Pagine

Monday, July 03, 2006

E sulle liberalizzazioni cade il centrodestra

Lungo il corporativismo corre il «filo che unisce fascismo, regime democristiano e sindacato comunista»

Ricco di spunti, come al solito, l'articolo di Francesco Merlo, su la Repubblica, che riflette sullo spaccato d'Italia messo in discussione dalle liberalizzazioni:
«In Italia non si entra nei mestieri, vale a dire nelle corporazioni, se non per cooptazione familistica. Filo che unisce fascismo, regime democristiano e sindacato comunista, la corporazione in Italia è una famiglia allargata, è tribalismo ristretto, è cosca feroce».

Franca ed equilibrata l'intervista di Antonio Martino al Corriere della Sera:
«... vorrei studiare per bene il pacchetto. Ho stima di Bersani, e anche sulle sue intenzioni non ho dubbi. Gli faccio gli auguri perché riesca a realizzarle. Se è il primo passo, un segnale della politica a venire, come si dice in gergo marinaro, acqua davanti e vento dietro: buona navigazione. Se va verso il mercato e la competizione».
E sul centrodestra ammette: «Abbiamo fatto meno di quello che avremmo voluto e potuto fare». Poi, piazza lo slogan "di governo" azzeccato: «Non servono manovre, ma riforme». Martino, lei è autorevole, carriera di governo l'ha fatta, perché non prende in mano le macerie liberali del centrodestra e gli dà una forma riconoscibile di lotta?

Ma che il centrodestra sia alla fine di una corsa - e non sappiamo su quale corsa salterà ora (anche se un tremendo sospetto lo abbiamo) - lo dimostra l'annuncio di un assessore del Comune di Milano: i tassisti stiano tranquilli, perché l'amministrazione non ha alcuna intenzione di applicare il decreto Bersani. C'è o no da aprire un fronte di lotta liberale nel centrodestra? E se non ora, quando?

Sono mesi che scrivo, su questo blog ma non solo, che non tanto e non solo nei diritti civili si vedeva l'involuzione antiliberale del centrodestra, ma anche in economia. Involuzione sottovalutata da tanti, troppi. E in troppi hanno preferito farsi cullare comodamente dall'illusione del '94, senza saper guardare oltre lisi schemi ideologici. Una conferma di quanto avvertiva Montanelli, cioè che la destra in Italia non riesce ad essere liberale. Mi pare che in questi giorni sia ormai evidente che la metamorfosi antiliberale sia compiuta, ma, immagino per debolezza, non mi sembra sufficientemente forte e consapevole la reazione di quanti si professano liberali. Quando capiranno che la loro priorità oggi è la Riforma del centrodestra e non combattere la sinistra? Sì, che hanno più nemici tra gli "amici" che nel campo avverso?

20 comments:

semplicemente liberale said...

So che stimi Martino e fai bene a citarlo.

Rispondo al tuo quesito finale, con una sua frase appropriata: "Di strada da fare a destra per i liberali ce n'è a chilometri. A sinistra, semplicemente non c'è".

E lo ha ribadito nell'intervista di oggi che hai citato.

;)

Uio said...

Premetto che è verissimo che nel centro destra vi sia anche molto conservatorismo. E personalmente talvolta non del tutto errato: essereliberale non è essere estremista, almeno per il mio punto di vista.

E' triste vedere come alla parola "liberalizzazioni" cadano un po' tutti come peri. In generale.

Liberalizzare non è lasciar spazio a lobby ed anarchia.. non è ampliare il numero dei soggetti a caso.
Per me, almeno, è creare un campo in cui tutti possano esprimersi.

E' impedire che nascano lobby, monopoli, oligopoli: è creare la possibilità di una libera e concreta concorrenza.

E' tutelare anche i lavoratori attuali senza dire "tanto è l'interesse della gente, è normale protestino e non mi interessa" (e potrei parlare dell'incoerenza di chi lo dice mentre faceva della sua bandiera il dialogo, la concertazione... solo dove interessa?)

E l'altro scandalo è che questo finto, se non dannoso, provvedimento, positivo solo nelle minuzie sta reggendo agli scopi:

- nascondere la manovrina bis, che al di la dei titoli "lottanti all'evasione" contiene i primi aumenti di tasse sulla popolazione

- far passare l'Unione come compagine riformatrice: quando gli unici settori che ha toccato sono quelli dove probabilmente non hanno interessi i componenti, settori minoritari, settori non decisivi

Poi che all'Italia servano riforme e liberalizzazioni in alcuni settori (di cui i taxi non sono certo vitali, tra l'altro.. non è un atto di coraggio iniziare da un settore marginale in cui probabilmente non si hanno interessi politici, ribadisco) è la banalità dell'ovvio, che dicono tutti da anni, chi forse da decenni

Maurizio said...

