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Wednesday, June 30, 2004

Le ridicole e penose intemperanze di Chirac

Inventa la formula del training militare «oltre le frontiere» irachene per minimizzare il coinvolgimento della Nato in Iraq ottenuto da Bush, rema contro il ritiro israeliano da Gaza lodando Arafat, Bush poteva starsene zitto invece di auspicare l'allargamento dell'Ue alla Turchia. Leggi qui: «Il problema per l'Europa è che questa strategia di Chirac poggia non su una grande potenza, ma su una nazione che ha perso rovinosamente il suo impero 43 anni fa, quindi oggi tenta arbitrariamente di fare sua, di piegare ai propri fini, la forza degli altri partner dell'Ue, con effetti peraltro stravaganti. Lo si è visto a Istanbul e proprio a proposito della Turchia e del suo ingresso nell'Ue. Fino a pochi mesi fa Chirac era schierato a favore dell'allargamento ad Ankara e sosteneva che "la Turchia per la sua storia e il suo presente fa già parte dell'Europa". Perché, come ha detto ieri il principale alleato europeo dell'Eliseo, il cancelliere Gerhard Schröder, "tutti quelli che pensano di avere una ragione per negare l'adesione della Turchia dovrebbero ripensarci, dovrebbero veramente ripensarci"». E' per fare un dispetto a Bush che ora Chirac capovolge la sua posizione e non vuole nell'Ue quella Turchia che sta diventando un importante pilastro strategico dei piani americani in Medio Oriente. Solo che in questo giochino ci va di mezzo l'Europa, che perderebbe una buona occasione per dimostrare di non essere un club religioso.
«... ricondurre alla ragione il gollismo a scoppio ritardato di una Francia incapace di proporre visioni alternative ma decisa a frenare le strategie altrui è un pedaggio che l'Europa deve pagare alla sua stessa storia».
Il Foglio
Che Chirac (con Schröder e Zapatero) tifi per Kerry è evidente da tempo. Ma anche se Bush dovesse perdere le elezioni la vecchia e imbelle Europa rimmarrà delusa da JFK.

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