, in ogni caso, nulla di male che fosse "riservato".

Il principale accusato, il Cardinale Ratzinger, nel 2001 non fece altro che dare «esecuzione pratica alle norme promulgate con la lettera apostolica Sacramentorum sanctitatis tutela, del precedente 30 aprile, che è di Giovanni Paolo II», ma nel documentario ciò non viene specificato. Bene, un'informazione in più. Introvigne ci sta informando che le cose che attribuiamo a Ratzinger sono da attribuire anche a Wojtyla. Registriamo e proseguiamo.

Il documentario «lascia intendere al telespettatore sprovveduto che quando la Chiesa afferma che i processi relativi a certi delicta graviora ("crimini più gravi"), tra cui alcuni di natura sessuale, sono riservati alla giurisdizione della Congregazione per la dottrina della fede, intende con questo dare istruzione ai vescovi di sottrarli alla giurisdizione dello Stato e tenerli nascosti».

Ecco, vieniamo al punto. Non che la Chiesa «intende con questo». L'istruzione a tenerli nascosti all'esterno è esplicita. E' vero che i documenti sotto accusa si occupano del fenomeno degli abusi sessuali, non lo ignorano, dispongono le procedure per un giudizio ecclesiastico, a norma del Diritto canonico, e a chi spetti la competenza, se alla Congregazione per la dottrina della fede, che in questi casi agisce «in qualità di tribunale apostolico», o ad altri tribunali ecclesiastici. «Non si occupano affatto - conclude Introvigne - delle denunzie e dei provvedimenti dei tribunali civili degli Stati».

Certo, se non per il piccolo ma non irrilevante particolare che i documenti, che ciascuno può leggere (il documento del 1962; la lettera di Ratzinger), tra tutte le disposizioni giuridiche che il Sir, Avvenire, e Introvigne ci ricordano, impongono anche la direttiva del «segreto pontificio» a tutti i vescovi. Portare sì a conoscenza di questi casi la Congregazione, ma mantenere l'assoluta segretezza all'esterno, pena la scomunica.

Non si tratta, dunque, di accusare la Chiesa di un generico insabbiamento, giacché, come ci dicono, i documenti citati prevedono le forme giuridiche, sulla base del Diritto canonico, per indagare sui fatti, processare e sanzionare i colpevoli.

Ciascuno si farà poi la sua idea su quanto previsto dall'ordinamento ecclesiastico. Se, cioè, ridurre il reo allo stato laicale, il trasferimento, e una prescrizione che scatta al compimento della maggiore età della vittima, siano misure proporzionate alla gravità del crimine.

Ma il punto non è capire quanto la Chiesa sia severa con i suoi membri responsabili di tali crimini. Si può anche non dubitare che lo fosse e lo sia. Né si tratta di insinuare rozzamente che i preti siano tutti pedofili.

La giustizia americana, oltre al documentario della Bbc, ha ritenuto che quel documento del 1962 e la successiva lettera del Cardinale Ratzinger provassero l'esistenza di una politica della Chiesa volta a sottrarre al controllo della giurisdizione civile rei e reati di sua pertinenza, e per questo ha accusato Ratzinger di favoreggiamento, accusa poi caduta, quando il cardinale è divenuto Papa, per subentrata immunità riconosciutagli in quanto capo di uno Stato estero. Tuttavia, rimane il fatto che molte diocesi sono state condannate a pagare risarcimenti milionari, che in alcuni casi ne hanno determinato la chiusura. Non per una sorta di responsabilità oggettiva, ma perché in sede processuale è stato provato che sapevano, nascondevano e permettevano che i crimini continuassero.

La domanda è: è legale o no, è giusto o no, che la Chiesa tenga nascosti alla giustizia civile i casi di abusi sessuali di cui suoi membri si rendono responsabili e di cui le singole Diocesi o la Congregazione vengono a conoscenza? La vera questione riguarda quindi il conflitto tra giurisdizione dello Stato e giurisdizione della Chiesa. La Santa Sede tenta di sottrarre i suoi membri alla prima, non c'importa come e quanto funzioni la seconda.

10 comments:

stefano said...