Semplicemente liberale, senza offesa ma... in che pianeta vivi? Siamo di fronte a un'evidenza enorme che in Italia, oggi, la sinistra e' piu' liberale della destra, sia in economia che nei diritti civili, e tu continui a dire che non e' cosi', tra l'altro senza argomentare?

Nicola R said...

Lasciamo perdere le insulsaggini tipo "la sinistra è più liberale della destra". Non si reggono in piedi: un piccolo decreto (ancora da approvare), con due o tre misure condivisibili supera le riforme del centrodestra? Mi volete far credere che l'aumento delle licenze dei taxi (sempre gestite dai Comuni, peraltro) sarebbe meglio, ad esempio, dell'abolizione dell'abominio della leva obbligatoria? O che la vendita di alcuni farmaci nei market (peraltro solo con un farmacista presente) abbia effetti migliori, che ne so, dell'abbassamento delle aliquote fiscali e dell'introduzione di una No Tax Area? Dai, un pò di cervello, ragazzi! Il centrodestra ha fatto poco, ma sempre molto di più del precedente Governo Prodi e, per il momento, dell'attuale Prodi bis. Chi vivrà vedrà, ma aspettiamo anche un solo mese e poi ne riparliamo.
@Jim: dici bene quando parli di esigenza di liberalismo nelle file del centrodestra: troppo spesso i vertici politici se ne dimenticano. E quindi, d'accordo con te: serve una smossa. Ma da qui a dire che i nemici sono più nel centrodestra che nel centrosinistra, ce ne passa.

Anonymous said...

Dall'articolo di Merlo :
"Ed è un'ingenua demagogia o, forse, un'insensatezza pura e semplice lasciar pensare che contro le liberalizzazioni, coraggiosamente iniziate dal governo Prodi, insorgerà il centrodestra"

beh... è successo veramente !!!
SONO INSORTI !!!

Stralollone gigante :))

Ciao Paolo :)

Sostiene Proudhon said...

sentite, le chiacchiere stanno a zero. potete rigirare la frittata quanto volete voi, dicendo che non bastano queste liberalizzazioni, che ce ne vogliono altre, che i taxi non sono fondamentali (come non lo sono nemmeno assicurazioni e banche?). resta il fatto che il partito (e la coalizione) liberale per eccellenza si è dimostrato corporatvo e quasi immobile per 5 anni. e noi, i comunisti, in due mesi abbiamo fatto poco ma col piede giusto sull'energia e sulle professioni et banche. questi slogan sulla strada da percorrere che a destra c'è e a sinistra no lasciano il tempo che trovano, come la storia delle lobby e dell'anarchia. e i tassisti che con l'attuale sistema delle licenze ottengono di sfuggire alla legge della domanda e dell'offerta e se qualcuno prova a dirgli qualcosa fanno le trincee (ricorderei anche amministrazione rutelli)? e gli assicuratori che non possono sottoporre al consumatore più offerte per fargli scegliere la più competitiva? certo non è colpa dei tassisti se si è creato questo sistema, e mi rendo conto che è difficile rinunciare a certi privilegi o rassegnarsi a veder svalutata la propria licenza. ma allora fermiamo tutto, non tagliamo la spesa pubblica, non tocchiamo nessuno... ma siete liberali solo a parole, quando si ratta di fatti rimane solo il conservatorismo?

JimMomo said...

Mmh... devo rileggermelo questo Proudhon...
;-)

Robinik said...

Federico... ammetterai che anche sul fronte dei diritti civili (sul liberalismo ti ha risposto SL) andare a braccetto con chi si emoziona con Castro o con chi stringe le mani ai dittatori definendo quelle di Bush "grondanti di sangue" è un po' contradditorio...

No ... non lo ammetterai... povero illuso Robinik...

l'eretico said...

Sgombriamo il campo da malintesi: il decreto Bersani è cosa buona e giusta. Detto questo, Jim, il presente post rappresenta un'iperbole da politico - bravo, ammetto - che vende il suo prodotto. Scrivere quello che scrivi significa credere che il governo introdurrà la flessibilità del lavoro in uscita, non alzerà le tasse, colpirà altre lobby ad esso più vicine. Tutto può succedere, per carità, e sono pronto a ricredermi. Ma se si critica la faziosità altrui, sarebbe bene non commettere falli di reazione. Sai com'è, c'è ancora chi si stupisce se in questo Paese il difensore del libero mercato lo fa Floris.

