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Monday, March 22, 2010

Pretese assurde e facce di c... bronzo

Assurda non è la stima della questura dei partecipanti alla manifestazione del Pdl sabato a Piazza San Giovanni (150 mila). Assurdo è «l'autogol» comunicativo, come l'ha giustamente definito il ministro Maroni, dei capogruppo alla Camera e al Senato del Pdl, Cicchitto e Gasparri, che hanno preferito polemizzare sui numeri della questura, insistendo sul miraggio del milione, invece di sottolineare come, proprio stando a quei numeri "ufficiali", il Pdl abbia comunque richiamato in piazza più manifestanti delle opposizioni sabato scorso (sei volte di più). Un'occasione persa che rivela la scarsa materia cerebrale persino di chi guida il partito di maggioranza relativa alla Camera e al Senato, e non solo di chi lo guida a livello locale.

Quella di gonfiare fino all'inverosimile il numero dei manifestanti è una bruttissima e ormai patetica abitudine bipartisan. Ogni volta si spara più o meno una cifra dieci volte superiore a quella realistica. Se a Piazza del Popolo due sabati fa c'erano 200 mila persone invece di 25 mila, sabato scorso ecco che si sarebbero materializzate in Piazza San Giovanni un milione di persone, quando non potevano essere più di 150 mila. E la cosa più ridicola è che non ci si rende conto che si tratta comunque di numeri ragguardevoli, tali da ritenere un successo entrambe le manifestazioni.

Ormai il calcolo dei presenti ad una manifestazione lo può fare chiunque. Si calcola la superficie della piazza in mq e si moltiplica per tre, massimo quattro, tante sono infatti le persone che possono stare in piedi stipate in un metro quadrato. Poi, si arrotonda a seconda dello spazio occupato da palco e stand, o delle vie laterali eventualmente occupate dai manifestanti. Applicando la formula alle piazze in questione, si ottiene più o meno la stima della questura. Se non il numero esatto, almeno l'ordine di grandezza è quello: 140-160 mila a Piazza San Giovanni; 25-40 mila a Piazza del Popolo.

Davvero senza vergogna il modo opportunistico in cui la Giunta regionale del Lazio ha utilizzato il decreto interpretativo del governo sul caos liste per non concedere il rinvio del voto alla lista di Sgarbi, riammessa la scorsa settimana. Quando si tratta di non ammettere la lista del Pdl a Roma e provincia, il decreto è inapplicabile nel Lazio e la Regione decide persino di ricorrere contro di esso dinanzi alla Corte costituzionale, sostenendo che vale la legge elettorale regionale; quando si tratta di evitare il rinvio, spudoratamente ci si richiama al decreto contro cui si è fatto ricorso e dichiarato inapplicabile per due volte dallo stesso Tar del Lazio. Altro che rispetto delle regole e legalità, questo dimostra la totale strumentalità con cui il Pd e la sinistra (i compagni di viaggio della Bonino nel Lazio) hanno affrontato la vicenda liste. Tentando di approfittare di sviste giudiziarie o ingenuità da parte del Pdl per escludere gli avversari o comunque avvantaggiarsene.

8 comments:

Anonymous said...

caro jim...sulla prima questione...sei tu a prendere un granchio!!!

in piazza c'era pure...milioni, il paninaro, quindi...

sulla seconda, beh, che dire se non che aveva ragione pajetta quando diceva: tra la verità e la rivoluzione, scelgo la seconda.

appunto.

ai posteri...

io ero tzunami.

PiKappa said...

nella pagina http://quattrocosette.blogspot.com/2010/03/ecco-come-hanno-contato.html
c'e' una diversa interpretazione dei "conti"
:)

Jean Lafitte said...

panzane.
in piazza per la sinistra c'erano 250.000 persone (hai dimenticato per strada uno zero), per le destra 135.000, cioè praticamente la metà.

Anonymous said...

Comunque io c'ero a Piazza San Giovanni sabato 20.3 e posso garantire che la piazza era strapiena di gente, tanto che non potevo muovermi; vorrei che anche gli altri 149.999 presenti secondo la questura, testimoniassero la verità... comunque segnalo una scritta che mi ha colpito "SALVA LA VITA DI UN BAMBINO / MARCIA CONTRO LA BONINO" -ro-

Anonymous said...

http://www.destradipopolo.net/?p=1891

Insomma Punzi è proprio un ci...cchitto...

Anonymous said...

Il clero scende in campo a fianco di Berlusconi che ricambia con una lettera vergognosa di elogi al papa e attacchi ai laicisti (?).

I liberali ora sanno benissimo chi votare.

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Ps Saluti al neoclericale Capezzone

Fuffa Forte said...

Bon, mi pare tu non abbia colto, sulla seconda questione, il punto:
1 - il governo emana il decreto salvaliste
2 - la regione lazio ricorre alla Corte Costituzionale
3 - la Corte rigetta il ricorso, indi dichiarando vigente il dl (che, nella sua vigenza, non puo' comunque andare a sovrapporsi le legge elettorale regionale, ma vige comunque)
4 - indi per cui, la regione si trova di fronte a due ipotesi:
4a - rinvia le elezioni per scelta politica (la legge elettorale non prevede nessun automatismo, al riguardo) e questo contro il dl vigente (e quindi concedendo possibilita' di ricorsi a tutti coloro che non concordassero con il rinvio)
4b - sempre per scelta politica, concordemente *sia* con la legge regionale, *che* con il dl, non rinvia le elezioni

Il buon senso, prima ancora della convenienza politica, indirizza in questo senso

Saluti.

Fuffa

Anonymous said...

Fuffa, purtroppo per il povero blogger, ha ragione
Il Lazio, visto che il DL resta in vigore, non rinvia il voto

Le cose divertenti son due

1) Sgarbi che dice "Fascisti!" alla regione Lazio
Dimenticandosi che il DL che prevede che bastin 6 giorni di campagna l'hanno emanato Silvio&C

2) Il DL prevede che il ricorso sia presentato entro le 13 del tal giorno
E che fa Sgarbi? Lo presenta alle 13.17

Insomma, da certe parti le regole non san proprio osservarle
E poi si lamentano