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Saturday, August 12, 2006

Risoluzione approvata, ma Israele non può fermarsi

Ancora 7-10 giorni per assicurarsi ciò che la forza Onu non potrà assicurare

Il Consiglio di Sicurezza ha dunque approvato all'unanimità la risoluzione 1701 (il testo), messa a punto da Francia e Stati Uniti, sulla quale si sono detti d'accordo sia il premier israeliano Olmert che il libanese Siniora. Tuttavia, il "sì" di Libano e Israele è condizionato al vaglio dei rispettivi governi che si riuniranno tra sabato e domenica. Ed Hezbollah? Cosa risponde Hezbollah?

Per il momento ha risposto l'Iran, che definisce «unilaterale» la risoluzione, perché soddisfa solo gli «interessi sionisti», e quindi «non potrà essere accettata dal governo e dal popolo libanese». Invece, il governo libanese sembra «propenso ad accettare», ma è l'opinione del ministro delle Comunicazioni, il più anti-siriano.

Ieri pomeriggio Olmert, definendo «insoddisfacente» il testo, aveva dato comunque via libera all'offensiva di terra, anche per tentare un'ultima forma di pressione, ma soprattutto per cercare quella vittoria netta che ancora manca. E che mancherà, per i troppi errori iniziali. A questo punto, l'obiettivo minimo è raggiungere il fiume Litani, per liberare il territorio israeliano almeno dalla minaccia dei razzi Katiuscia, e (magari!) la valle della Bekaa.

La cessazione delle operazioni militari è ancora lontana. Cosa dice la risoluzione. Si chiede un cessate-il-fuoco «totale» anche se non «immediato», perché Israele ha necessità di allargare la zona cuscinetto, almeno fino al fiume Litani, dove poi si dovrà posizionare la forza d'interposizione. L'esercito israeliano si ritirerà progressivamente dalle posizioni conquistate nel sud del Libano lasciandole sotto il controllo dell'esercito regolare libanese affiancato da una forza internazionale di 15 mila uomini, guidata dalla Francia ma con contingenti spagnoli, italiani e turchi. Il ritiro, come volevano Israele e Stati Uniti, è quindi condizionato al dispiegamento di questa forza d'interposizione.

Insomma, è evidente che le ostilità non cesseranno finché la forza internazionale non sarà pronta a dispiegarsi, pare 7-10 giorni, poiché sarebbe impossibile per l'esercito israeliano tenere le posizioni "sulla difensiva", sotto attacco degli Hezbollah senza sparare un colpo, in attesa che la forza d'interposizione sia pronta. La risoluzione prevede anche l'embargo sulle armi e su qualunque equipaggiamento militare «a qualsiasi entità o individuo del Libano».

Sembrerebbe una risoluzione che accoglie, nei punti fondamentali, le esigenze israeliane, tuttavia il diavolo si nasconde nei dettagli e il testo è molto lungo. A una prima lettura mi pare che manchi quell'esplicito riferimento al capitolo VII della Carta dell'Onu, quello sull'uso della forza da parte della forza internazionale, senza il quale rimane ambiguo il suo mandato e incerta la capacità di contribuire concretamente al disarmo di Hezbollah.

I giornali della sinistra israeliana Ha'aretz e Maariv criticano duramente Olmert: «Ci ha condotti in guerra promettendo vittoria e ha ottenuto solo umiliazione e lutti. Non può restare al potere».
Non hanno tutti i torti. In questo momento Israele avrebbe avuto bisogno di una leadership più ferma e capace. Se la cessazione delle ostilità dovesse arrivare nelle prossime ore, o nei prossimi giorni, quella di Israele non sarebbe una vittoria netta contro Hezbollah e i suoi sponsor a Teheran e Damasco. Sono stati compiuti errori strategici e, fermandosi ora, Israele lascia alle risoluzioni dell'Onu, con ben poche possibilità di riuscita, di portare a termine il lavoro iniziato da Tsahal.

4 comments:

Alexis said...

Potrebbe però essere il tentativo di acquisire posizioni proprio in vista delll'approvazione della risoluzione che è data per imminente: è difficile pensare ad un totale scoordinamento con gli americani perchè sarebbe disastroso...

Alexis said...

A quanto pare gli americani si appresterebbero a votare una risoluzione su cui pesano i veti di Hizbollah, che dà ordini a bacchetta al "governo democratico libanese" tanto amato dalla Rice,inaccettabili non solo ad Israele ma a chiunque abbia un minimo di buon senso: niente ritorno dei rapiti e niente paragrafo 7 per il mandatato alla forza internazionale: una fine ingloriosa per questo Bolton...

Alexis said...

Ascesa e declino del Bushismo...l'ironia del destino vuole cher sia il "mastino" Bolton a mettere la firma su questo orrendo pateracchio, quanto ad Israele merita un governo migliore...se Sharon avesse mangiato meno salciccie nella sua vita sarebbe meglio per tutti, non solo per lui...vive congratulazioni al "sindaco di Chicago" Siniora e ad Hassan "Al Capone" Nasrallah, onore ai vincitori...

maria José said...

Qualcuno alle Nazioni Unite lo dice apertamente che il problema di Bolton non è che sia " bully", ma che sia un " unproductive " bully.
Ma ha i suoi ammiratori, che forse si saziano della forma, senza curarsi della sostanza.