Vedo che arriviamo all'ennesimo esercizio di arrampicata sugli specchi.
1.Il segreto raccomandato dal diritto canonico e' parallelo al segreto istruttorio. Il fatto che in Italia il suo rispetto dipenda dalla voglia di TV del giudice incaricato, non costituisce un precedente legale vincolante per il diritto della Chiesa.
2. Adesso siamo di nuovo a rifare la discussione su come siano gravi i fatti successi negli ultimi 50 anni (e specie tra il 60 e il 90) nella Chiesa Cattolica.
Ma pare che il dibattito fosse sulla questione informativa.
Il fatto e' che il documentario
- e' storia vecchia,
- e' totalmente "biased"
- viene tirato fuori ad orologeria da quel campione dell'informazione corretta di Santoro per scopi ovviamente politici
- e' una chiara vendettaccia di radicali sfiatati e neppure piu' d'accordo con se stessi (Cronos-Pannella che pasteggia a Capezzoni docet), e una sinistra oltre l'orlo della crisi di nervi.
Cosa c'e' di meglio che lanciare il paese in uno "scottante" dibattito su roba che e' stata pubblicata piu' volte su qualsiasi giornale, amico, nemico o semplice conoscente?
Infine: disinformatija e propaganda a spese del servizio pubblico.
Quanto alle obiezioni qui sopra, a cosa serva la riservatezza lo spiega chiaramente il casino furibondo scatenato dai fatti di Rignano, e duole che radicaleggianti come il padrone di casa siano garantisti solo quando gli prude.

Peppo said...

"""""La Santa Sede tenta di sottrarre i suoi membri alla prima, non c'importa come e quanto funzioni la seconda"""""

E se invece iniziassimo a mettere il naso nella giustizia della Santa Sede??

Legalità impone che sul suolo italiano non possa esistere sentenza di alcun genere, emessa da chicchessia, che sia contraria all'ordinamento civile e penale della Repubblica.

Il favoreggiamento omertoso sanzionato negli Usa può esserlo anche in Italia. Anzi, deve esserlo.

Ciccio said...

1. Il nostro diritto porta alla galera, il diritto canonico a niente di concreto. E' quello che vogliono i preti e i loro servi. Siete inquietanti e pericolosi.

2. Fatti identici sono successi di recente. Non è cambiato nulla.

2bis. I radicali che controllano la RAI...

3. Rignano non c'entra uno stracazzo di niente. L'omertà non è una difesa contro l'eccesso dei giornali.

stefano said...

Ecco, il commento qui sopra parte dalla presunzione che i processi canonici evitino i processi penali.
Il documentariaccio BBC suggeriva esattamente questo.
Peccato che NON E' COSI'.
I processi canonici regolano lo stato del cristiano (sacerdote, religioso, laico) all'interno della Chiesa.
Fattispecie di rilevanza penale sono di ovvia competenza della magistratura.
Nessun documento o anche solo disposizione vaticana suggerisce altrimenti.
Infatti i vescovi che hanno sottovalutato o ignorato sono stati rimossi.
Vorrei che succedesse qualcosa del genere nelle procure o nelle amministrazioni italiane...

Anonymous said...

La questione vera è questa: la Cheisa poteva fare di più per evitare altri atti di pedofilia? Il trasferimento di preti pedofili in altre diocesi suggerisce di no. Per questo la Chiesa cattolica americana è stata condannata in USA.

Ciccio said...

Evidentemente Stefano ci ha presi per cretini.

Certo che i diritti e le competenze sono diversi. Il diritto canonico è nient'altro che carta straccia per un cittadino italiano o statunitense.

Il punto è che la Chiesa, oltre a giocare con le sue inutili formule in latino, ha intralciato e continua a intralciare in ogni modo possibile le indagini laiche. La Chiesa ha trasferito e nascosto criminali e continua a farlo, proprio per farli SFUGGIRE alla giustizia laica e salvaguardare un immagine immacolata.

Ciccio said...

"Infatti i vescovi che hanno sottovalutato o ignorato sono stati rimossi."

Questa te l'ha scritta Introvigne? E' falso, dovrebbero aver rimosso anche il papa attuale.

