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Thursday, August 02, 2007

Diritto alla resistenza fiscale

Serie di impressionanti autogol del presidente del Consiglio. All'invito rivolto alla Chiesa, di «mobilitarsi» contro l'evasione fiscale, ha risposto ieri Monsignor Bruno Forte, sottolineando che pagare le tasse è certamente un dovere morale, aggiungendo però che la gente va compresa, perché non vede che i «denari» comuni vengono spesi «effettivamente in modo giusto ed equo», ma, al contrario, vede «troppe sperequazioni, troppi privilegi». Per esigere bisogna essere «credibili», era il senso delle parole dell'arcivescovo, con ciò facendo intendere che Prodi credibile non lo è.

Non contento, il premier è tornato oggi sull'argomento, in modo catastrofico, sbagliando una citazione da San Paolo. Mette in bocca a San Paolo parole di San Pietro, che però riguardano i domestici: obbedite ai vostri padroni, quoque discolis, «anche a quelli difficili». Il riferimento all'autorità e alle tasse, quello sì, lo prende da San Paolo. Passi per l'errore, ma ciò che emerge è un'idea arrogante e inquietante dell'autorità.

Si legge, infatti, nella lettera di San Paolo ai romani citata Prodi: «Ciascuno stia sottomesso alle autorità costituite; poiché non c'è autorità se non da Dio e quelle che esistono sono stabilite da Dio. Quindi chi si oppone all'autorità, si oppone all'ordine stabilito da Dio... Per questo dunque dovete pagare i tributi, perché quelli che sono dediti a questo compito sono funzionari di Dio. Rendete a ciascuno ciò che gli è dovuto: a chi il tributo, il tributo; a chi le tasse le tasse; a chi il timore il timore...».

Chiamando in causa i santi per sostenere il dovere morale di pagare le tasse, Prodi ha la sfortuna, nella sua ignoranza, di cogliere un passaggio in cui San Paolo teorizza niente di meno che il diritto divino come fondamento dell'autorità civile. Evidentemente ignora che alcuni secoli dopo qualcuno - John Locke su tutti - ha invece teorizzato il diritto dei popoli alla resistenza nei confronti del sovrano. Se il sovrano è un «lazzarone», o è ingiusto, non gli si versano più tributi, lo si manda a casa. Il popolo ha pieno diritto di deporre il sovrano che abbia violato la sua fiducia e di nominarne uno nuovo. E ha diritto a sostituirlo ricorrendo anche a rimedi estremi, come la resistenza passiva o attiva.

Che un terzo degli italiani si rifiuti di pagare le tasse - e chissà quanti di più, se non ci fosse l'iniquo meccanismo del sostituto d'imposta - ha più a che fare con una forma di resistenza passiva che con lo scarso senso civico.

2 comments:

Marco said...

dal male il bene! abolizione dell'intero sistema fiscale repubblicano e reintroduzione della "decima"

una flat tax al 10%

che genio riformatore! che sant'uomo!

simolatrottola said...

Evidentemente Prodi si sente come Ramses... fra un po' metteranno la faccia di Visco sul cartone del latte per ricordarti tutte le mattine appena alzato che si devono pagare le tasse!