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Monday, June 09, 2008

Intercettazioni, responsabilizzare i magistrati

La questione della loro pubblicazione è importante, ma secondaria. E' il ricorso stesso alle intercettazioni che va drasticamente ridotto. I dati parlano chiaro. In Italia oltre 100 mila persone l'anno sono intercettate. A queste si aggiungono gli "intercettati occasionali", cioè quanti pur non essendo sottoposti a indagini hanno avuto le loro conversazioni registrate per essersi collegati con uno dei 100 mila. Negli Stati Uniti di Bush, della guerra al terrorismo, del Patriot Act, sono 1.700, in Svizzera 1.300, in Gran Bretagna 5.500, in Francia 20 mila. Impressionanti i costi: 1 miliardo e 150 milioni in 5 anni. «Siamo arrivati alla degenerazione. Si intercetta tutto e tutti», ha dichiarato Giuliano Vassalli, presidente emerito della Corte Costituzionale ed ex ministro della Giustizia, stamani a Il Messaggero.

L'impressione è che l'intercettazione telefonica sia divenuta lo strumento d'indagine più prezioso per il magistrato "fannullone". Standosene tranquillamente seduto alla sua scrivania spinge il pulsante rec, raccoglie una grande quantità di ore di conversazioni di personaggi famosi da cui è molto facile che venga fuori almeno l'ombra di una pista su cui indagare, balzando agli onori delle cronache giudiziarie. E magari una manina dalla procura fa arrivare le trascrizioni alla stampa. Quando il clamore si sgonfia in pochi si ricordano di andare a vedere che fine abbiano fatto quelle inchieste avviate con squilli di tromba, molte delle quali non porteranno a un processo ma verranno archiviate.

Ipotizziamo che sia indagato un immaginario Sig. Rossi e nei suoi confronti venga disposta un'intercettazione telefonica. Ebbene, si ha il sospetto che le sue conversazioni vengano intercettate solo per poter passare al setaccio la sua rete di conoscenti alla ricerca di un nome importante da coinvolgere nell'inchiesta. Dunque, non sono più un'ipotesi di reato e un sospetto a rendere necessaria l'intercettazione, ma è l'intercettazione stessa a diventare uno strumento per mezzo del quale ricavare notizie di reato e nuovi, magari più illustri, sospetti. E' l'alibi dell'obbligatorietà dell'azione penale a fare il resto. L'ipotesi di reato viene scoperta "per caso", coinvolge un soggetto diverso da quello nei confronti del quale era stata disposta l'intercettazione, ma a quel punto indagare è d'obbligo.

Non vorrei che il dibattito sulla loro pubblicazione oscuri il vero problema, che è l'abuso di intercettazioni. Capire come ridurne drasticamente il numero senza danneggiare le indagini serie non è semplice, perché tutto ha origine dal combinato disposto del malcostume dei magistrati e dell'obbligatorietà dell'azione penale. Bisognerebbe evitare di escludere certe ipotesi di reato, come la corruzione, e di introdurre tetti di spesa, di ore, o di utenti intercettati, che rischiano di essere criteri troppo rigidi. Quali possono essere le soluzioni, dunque? I tetti potrebbero rendersi necessari come rimedi d'emergenza, ma in generale, crediamo, puntare sulla responsabilità individuale dei magistrati e sulle singole procure come uffici responsabili delle spese effettuate.

5 comments:

Roberto said...

" L'impressione è che l'intercettazione telefonica sia divenuta lo strumento d'indagine più prezioso per il magistrato "fannullone"."

fammi capire, il problema e' che il magistrato non fatica ? non si dovrebbe essere contenti dei loro risultati ?

relativamente al costo basterebbe imporre alle telecom di farlo gratis (e non e' una bestemmia dato che le banche questo tipo di indagine le fanno gratis)

relativamente alla quantita' si dovrebbe confrontare paesi con statistiche comparabili, voglio dire che non credo che echelon incrementi un contatore ogni volta che ascolta una chiamata

relativamente al protagonismo dei magistrati .... diciamo che e' solo la tua rispettabile opinione, legittima essendo sul tuo sito :-)

relativamente invece all'obbligatorieta' dell'azione penale io me la terrei ben stretta, altrimenti

SOKOLOV said...