Io so di singole spontanee dimissioni solo dopo che il casino è saltato fuori sui giornali. E questa dimissione simbolica non tocca minimamente i criminali che continuano a operare.

La dimissione dei vescovi non consola, ma conferma e aggrava tutto il sistema. E' per questo che non se ne deve parlare, è per questo che si nascondono i filmati.

Mirko Trasciatti said...

Ma io non capisco cosa non ci sia da capire...

Se io appartengo ad un organizzazione, per esempio "i goliardi del brenta" o "i fratelli mussulmani del porto di messina" posso davvero ritenere che il seguire un condice di condotta di tipo omertoso nei confronti di atti illegali compiuti da membri di questa organizzazione mi preservi dall'accusa di facoreggiamento? Secondo me si configurano due crimini: istigazione al favoreggiamento e favoreggiamento.

Anonymous said...

<< La Santa Sede tenta di sottrarre i suoi membri alla prima, non c'importa come e quanto funzioni la seconda >>.

vero.

però è vero pure che ogni "chiesa" cerca di sottrarre i suoi membri alla forza vincolante dell'ordinamento pubblico.

una "chiesa" per tutte...come esempio...il sindacato...che si sottrae ostinatamente alla regola costituzionale della registrazione e così...resta...come dire, impunito? non fosse altro per quel che riguarda il finanziamento ed il bilancio...sottratti a qualsivoglia controllo, perfino giurisdizionale.

ma è solo la solita questione dell'etica delle...lealtà.

per tutte le "chiese"...con tonaca e non...il problema è sempre quello ovvero...se il dovere di fedeltà alla repubblica italiana...che non me lo invento io di sana pianta ma sta scritto nell'abusata costituzione nostra...all'articolo 54...prevalga sulla "devozione" al gruppo di appartenenza.

e che i singoli membri...vestano di sacri paramenti...non interessa più di tanto...il problema è sempre lo stesso.

magari...possiamo dire che con la chiesa di roma...i problemi si aggravano...vista la "doppia via" dei rapporti con lo stato...reciproci rapporti...che sostanzialmente...si poggiano sull'artificio del concordato che è - e rimane - il segno della divisione tra la società...chiamiamola di fede cristiana o presunta tale e...quella di indole pagana...o presunta tale pure essa, visto che molti la definiscono laica!

in ogni caso, l'accordo tra queste due stronze società...è pura fiction...solo un compromesso instabile...tenuto con uhu...vinavil...ceralacca con impressi i bolli pontifici nei quali restano impigliati...i fetidi peli delle feluche ministriali o - peggio - delle botteghe di partito...che oggi sono divenute tutte..."oscure".

e questo solo nel migliore dei casi.

e così...se da una parte i c.d. "dirigenti" dello stato laico...sperano che tramite questa alchemica divisione di autorità...il loro potere politico - e non - durerà più del cristianesimo...dall'altra parte...dentro - e fuori pure - le mura vaticane...la chiesa di roma è certa che essa sopravviverà ad ogni forma di organizzazione secolare.

anche a quella togata.

che è una "chiesa" pure lei...

perché se è vero che fa orrore...chi sottrae i suoi membri alla giurisdizione dello stato...è ancora più mostruoso chi vi presta il suo formale ossequio ma poi...distorce la giustizia dello stato...piegandola ai propri fini.

amen.


ciao.


io ero tzunami...

Gan said...

