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Friday, August 11, 2006

Aboliamolo!

Nel 1945, Luigi Einaudi scriveva a proposito dell'Ordine dei giornalisti: «L'albo obbligatorio è immorale, perché tende a porre un limite a quel che limiti non ha e non deve avere, alla libera espressione del pensiero. Ammettere il principio dell'albo obbligatorio sarebbe un risuscitare i peggiori istituti delle caste e delle corporazioni chiuse, prone ai voleri dei tiranni e nemiche acerrime dei giovani, dei ribelli, dei non-conformisti».

Non si ferma l'azione liberalizzatrice del presidente della Commissione Attività produttive della Camera, Daniele Capezzone, e a giudicare dalle reazioni l'ultima iniziativa è stata per qualcuno una brutta sorpresa ferragostana. Oggi, in una conferenza stampa, Capezzone ha presentato una proposta di legge per l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti, orpello legislativo retaggio del fascismo, una delle caste più potenti, privilegiate e intoccabili del nostro paese. La PdL è sostenuta già dalle firme di alcuni appartenenti alla categoria.

Netta chiusura nelle reazioni dei vertici della casta. «L'Ordine deve essere tutelato, rafforzato e non distrutto. Quella dei Radicali è una proposta che destabilizza le condizioni di una intera categoria» (Lorenzo Del Boca, presidente dell'Ordine dei giornalisti); «Quella di Capezzone è un'iniziativa "turistica", che non ha alcun valore» (Franco Abruzzo, presidente dell'Ordine dei giornalisti della Lombardia); «La questione prioritaria per l'Ordine dei giornalisti non è l'abolizione, che resta soltanto un sogno dei radicali, ma la rivisitazione della legge istitutiva del 1963... Abolire l'Ordine sarebbe un grave errore...» (Bruno Tucci, presidente dell'Ordine dei giornalisti del Lazio).

Non si scompone Capezzone, che aveva messo in conto l'ostilità dei vertici della corporazione.

L'iniziativa è sostenuta anche da alcuni blogger di fama: Mario Adinolfi, Christian Rocca, Luca Sofri, Carlo Stagnaro.

Che ne dite, da settembre, di lanciare l'iniziativa "I blogger per l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti"?

16 comments:

formamentis said...

Se questo significa che potrò esercitare anche io, allora sì, è da un po' che mi sono stufato del mio lavoro attuale

Spherik said...

Ciao Federico. L'iniziativa si può anche lanciare e sono pronto ad aderire...però credo che anche se non si abolisce l'ordine chi vuole fare informazione vera prevarrà sui giornalisti che si proteggono col "pezzo di carta" dell'appartenenza all'ordine.

umberto said...

Aderisco subitissimamente e ti prometto anche il mio sostegno.

ulisse said...

Medici e veterinari a parte, morte agli ordini, senza se e senza ma.

Cantor said...

Ciao Federico,
come si lancia l'iniziativa dei blogger per l'abolizione?

L'imprenditore said...

sottoscrivo con entusiasmo e se necessario per una campagna di questo genere sono disposto a contribuire anche economicamente.

Per la maggior parte considero la categoria pennivendoli prezzolati senza morale.
L'ordine serve a mantenere i privilegi.
Ma avete presente cosa bisogna fare per avere visibilità? Avete presente quanto spendono le aziende che ne hanno voglia/necessità per foraggiare i giornalisti?
Gente che è abituata a chiedere e per pagare "poi passo" ;-)
Non tutti certo, ma...

Nicola R said...

Ci sto. Perchè non facciamo un'iniziativa legislativa popolare, raccogliendo le firme, come un tempo facevano i Radicali? Ovviamente, ogni blogger lo farebbe nel suo territorio. Che ne dite?

watchdogs said...

d'accordissimo, non c'è molto da aggiungere...mi chiedo quando passeremo a parlare di quella macchina mangiasoldi che è la SIAE...

G.L. said...

Direi che si potrebbe fare, a patto di rispettare il contenuto della battaglia, senza caricare l'eventuale blog-contenitore di tensioni politiciste.

MM said...

Abolire tutti gli albi, non solo quello dei giornalisti.
A partire da quello degli ingegneri ché ogni volta che scadono i termini per l'esame mi ricordo che avrei dovuto fare l'iscrizione.

OrlandoFurioso said...

Già i giornalisti che ci sono sono scarsi, figuriamoci se abolissimo l'albo che razza di scemenze dovremmo sorbirci tutto il giorno.
Sofri, Adinolfi e Rocca, sono tre persone che onestamente trovo misere dal punto di vista giornalistico per la totale assenza di professionalità, preparazione e credibilità.
L'unica strada è la chiusura totale verso chi non proviene dai corsi universitari adibiti a preparare gli studenti a quella che è una professione che oggi è divenuta sempre più centrale.
Jim, tu ti faresti curare da un medico fai da te?
Oppure ti faresti difendere da un avvocato che non ha una laurea in giurisprudenza?
Faresti costruire la tua casa da un ingegnere che può vantare non una laurea in ingegneria ma solo anni di ore passate col meccano?

Nicola R said...

Appunto. Non c'è bisogno dell'iscrizione all'albo. Basta avere i titoli per dimostrare di "saper e saper fare". Poi i migliori emergeranno comunque, anche tra i laureati. Mica sono tutti uguali! L'iscrizione ad un ordine (praticamente una casta e una corporazione) cosa c'entra con la preparazione? Mica ti fanno esami per iscriverti...

Libertyfirst said...

Concordo e linko!

Libertyfirst said...

Orlando: l'OdG solo retoricamente ha qualcosa a che fare con la qualità del servizio (come gli altri ordini, anzi di più: infatti per fare bene il giornalista non serve una laurea, basta conoscere l'italiano... condizione che la maggior parte dei membri della categoria non soddisfa, tra l'altro). Ha molto a che fare, invece, con il controllo dell'informazione e la riduzione della libertà di espressione. Tra tutti gli albi, quindi, è per definizione il più nazicomunista.

Inoltre, il fatto che nessuno farebbe costruire un grattacielo ad un analfabeta non significa affatto che la legge debba vietare agli analfabeti di progettare grattacieli...

OF said...

Ehm... la laurea per fare il giornalista dovrebbe essere (e a breve lo sarà) la conditio sine qua non per poter accedere alla professione che dovrà essere supervisionata da ordini appositamente adibiti.
Facile parlare della comunicazione come di un parcheggio per i molti militanti rinbambiti che appestano il mondo dell'editoria senza rendersi conto della portata di questo settore.
Per fare il giornalista non basta affatto conoscere l'italiano, ma essere prima di tutto un buon sociologo che conosce almeno l'inglese e una seconda lingua.
E' un lavoro che richiede competenze complesse e non è certo un'attività alla stregua del venditore di pentole.

nullo said...

vai coll'iniziativa! perchè volevo firmare e ho rosicato che non c'era nessuna raccolta di firme...