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Friday, September 10, 2010

Sua figlia, una squadrista

Ventiquattro anni, un diploma all'Istituto d'arte, studentessa di psicologia a Torino, figlia di un magistrato. Non certo il ritratto del disagio sociale quello della ragazza che avrebbe lanciato il fumogeno addosso al segretario della Cisl Raffaele Bonanni alla festa del Pd, ma l'identikit perfetto di un tipo di squadrismo ideologico che ha un ben preciso retroterra culturale e sociale che non si può far finta di ignorare. Lontano anni luce da quegli operai legittimamente interessati alle nuove relazioni industriali che vengono contestate in questi giorni (ma neanche nel loro caso, sia chiaro, sarebbe giustificata l'aggressione a Bonanni). Non c'è disperazione, non c'è disagio, non c'è pazzia, non c'è ignoranza. C'è indottrinamento all'odio politico e sappiamo tutti da dove proviene e coloro che ne sono i sobillatori.

Il tipico milieu famigliare (professori, magistrati) in cui - al riparo da qualsiasi preoccupazione per il futuro, dato l'agio economico e le relazioni sociali paterne o materne - nasce e si alimenta un certo intellettualismo, l'illusione di una superiorità morale, di appartenere ad una casta di "illuminati" cui spetta di indicare il "Bene" e di ottenere, se necessario anche con la violenza, che tutti si adeguino. Quando scoprono che semplicemente non funziona così, che la democrazia gli dà torto, il trauma è devastante, non si capacitano, non si riprendono più, si sentono usurpati di quella che credevano essere la loro funzione sociale.

E' anche il tipico prodotto della nostra università di massa, dove insieme ai pochi che sono lì per studiare davvero perché avvertono il bisogno di dotarsi di un bagaglio culturale per affrontare con serenità il futuro - e a loro danno - vengono parcheggiati questi figli di papà nullafacenti in attesa solo di venire inseriti senza alcun merito in qualche buona posizione, grazie alle conoscenze di famiglia, e nel frattempo giocano ai rivoluzionari, questi rampolli dei moralmente superiori. Non soprende che in un contesto del genere non si abbia il minimo elemento per esprimere un'idea anche vagamente in contatto con la realtà del lavoro e dell'impresa, cioè di ciò di cui in ultima analisi le persone normali vivono tutti i giorni.

Sintomatica l'intervista al padre della ragazza, un pm (e meno male che la figlia non studia giurisprudenza, ce la saremmo potuta ritrovare in un'aula di tribunale a perseguitare i "nemici del popolo"!): «Non le ho chiesto niente dell'accaduto, né tantomeno se fosse stata lei a lanciare quel fumogeno». Ecco, appunto. Rubina, assicura il padre, «è stata educata sin da bambina al rispetto del prossimo, alla tolleranza, alla non violenza. Da molti anni lavora in alcune associazioni di volontariato e si è sempre adoperata a favore del prossimo». E meno male... Sarà anche tutto vero, ma per la legge il suo non è esattamente il profilo dello stinco di santo: «... ha dovuto mostrare i documenti e rispondere alle domande degli agenti per una decina di minuti. Loro la conoscevano già, il suo nome è legato a "un'assidua frequentazione di Askatasuna e del Collettivo universitario Autonomia", a una passata denuncia per invasione e occupazione di edifici e a un precedente reato di violenza privata».

Già, cosa c'era da aspettarsi da una figlia che frequenta un centro sociale di nome Askatasuna (che si richiama al terrorismo basco)? Il padre dice che non parlerà con i suoi colleghi di Torino. Ti credo, la figlia è in una botte di ferro, nelle mani del "compagno" Gian Carlo Caselli. Guardi in faccia la realtà, signor Affronte, sua figlia è una volgare squadrista. Altro che questione sociale o politica, il fenomeno dev'essere affrontato come questione di mero ordine pubblico (per usare un eufemismo).

10 comments:

Anonymous said...

Già il nome della fanciulla è un programma: Rubina. Come i rubini? Rossi rossi?

Lucido, condivisibilissimo post

RMF (che all'università c'è andata per studiare e che si è fatta lì svariati anni circondata da gente di questo tipo...)

Il Mango said...

Assolutamente. E punita severamente.
Comunque un mondo di ipocriti quello

Anonymous said...

"
Il tipico milieu famigliare (professori, magistrati) in cui - al riparo da qualsiasi preoccupazione per il futuro, dato l'agio economico e le relazioni sociali paterne o materne - nasce e si alimenta un certo intellettualismo, l'illusione di una superiorità morale, di appartenere ad una casta di "illuminati" cui spetta di indicare il "Bene" e di ottenere, se necessario anche con la violenza, che tutti si adeguino."

Manca solo un "dove finiremo di questo passo, signora mia".

Mi perdoni Jimmomo, ma non ho mai visto un post più intriso di luoghi comuni di questo. Dove si sfrutta un fatto privato per trarne una morale pubblica.

Il problema dell'intolleranza esiste nel nostro paese, a sinistra come a destra. Ma con parole del genere che contributo si pensa di dare?

Anonymous said...

ah gli sbagli di gioventù...!

d'altronde pure Punzi una volta era un radicale liberista, ma poi..

Anonymous said...

Il "compagno Gian Carlo Caselli" è stato tra i principali oppositori delle BR a suo tempo, e stava per essere dalle stesse ammazzato se non si fosse sventato il piano. Citarlo in questo contesto mi pare quindi veramente patetico perchè a occhio lui ha fatto "qualcosina" di importante contro l'odio eversivo di stampo politico, e "rosso" perdipiù. Certo di più di chi al massimo sta a pontificare su un blog, e a scopi semplicemente di tifo politico.

JimMomo said...

Caro anonimo, ma chi ha parlato di BR? Mica mi vorrà prendere troppo sul serio una ragazzata come questa?

Anonymous said...

Era una squadrista delle liberta?

Anonymous said...

SI , UNA SQUADRISTA di giustizia e libertà ....
.
o PCI ?.....ba ....è la stessa cosa.

Anonymous said...

Che robaccia che scrivi...

Grendel said...

Vedo che gli squadristi sono arrivati anche qui...
A proposito del post ti lascio una pillola di saggezza made in Brazil:

"Todo mundo 'pensando' em deixar um planeta melhor para nossos filhos... Quando é que 'pensarão' em deixar filhos melhores para o nosso planeta?"