A)Colm o’Gorman l’autore del filmato chi è???? Santoro lo presenta come un coraggioso giornalista io vi dico la verità…..in realtà è anzitutto un militante omosessuale e uomo politico definito dal più antico rotocalco irlandese come un politico gay………………. Il 3 maggio 2007 è stato nominato membro del Senato irlandese dal Primo Ministro, ed è tuttora senatore. Il Senato della Repubblica d’Irlanda non è eletto dal popolo, e O’Gorman fu nominato dal premier Bertie Ahern, del partito Fianna Fáil, che aveva allora bisogno dei Democratici Progressisti, il partito di O’Gorman, come partner della sua coalizione. Alle elezioni del 24 maggio 2007 per il Dáil Éireann, cioè la Camera dei Deputati, i Democratici Progressisti hanno avuto risultati disastrosi, passando da otto a due seggi.Nelle stesse elezioni politiche gli elettori irlandesi del collegio di Wexford hanno mostrato che cosa pensano di O’Gorman – che, secondo una prassi comune in Irlanda, si è candidato al Dáil Éireann pur essendo senatore e senza doversi dimettere dal Senato – infliggendogli una sconfitta davvero imbarazzante. O’Gorman ha raccolto solo 2.162 voti, pari al 3,2%. Resta senatore – una carica, ripetiamolo, non elettiva – ma ha dovuto rimettere nel cassetto i sogni di farsi eleggere come deputato.
B)LA CRIMEN SOLLICITATION…….non so quali falsità avete sentito su di essa, io vi riporto il testo originale…….vi farete meglio un’idea:::a se vi avessero messo in testa che l’autore dei testi è Ratzinger è un’enorme falsità’,il documento risale al 1962 firmato dal cardinale Ottavini e approvato da Papa Giovanni, a quel tempo Ratzinger insegnava teologia in germania ed era un semplice sacerdote.
TITOLO PRIMO

LA PRIMA NOTIZIA DI REATO

15. Poiché il crimine di istigazione a cose turpi di solito viene discusso davanti a giudici periferici (diocesani), affinché non rimanga occultato (insabbiato) e impunito con danno quasi sempre inestimabile a carico delle anime, è stato necessario obbligare il penitente, veramente istigato una sola o più volte, a rivelare tale crimine attraverso una denuncia imposta da una legge positiva. Dunque:

16. A norma delle Costituzioni Apostoliche e precisamente della Costituzione “Il Sacramento della penitenza” di Benedetto XIV del 1° giugno 1741, il penitente deve denunciare il sacerdote colpevole del delitto di avere istigato a cose turpi durante la confessione entro un mese all’Ordinario del luogo oppure al Sant’Uffizio; e chi riceve la confessione, interrogata seriamente la sua coscienza, deve esortare il penitente ad adempiere a questo dovere (di denunciare il crimine).
(Can. 904).

17. Invero, a norma del canone 1935, qualsiasi fedele può sempre denunciare il delitto di istigazione, di cui abbia notizia certa, anzi l’obbligo di denuncia incombe ogniqualvolta qualcuno ad esso sia spinto dalla stessa legge naturale a causa di un rischio per la fede o la religione ovvero per un altro pericolo pubblico imminente.

18. In verità il fedele che consapevolmente omette di denunciare entro un mese colui, dal quale è stato istigato, contro la norma del canone 904 (sopraccitato), incorre nella scomunica latae sententiae (cioè automatica) non riservata ad alcuno (appunto perché automatica), non dovendo essere assolto se non dopo aver adempiuto al suo obbligo di denuncia o se non avrà promesso seriamente di adempierlo (Can. 2368, § 2).

