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Sunday, June 22, 2008

Il parere che scompare

Regna il caos nel Csm, l'organismo di autogoverno della magistratura. Prima trapela la notizia di un documento in cui verrebbe preventivamente bollata di incostituzionalità la norma di sospensione dei processi, ancora all'esame del Parlamento e quindi lontana da un eventuale giudizio della Corte Costituzionale.

Oggi il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, si è affrettato a smentire, sentendo l'esigenza di incontrare personalmente il capo dello Stato: «Polemiche immotivate per un documento inesistente». Non esiste nemmeno una bozza sull'argomento, assicura. La sfida tra politica e magistratura non accenna a stemperarsi e, anzi, coinvolge anche il Csm, che evidentemente Napolitano, in quanto presidente, fatica a mantenere all'interno dei suoi confini istituzionali.

2 comments:

Gianna Versacci said...

Napolitano ha messo un freno, Mancino si è adeguato. Anche il vice presidente del CSM, come il migliorista Napolitano nella Milano da bere degli anni 80, è un miracolato di Mani Pulite, come tutti i democristiani di sinista, vedi De Mita. Quei due non erano meno sporchi di Gava e Pomicino, ma non erano adreottiani.
Berusconi si faccia furbo : chieda a Napulità di telefonare al procuratore generale di Milano, come ha ha fatto per D'Alema nel caso Forleo. Una telefonata non si nega mai, anche se può costare cara.Al limite se salta fuori un Oliviero Beha a raccontarlo, si puù sempre smentire. Troncare e sopire ...

Andrea said...

E Repubblica spara i suoi titoloni