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Friday, June 06, 2008

Con Frattini l'Italia torna sui binari giusti

Abbiamo rimproverato al ministro Frattini di distinguere, come il suo predecessore D'Alema, tra Hezbollah partito politico e le sue milizie armate; abbiamo criticato la sua intenzione di non incontrare il Dalai Lama per non irritare gli «amici cinesi». Tuttavia, gli riconosciamo che con saggezza e senza strattoni sta decisamente correggendo gli errori della politica estera dalemiana, soprattutto in Medio Oriente. Lo si è visto in occasione del recente vertice della Fao, quando nessun incontro istituzionale è stato concesso al presidente iraniano Ahmadinejad, in cerca di un palcoscenico. Diversamente da quando Prodi gli strinse la mano all'Onu, questa volta l'Italia non si è lanciata in un'improbabile mediazione fra Teheran e occidente.

Sempre più chiare e nette anche le parole del ministro Frattini. Ieri, in un'intervista a Radio Radicale, ha dichiarato che «il presidente dell'Iran non può essere un interlocutore. Chi proclama la distruzione di Israele e chiama Satana i nostri amici americani pone un muro tra di noi». Le componenti riformiste e dialoganti del regime possono invece essere degli «interlocutori» validi. Anche se ad oggi sono ridotte e occorre fare in modo che «riemergano». Nei confronti dell'Iran, «l'unica possibilità seria è il rigore e la credibilità delle sanzioni», ha detto, spiegando che «più netta è la linea di fermezza, più il popolo iraniano capirà che l'isolamento internazionale è un danno».

Diversamente da quanto predicava D'Alema, Frattini ha chiarito che Hamas «non è un interlocutore possibile». Che sebbene in Libano i nostri soldati stiano facendo un lavoro straordinario, tuttavia bisogna fare in modo che «l'attuazione delle risoluzioni dell'Onu sia più efficace». Già con le attuali regole d'ingaggio le forze internazionali possono «reagire con le armi quando gli obiettivi della missione Unifil-2 sono messi a rischio». Non basta la garanzia di una «fascia cuscinetto» tra Libano e Israele. E' intollerabile che il legittimo governo libanese sia privo di un esercito «affidabile» e debba «subire» le milizie di Hezbollah, che invece «devono essere disarmate» e l'Italia su questo «dirà una parola chiara».

Il ministro ha definito la prospettiva di Israele nell'Ue un «grande sogno», un «obiettivo politico su cui dovremo riflettere», anticipando che per il momento l'Italia chiederà ai partner europei di «elevare il livello dell'accordo di associazione Ue-Israele» e avvierà da subito, sul piano bilaterale, un «tavolo permanente» per un «dialogo politico-strategico strutturato». Frattini ha infine accennato al rilancio della «comunità delle democrazie» per la promozione della democrazia e indicato nel «blocco di paesi non democratici un aspetto da considerare nella riforma dell'Onu». Totale condivisione del progetto sarkozyano di Unione Mediterranea, per passare «dalla cooperazione alla cogestione di programmi politici» con i paesi della sponda sud del Mediterraneo.

3 comments:

offtopic said...

Intanto sono passati quasi due mesi dal 13 Aprile e mi pare che non ci sia stata ancora nessuna elaborazione convincente del lutto nè da parte di gran parte della rappresentanza politica della sinistra nè tanto meno da parte del grosso della loro base e del loro mainstream culturale e giornalistico.
Ancora non hanno capito un cazzo di come sia oggi la gran parte della società italiana: stufa, e soprattutto stufa di loro.

Quanto tempo ancora dovrà passare perchè comincino a capire?

Anonymous said...

Dopo averci detto che le tasse vengono evase perchè sono troppo alte, adesso B. ci racconta che le tasse potranno calare quando tutti le pagheranno.
Ma questo lo dicevano Prodi e Veltroni e qualsiasi membro del centrosinistra.
Un altro esempio dell'impossibilità di una vera opposizione politica a questo Governo.

SOKOLOV said...

Ma no,lo Stato da sempre va a prendere i soldi dove è più facile trovarli, infatti Visco aumentava le tasse a chi già le pagava e spargeva un po' di fumogeni sui media. La lotta all'evasione è la solita bufala per far contenti i Sansonetti della situazione.
Tasse basse se le pagano tutti è una minkionata del tipo "lavorare meno per lavorare tutti", come dicono gli amanti dello schema del superfisso ben descritto su noisefromamerika
Quando si parla di lotta all'evasione l'evasore DOC fa salti di gioia, perchè sa che altri pagheranno ancora di più al posto suo, di modo che lui potrà continuare ad evadere indisturbato. Il contribuente onesto invece di fronte alle rodomontate vischiane
dovrebbe preoccuparsi, perchè gli arriverà la legnata supplementare.