19. L’obbligo di denuncia è personale e va adempiuto regolarmente dalla persona stessa che è stata istigata. Tuttavia se gravissime difficoltà impediscono che essa possa ottemperare al suo dovere di denuncia, allora, può adempiere il suo obbligo o per mezzo di una lettera o tramite un’altra persona di sua fiducia, esposti tutti i fatti all’Ordinario o del Sant’Uffizio o della Santa Penitenzieria (Istruzione del Sant’Uffizio, 20 febbraio 1867, n. 7).
C) I DISCORSI DELL’ALLORA CARDINALE RATZINGER CONTRO I PRETI PEDOFILI SONO INNUMEREVOLI E SONO STATI FATTI IN TEMPI NON SOSPETTI…..MEMORABILE FU QUELLO DURANTE LA VIA CRUCIS DEL 2005 CON GIOVANNI PAOLO ANCORA IN VITA…..
D)sul caso specifico vi riporto gli atti cioè il comportamento dell’allora vescovo di quella diocesi……ve li sintetizzo in anticipo :::: 3 preti sospettati tra cui l ormai famoso O’Grady(quello del documentario), TUTTI DENUNCIATI ALLE AUTORITA’COMPETENTI E CIOE’ ALLA POLIZIA…..TRE INDAGINI,2 DI LORO A SEGUITO DELLE INDAGINI ACCUSATI,ARRESTATI E RIDOTTI ALLO STATO LAICALE, UNO O’GRADY SCAGIONATO DALLA POLIZIA CHE SBAGLIANDO LO RITENNE INNOCENTE, IL VESCOVO LO TRASFERISCE COMUNQUE E NON NASCONDE IL FATTO CHE POTREBBE ESSERE PERICOLOSO PUBLICANDO L’INTERVENTO DI 2 PSICOLOGI CHE LO AVEVANO ESAMINATO…………………………………………….Mahony diventa vescovo di Stockton nel 1980. Tra il 1980 e il 1984 deve occuparsi di tre casi di preti accusati di abusi sessuali su minori. Fa qualche cosa che stupirà i fan del documentario della BBC: non solo indaga, ma fa segnalare i sacerdoti alla polizia. In due casi la polizia conferma che, dietro al fumo, c’è del fuoco: e i sacerdoti sono sospesi a divinis, cioè esclusi dal ministero sacerdotale. Nel terzo caso, quello di O’Grady, la polizia nel 1984 archivia il caso e dichiara il sacerdote innocente. Mahony si limita a trasferirlo, dopo che due diversi psicologi che lo hanno esaminato per conto della diocesi hanno dichiarato che non costituisce un pericolo. Tutti sbagliano: non solo perché già nel 1976 O’Grady aveva “toccato in modo improprio una ragazzina” (tutto si era risolto con una lettera di scuse e, contrariamente a quanto dice l’ex prete, gli avvocati non hanno potuto provare che il vescovo lo sapesse) ma perché si trattava di un soggetto pericoloso, che finirà arrestato e condannato……….
E)PER SPECIFICARE SULLA PRESUNTA VOGLIA DI OCCULTARE LE COSE DA PARTE DELLA CHIESA VI FACCIO NOTARE L’OPERATO DELL’ARCIDIOCESI DI LOS ANGELES E DELLE SUE BATTAGLIE AFFICHE’ FOSSERO PUBLICATI I FASCICOLI DEI PRETI PEDOFILI………..BATTAGLIA PERSO PERCHE’SECONDO LA CORTE DI APPELLO DEGLI USA HA VIETATO LA PUBLICAZIONE
Una versione alternativa di questi fatti è stata proposta dal Los Angeles Times, un quotidiano di cui l’Arcidiocesi di Los Angeles ha ripetutamente denunciato il pregiudizio anticattolico, e cui ha risposto sul caso O’Grady con una dichiarazione ufficiale in cui afferma di “avere ormai perso il conto delle volte” in cui il Times ha diffuso su quel caso “notizie vecchie di dieci anni” e “affermazioni basate esclusivamente su persone che hanno legami (…) con gli avvocati delle parti attrici (nella causa civile)”. L’Arcidiocesi fa notare che si è battuta per pubblicare, anche a mezzo Internet, i documenti delle cause civili e in particolare i proffer, cioè i fascicoli che mostrano che cosa le diocesi cattoliche sapevano dei casi di pedofilia in genere e del caso O’Grady in particolare, e quali misure furono prese: ma un ordine della Corte d’Appello dello Stato della California del 22 settembre 2005 ha vietato questa pubblicazione per ragioni di privacy, ancorché non vieti alle diocesi di mettere le informazioni e i documenti a disposizioni di studiosi e altri che abbiano valide ragioni per conoscerle. La riservatezza qui non dipende da un desiderio della Chiesa di nascondere informazioni – al contrario, la Chiesa si è battuta in tribunale per renderle pubbliche – ma da un ordine del giudice. I fatti che emergono dai documenti che la Chiesa vorrebbe, ma non può, pubblicare e di cui hanno comunque tenuto conto i giudici di appello, smentiscono il Los Angeles Times su una serie di punti cruciali. Premesso che la Chiesa non è il KGB e non ha un sistema di fascicoli segreti sui suoi preti, il cardinale Mahony quando divenne vescovo di Stockton non fu informato dell’incidente del 1976 relativo a O’Grady. Certamente, con il senno di poi, si può dire che questo incidente fosse stato sottovalutato dal precedente vescovo: ma l’affermazione del Los Angeles Times secondo cui Mahony lo conosceva (mentre il cardinale afferma il contrario) non è sostanziata da nessun documento. Quanto all’episodio del 1984, anzitutto il Los Angeles Times – incautamente ripreso, senza tenere conto delle polemiche che lo hanno coinvolto, anche da alcuni fonte italiane – almeno, a differenza del documentario Sex Crimes and the Vatican, ammette che la Chiesa denunciò immediatamente O’Grady alla polizia.
F)SULLA PRESUNTA ACCUSA CONTRO IL PAPA DEL TRIBUNALE DEL TEXAS VI ALLEGO UN ARTICOLO INTERESSANTE CHE VI FARA’ CAPIRE CHE SI TRATTA DI UNA CITAZIONE DA PARTE DI UNO STUDIO LEGALE CHE DIFENDE UN SUO ASSISTITO AL FINE DI OTTENERE IL MASSIMO GUADAGNO………AH CITAZIONE SAPETE COSA VUOL DIRE??? NON CONFONDETELA CON UN’ACCUSA……RATZINGER COME PREFETTO DELLA CONGREGAZIONE DELLA DOTTRNA E LA FEDE FU CITATO PER UN CASO DI PEDOFILIA COMMESSO DA UN SEMINARISTA COME CAPO DI UN’ISTITUZIONE A CUI VENIVA CHIESTO UN RISARCIMENTO PER MILIONI DI DOLLARI………..
Il documento è di massimo introvigne e può sembrare di parte vi esorto dunque a trovare documentazioni che dicano il contario e cioè che dimostrino qualcosa di diverso…………..
In questi giorni leggiamo spesso che il cardinale Joseph Ratzinger sarebbe stato “incriminato” nel 2005 in Texas per avere “protetto i preti pedofili”, e si sarebbe salvato solo perché, eletto Papa, avrebbe iniziato a godere dell’immunità in quanto capo di Stato estero.

