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Tuesday, June 03, 2008

I petrolieri la faranno pagare a noi la «supertassa»

Nel suo editoriale di oggi, sul Corriere, Giavazzi promuove i primi passi del sottosegretario per il Commercio estero Adolfo Urso, che «crede nell'apertura dei mercati» e chiede solo «reciprocità» ai paesi emergenti, e la determinazione con la quale il ministro Brunetta ha avviato il dibattito sulla riforma in senso meritocratico della pubblica amministrazione. Ma il primo vero test per la politica economica del governo sarà a fine giugno, quando insieme a un decreto per anticipare la Finanziaria 2009 verrà adottato «un piano triennale per la stabilizzazione della finanza pubblica e lo sviluppo economico». Dal governo ci aspettiamo ulteriori passi avanti nella liberalizzazione delle professioni e dei servizi pubblici locali.

Giavazzi rimanda a quel momento il giudizio su Tremonti, ma indica alcuni motivi di dissenso dalle prime mosse del ministro dell'Economia. In effetti, è discutibile l'idea di una Banca del Sud, già sperimentata per ben due volte in passato con esiti fallimentari. Non si capisce quali vantaggi abbiano portato ma si sa benissimo quanto siano costate ai contribuenti. La scelta di Intesa-Sanpaolo come consulente del governo per l'ennesimo tentativo di privatizzare Alitalia è davvero bizzarra, nasconde probabilmente il fallimento del tentativo di Ermolli (e il primo della terza era berlusconiana): non c'è nessuna cordata italiana e all'orizzonte non si vedono partner industriali esteri. Ma sul capitolo Alitalia avremo modo di tornare in seguito.

Giavazzi contesta anche la decisione di ridurre le tasse partendo dall'eliminazione dell'Ici, ma qui dissentiamo. Sarà anche stata una tassa «federalista», ma rigiriamo l'argomentazione: proprio con l'Ici dovrebbe partire la fiscalità federalista? Mai tassa fu più iniqua dell'Ici sulla prima casa. Si troveranno altri modi, magari spostando quote dell'Irpef sulle addizionali, per dar vita al federalismo fiscale e alla concorrenza fiscale tra regioni.

Per il momento, ci dobbiamo accontentare di un Tremonti versione Robin Hood, che demagogicamente si inventa una nuova tassa, addirittura una «supertassa» (ma non avevano promesso di non aggiungere tasse?) sui petrolieri. «L'idea è di ragionare sui profitti e non di applicazione dell'Iva alla pompa»: tassazione «straordinaria» su profitti «straordinari». Così Tremonti s'illude di colpire la speculazione, ma chi credete che ci rimetterà? A chi faranno pagare la nuova tassa i petrolieri? A noi. Non sarà una tassa alla pompa ma a loro basterà aumentare i profitti alzando i prezzi per ammortizzare il nuovo prelievo. Tremonti mette le mani nelle tasche degli italiani passando per quelle dei petrolieri, usandoli come esattori.

2 comments:

libertyfighter said...

Semplicemente, sono daccordo su tutto. A partire dall'ICI, per finire alla supertassa del cavolo

Anonymous said...

tassare i superprofitti ? quindi la prossima volta toccherà a Mediaset..