... altrimenti che, roberto ? L'obbligatorietà dell'azione penale è una foglia di fico per nascondere l'assoluta discrezionalità dell'azione dei magistrati.
Tizio è indagato? ATTO DOVUTO, evidentemente c'è la notizia criminis
Caio non è indagato ? Evidentemente mancano gli elementi per aprire un fascicolo, quindi voi che ci accusate di essere parziali o prevenuti, e di indagare su Tizio, ma non su Caio siete in errore o in malafede.
1000 ispezioni alla Fininvest e 10 alla Fiat ? Atto dovuto, uno era sporco, l'altro era pulito, noi abbiamo agito in punta di diritto.
Capito lil giochino dei signori in toga? Nascondendosi dietro l'obbligatorietà dell'azione penale, sono formalmente al di sopra di ogni sospetto, inattaccabili.
E poi in un paese dove le metastasi normative si moltiplicano a vista d'occhio, l'obbligatorietà dell'azione penale è chiaramente finta, resta solo l'assoluta discrezionalità, cioè l'arbitrio dei magistrati. Che non ne rispondono. Per loro la libertà e l'autonomia fa rima con arbitrio, e non con responsabilità. Ah già, ma c'è il CSM a vigilare, che ora manco più si distingue dalla ANM. Organo costituzionale e sindacato, è tutt'uno ormai.
Che la corruzione si combatta col codice penale lo pensa solo un imbroglione e avventuriero come Tonino Di Pietro. Da 12 anni formalmente in politica, direttamente travasato dalla casta dei magistrati a quella dei politici. Ed ha pure il coraggio di fingersi homo novus come Mario rispetto a Silla ...il peggio del peggio.

roberto said...

io mi tengo stretta l'obbligatorieta' dell'azione penale, e se proprio qualcuno deve decidere su chi indagare, scegliamo tutti ma non l'esecutivo, altrimenti tecnicamente si hanno due soli poteri, e non tre, insomma una dittatura

ci sara' un motivo se nelle democrazie esecutivo giudiziario e legislativo sono poteri SEPARATI

la discrezionalita' a qualcuno la devi dare, e questo qualcuno di solito viene chiamata magistratura

e che Di Pietro sia imbroglione lo dici tu, dato che non c'e' nessuna condanna

SOKOLOV said...

Appunto, parli di obbligatorietà dell'azione penale e poi tu stesso dici che è finta, che i magistrati scelgono.Io ai poteri neutri o neutrali non ho mai creduto in vita mia.

da wikipedia

Negli Stati Uniti i prosecutor che operano presso le corti federali dipendono dall'attorney general federale; quelli che operano presso le corti statali fanno invece capo ad organi locali variamente denominati (district attorney, commonwealth's attorney, state's attorney, county attorney ecc.), soggetti alla vigilanza dell'attorney general dello stato, che in alcuni stati sono nominati dal capo dell'esecutivo locale (della contea, città ecc.) mentre in altri sono eletti dal popolo.

E la Francia ?

Di Pietro è un imbroglione da un punto di vista politico,un demagogo della peggior specie, arruffapopolo e pure un ignorante. Per quanto mi riguarda Di Pietro dell'Italia dei valori immobiliari può continuare la sua campagna elettorale per altri 12 mesi, spero solo che Veltruscone metta uno sbarramento alto, in modo da far fuori le zecche radicali e l'imbonitore molisano. Soldi nelle scatole delle scarpe, calzini, appartamenti & Mercedes, ecco la dolce vita del parvenu Di Pietro nella Milano da bere dei gloriosi anni ottanta. Niente di penale, per carità, solo la fotografia di questo avventuriero.

roberto said...

il neutro non esiste per definizione
ma qualcuno devi mettere a giudicare
tu chi ci vorresti ?

tornando a di pietro, quello che ci fa con i soldi sono affari suoi

per me ci puo' pure comprare le azioni della canistracci

stai dicendo che e' un imbroglione, sulla base di come spende i soldi

ma di oggettivo niente ?