Si tratta dell’ennesima bufala, lanciata dal parlamentare anticlericale Maurizio Turco e ripresa dal matematico e attivista dell’ateismo militante Piergiorgio Odifreddi. Va bene non conoscere il diritto canonico, ma qualche modesta informazione sul diritto in genere si richiede a chiunque voglia interloquire su questioni del genere.

Anche molti studenti medi – ma, sembra, non Turco e Odifreddi – conoscono la differenza fra diritto civile e diritto penale. Nelle cause penali si è “incriminati” per avere commesso un reato. Nelle cause civili si è “citati” in giudizio (non incriminati) da qualcuno che pensa di avere subito un torto.

Mentre si è incriminati dopo un’indagine, che può originare da una querela di parte ma dove una pubblica autorità indaga sul caso e decide che vi sono almeno indizi di un possibile reato, per essere citati in una causa civile basta che un avvocato si rechi da un ufficiale giudiziario con le carte e i bolli in regola.

Così può avvenire che sia citato letteralmente chiunque. La citazione non implica nessun accertamento delle ragioni e dei torti (dunque, della fondatezza della citazione stessa), che semmai verrà dopo. Negli Stati Uniti in un caso famoso qualcuno citò perfino “Satana e i suoi diavoli”: problemi di notifica e di giurisdizione portarono al rigetto delle domande, ma la citazione era partita con tutti i timbri e i bolli in regola.

Dopo queste premesse che ribadiscono l’ovvio, ci chiediamo: nel caso deciso il 22 dicembre 2005 a Houston (Texas) dal giudice Lee Rosenthal il cardinale Joseph Ratzinger era stato “incriminato”? La risposta è no. Il cardinale Ratzinger era stato citato in giudizio dallo studio legale Kahn Merritt & Allen in una causa civile relativa a danni reclamati all’Arcidiocesi di Houston da persone che si asserivano molestate sessualmente da un seminarista della stessa Arcidiocesi, Juan Carlos Patino-Arango. L’ex-seminarista è anche oggetto di una diversa causa penale, con la quale però il cardinale Ratzinger non c’entra nulla. La mossa dello studio Kahn mirava evidentemente a massimizzare l’importo dei danni esigibili, sia coinvolgendo le casse della Santa Sede sia creando la massima risonanza mediatica intorno al caso. Su parere (obbligatorio) del Dipartimento di Stato cui ha ritenuto di conformarsi, il giudice Rosenthal ha ritenuto improcedibile la citazione contro il cardinale Ratzinger in quanto rivolta contro un capo di Stato estero. Peraltro, lo studio Kahn non inventava nulla. In passato studi legali creativi avevano già cercato di citare Giovanni Paolo II e la Congregazione per la dottrina della fede per danni, senza mai ottenere soddisfazione dai giudici per una vasta gamma di ragioni procedurali.