JimMomo said...

"la flessibilità del lavoro in uscita, non alzerà le tasse, colpirà altre lobby ad esso più vicine"

Ehm ehm, poni l'asticella più in basso di quanto la porrei io...
;-)

"se si critica la faziosità altrui, sarebbe bene non commettere falli di reazione."

Ecco, è proprio quello che direi oggi a quelli del centrodestra convinti che bisogna comunque criticare il pacchetto Bersani. Temo che la gente, e gli elettori di centrodestra in particolare, non sia stupida.

Non vendo prodotti, e sono un politico piuttosto mediocre, mi spiace. Sarebbe meglio che rifletteste sul merito, invece di stare sulla difensiva. Non vendo niente, è tutto gratis, signora mia.

panka said...

Viste le reazioni odierne sarebbe meglio modificare il titolo del post:

"Sulle liberalizzazioni cade la poitica italiana"

Melandrina said...

«Le liberalizzazioni e le privatizzazioni devono essere fatte. Ma non partendo dall’anello più debole della catena», bensì andando a intervenire «sui grandi monopoli, come l’energia, le poste, le municipalizzate» afferma il presidente di An, Gianfranco Fini. «È significativo che Prodi abbia iniziato le liberalizzazioni dall’anello più debole della catena. Significa non avere coraggio politico perché il vero obiettivo devono essere le liberalizzazioni dei grandi monopoli».

Anonymous said...

l'anello più debole della catena??
i notai, gli assicuratori ed i tassisti??

la fine della leva obbligatoria l'ha fatta il centrosinistra. il governo berlusconi ha fatto un decreto che la anticipava di un anno, e se ne è presa il merito.

incredibile

Gion said...

Ichino, Corriere della Sera: "Il sistema della licenza rilasciata dal Comune svolge per i tassisti la stessa funzione che l’iscrizione obbligatoria a un albo svolge per i liberi professionisti e che il divieto di licenziamento svolge per i lavoratori dipendenti: una garanzia di sicurezza di continuità del lavoro e del reddito."

Non ci resta che attendere fiduciosi che "liberalizzino" anche i lavoratori dipendenti, che, ricordiamo tutti, pagano 100000 euro la propria garanzia di sicurezza di continuità del lavoro e del reddito.

Sostiene Proudhon said...

jimmo non resteresti insoddisfatto dalla lettura di proudhon, il problema semmai è rintracciare quelle pochissime edizioni distribuite in italia. a parte qualche edizione degli editorti sfigati riuniti, l'ultima copia di un suo libro che pure cercavo da un annetto l'ho trovata in prima edizione originale 1920 in un negozio di antiquariato... è un calvario, è "la solitudine del riformista" attorniato da 175 edizioni diverse del manifesto di Marx in libreria...

Anonymous said...

scusate l'intervento, ma Fini non sarebbe meglio che stesse zitto ? e che cavolo, fa il professorino "bisogna cominciare da..", sì, se aspettiamo lui e il suo amico Storace siamo freschi...

Anonymous said...

storace, quello dello "sconto fantasma" in farmacia, secondo me non l'han fatto neppure a lui...

Anonymous said...

Mi pare che la reazione più logica e condivisibile della destra sia quella del Foglio, ho dato un'occhiata al numero di oggi e ci sono una serie di articoli condivisibili. Meno male.

Ciao Paolo :)

Anonymous said...

Poco dopo le 8 i tassisti hanno ricevuto la visita di Francesco Storace. «Sono con i tassisti - ha annunciato il senatore di An - .È evidente che il governo non può porre sul decreto Bersani la questione di fiducia - ha continuato Storace -, ma deve accettare di discutere gli emendamenti: è l'unico spazio per poter recuperare la possibilità di una trattativa»

Anonymous said...

14:54 Poli Bortone: "L'11 luglio in piazza anche An"

"L'11 luglio dovremo anche noi scendere in piazza a sostegno delle giuste lotte contro la prepotenza del governo: una prepotenza inversamente proporzionale alla consistenza numerica dell'attuale maggioranza". Lo afferma l'eurodeputata di An Adriana Poli Bortone, coordinatore del partito in Puglia, la quale sottolinea che "la Destra italiana, nazionale e popolare, non può che essere al fianco dei tassisti, dei panettieri, dei professionisti, delle categorie in genere, non per conservare sterilmente il passato, ma per governare il cambiamento insieme con loro, mai contro di loro".