Pagine

Friday, June 06, 2008

Si può essere anche altro-europeisti

Rispondendo a una domanda del direttore di Radio Radicale, Massimo Bordin, il ministro degli Esteri Frattini ha con sincerità ammesso che l'idea spinelliana, federalista di Europa, cara ai radicali, «oggettivamente non ha trovato risposta nel trattato di Lisbona», che invece «rimarca il ruolo degli stati». E' ad oggi «un'idea che gli stati membri dell'Europa non hanno condiviso». Un dato di fatto che mi pare evidente da molto tempo. Ciò che non riesco a capire è come mai, se a prevalere nettamente è la visione intergovernativa, convinti spinelliani e federalisti come Pannella e Bonino non perdano occasione per sposare l'europeismo di maniera dei Napolitano, dei Monti e dei Padoa-Schioppa, per prendere per oro colato qualsiasi cosa provenga da Bruxellles, e non si mettano invece all'opposizione dei tecno-burocrati e dei professionisti dell'europeismo politicamente corretto, insieme ai pochi che rimproverano all'Europa un deficit di democrazia. Chi l'ha detto che gli euroscettici debbano passare tutti per anti-europeisti. Si può essere anche altro-europeisti. L'impressione è che il loro europeismo spinelliano e federalista lo usino nella polemica politica nei confronti di Sarkozy o della Lega Nord, ma abbiano invece rinunciato a combattere contro i veri nemici della visione federalista, che sono quasi tutti a Bruxelles e fanno parte dell'establishment culturale, economico e burocratico.

1 comment:

SOKOLOV said...

"Bruxelles come Washington" urlava ai tempi un addomesticato Capezzone.
Poi uno crede di andare a Washington e si ritrova a Mosca.