Comunque sia, la parola “incriminato” nella lingua italiana ha un senso specifico, che si riferisce a “crimini” e a processi penali. Le cause civili non c’entrano, e chi sostiene che l’attuale Papa Benedetto XVI è stato incriminato in Texas o mente sapendo di mentire o manifesta una vera e propria idiosincrasia quando si tratta di questioni giuridiche anche molto semplici.


G) tranquilli è l ultimo punto……in giro, nei blog cosi’ come nelle bocche degli accusatori gira la voce ci siano stati 4500 reati accertati di preti pedofili solo in america……FALSO anche questo…….ci sono stati 4392 atti di accusa con relative INDAGINI DA PARTE DELLE AUTORITA’COMPETENTI E MI RIFERISCO SEMPRE ALLA POLIZIA…….DI QUESTI SONO STATI ACCUSATI PER AVER COMMESSO IL FATTO SOLO UN CENTINAIO DI PRETI E VI SPIEGO SUBITO IL PERCHE’…….ci fu un boom in america di questi processi con un solo pretesto::: SOLDI SOLDI SOLDI…..sapevate che per ognuno di questo casi accertati la chiesa ha sborsato milioni di dollari dovendo vendere anche proprietà ecclesiali per far fronte a queste voragini???? E secondo voi, ma questo è un mio parere personale, QUANTI DI QUESTI 4392 ACCUSATORI MIRAVANO AI SOLDI???? ANCHE IL GIORNALE DA CUI PROVENIVA LA FONTE DI QUESTI CASI HA AVUTO CRITICHE E SAPETE PERCHE’??? HA CITATO 4500 CASI DI PRESUNTE ACCUSE, NON HA DETTO CHE I REATI EFFETTIVAMENTE COMMESSI ERANO SOLO UN CENTINAIO E UDITE UDITE HA OMESSO DI DARE COMUNICAZIONE DI NUMEROSI PRETI CONDANNATI INGIUSTAMENTE E POI SCAGIONATI………………………PER FINIRE PER CIO’ CHE RIGUARDA I PRETI CHE SAREBBERO OCCULTATI IN VATICANO,I 7 PRETI FAMOSI CHE IL PAPA PROTEGGE SAPPIATE INNANZITUTTO CHE SI TROVANO IN ITALIA e NON AL VATICANO,SONO FUGGITI DAI LORO PAESI DOPO ESSERE STATI ACCUSATI E CHE HANNO CAUSE IN CORSO CON L’ITALIA PER L’ESTRADIZIONE……UNO DI LORO HA GIA’PERSO IL PROCESSO DI PRIMO GRADO E SE L’APPELLO CONFERMERA’ VERRA’ RIMANDATO A CASA DOVE A QUANTO HO CAPITO LO ASPETTA LA PENA DI MORTE…….GLI ALTRI NON SONO NASCOSTI E ASPETANO UN PROCESSO SIMILE MENTRE UNO E’FUGGITO E DI CERTO NON SI TROVA NELLA STANZA DA LETTO DEL PAPA……………..COSA VOGLIAMO CHE IL PAPA LI PRENDA DI FORZA E LI METTA IN UN AEREO????SECONDO LA LEGGE ITALIANA SE NON SBAGLIO QUESTO E’ REATO,ah PER ESSERE CHIARI AL PAPA QUESTI ELEMENTI FANNO PIU’SCHIFO CHE A TUTTI NOI MESSI ASSIEME

HO FINITO……