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Friday, July 14, 2006

E' la nozione di Stato che manca al mondo arabo

Ieri eccezionale prima pagina del Foglio. Segnaliamo in particolare questo documento sugli «stati falliti». La riflessione, davvero interessante, è di Kenneth Stein, professore di Storia e politica del medio oriente presso l'Università Emory di Atlanta, in Georgia.

«... la maggior parte dei cittadini arabi del medio oriente non ha né fede né fiducia nello stato. Teme i dittatori che la dominano; nutre diffidenza nei confronti di governi storicamente inetti, burocraticamente inefficienti ed estremamente invadenti. In assenza di un senso di cittadinanza con diritti, doveri e responsabilità chiaramente definiti, è inconcepibile un senso d'appartenenza allo stato. L'individuo va con i gruppi che sente più affini a sé – setta, etnia, identità religiosa, famiglia, clan o tribù – da cui ha tratto la sicurezza, il posto di lavoro e la tutela».

2 comments:

esperimento said...

Probabilmente perché c'è una grandissima confusione tra Stato e Religione (o comunità islamica)?

Ismael said...

Hai proprio ragione, la prima pagina del Foglio di ieri era da urlo. Specie nel suo risvolto concettuale più profondo, molto anti-costruttivista, per di più in netto constrasto con la linea "neocon" sposata dalla testata in questi ultimi tre anni.
In altre parole: nonostante l'impegno profuso - da radicali, interventisti ed "esportatori" vari - nel dimostrare il contrario, è l'identità culturale a determinare le sovrastrutture istituzionali e procedurali che governano la vita in comune, non viceversa.
Con buona pace di chi s'è letto Jefferson e pensa che il suo lascito si possa applicare a piacimento, come se fosse una ricetta sempre valida a prescindere dallo spazio e dal tempo.
Prima ci si forma un'idea di libertà, poi ci si dota di un'architettura procedurale atta a preservarla e ad accompagnarne l'evoluzione storica. Una procedura, da sola, non basta ad invertire questa dialettica; la situazione dei paesi arabo-musulmani è lì a dimostrarlo.