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Tuesday, July 18, 2006

Interposizione fa rima con equivicinanza

Una ragazza scrive con un pennarello su un proiettileNoi due, la solidarietà ad Antonio Polito, ieri, l'abbiamo offerta di persona, sapendo bene cosa significhi l'essere cestinati. Il suo articolo, comunque, è stato pubblicato da Il Foglio. Di là, su il Riformista, denunciano il feeling anti-israeliano tra Romano, Massimo e Sodano.

Oggi, Massimo D'Alema, parlando alla Camera, ha reiterato tutte le accuse sulla reazione militare di Israele agli attacchi di Hezbollah. ha riconosciuto che «è stata innescata da forze estremiste, Hamas e Hezbollah», e quindi la sua legittimità, in base al principio di autodifesa della carta dell'Onu, ma «è andata al di là di ogni ragionevole proporzione».

La soluzione, secondo il ministro degli Esteri, non può che essere una sola: cessate-il-fuoco, negoziato, caschi blu dell'Onu. C'entra anche la guerra in Iraq, naturalmente, che «ha alimentato il terrorismo e il fondamentalismo che ora sono più forti rispetto al passato». Dunque, il luogo comune della guerra in Iraq come madre di tutte le tragedie, anche se non è la prima volta che Israele si trova dinanzi a una minaccia esistenziale.

E' preoccupante, piuttosto, che il nostro ministro degli Esteri confessi che «l'ipotesi di un coinvolgimento dell'Iran e della Siria è per noi difficile da verificare». Da verificare? Ignoranza o malafede?

Intanto, dopo il premier israeliano Olmert, anche il vicepremier, laburista, Shimon Peres, respinge l'idea di una forza d'interposizione: «L'esercito libanese ha 70 mila soldati. Non ha bisogno di forze internazionali per garantire la sicurezza al confine. Semplicemente non vogliono combattere. Hezbollah ignora il governo libanese e le
Nazioni Unite. La nostra esperienza con Unifil (United Nations Interim Force in Lebanon, la missione Onu nel Libano del Sud che conta 2 mila caschi blu, ndr) - ha aggiunto - ci insegna che non ha potuto fermare questa organizzazione. Dobbiamo chiedere se c'è davvero una forza internazionale preparata ad usare le armi per fermare il lancio di 1500 missili in 5 giorni».

1500 missili in 5 giorni... Scopo di tale forza multinazionale non dovrebbe essere l'interposizione, che richiama alla mente il concetto di equivicinanza, ma il peace-enforcing, cioè il disarmo forzato e lo scioglimento di Hezbollah. E ciò significa, nei fatti, che una forza militare multinazionale dovrebbe condurre al posto di Israele combattimenti contro Hezbollah, usando però una forza «proporzionata». Ma che ci sia questa volontà, da parte europea e dell'Onu, mi pare davvero improbabile. Eppure, si tratterebbe di una svolta: l'Onu che fa rispettare con la forza una sua risoluzione disapplicata, la 1559.

Se fosse qualcosa di diverso, se avesse cioè lo scopo di impedire le azioni militari di Israele, sarebbe come legare le mani di uno solo dei due contendenti e, nella fattispecie, dell'aggredito. E' questo il problema. Quando si tratta di fermare gli attacchi di Israele ci si precipita a offrire il proprio contributo. Con il nobile scopo di fermare la «guerra». A quanto pare in questi sei anni in cui, nonostante il ritiro completo di Israele dal Libano, riconosciuto ufficialmente dall'Onu, Hezbollah ha continuato, con incursioni e lanci di missili, ad attaccare il territorio israeliano, nessuno si è accorto che ci fosse una «guerra». Si giunge quindi al paradosso che la guerra sporca, illegale, terroristica, di Siria e Iran contro Israele non è considerata tale ed è, anzi, tollerata, mentre la reazione di Israele, legittima secondo il principio di autodifesa della carta dell'Onu, va fermata.

Contro «il riflesso anti-israeliano che lambisce, attraversa e caratterizza la sinistra italiana» è intervenuto oggi alla Camera Daniele Capezzone, spiegando che non ci sono più di fronte israeliani e palestinesi, a giustificare un atteggiamento di equivicinanza, ma c'è il tentativo di cancellazione di Israele, ad opera del «quadrilatero Hamas-Hezbollah, Iran-Siria».

L'Iran, ha sottolineato Capezzone, «non è parte della soluzione, ma parte del problema, ed è assurdo pensare a "mediazioni" di Teheran». L'Italia e l'Europa, semmai, diano forza alla proposta dei radicali e di Pannella per "Israele nell'Unione europea". «Che sinistra siamo se non abbiamo al centro la lotta alle tirannie. Che sinistra siamo se non esprimiamo sostegno a quelli che a Damasco e a Teheran cercano la loro stada per la libertà e la democrazia?». Serve una «strategy» e Capezzone ha indicato tre vie: "Basta soldi ai dittatori"; le nuove "Radio Londra", via etere e via internet; far lavorare la Comunità delle Democrazie.

6 comments:

Giuseppe said...

OK Jim, siamo d'accordo, ma sulla guerra in Irak credo sia giunto il momento di usare maggior spirito critico.
E' stato un errore? La gestione Usa del dopoguerra è stata fallimentare?

Il tentativo di Iran e Siria mi pare ispirato proprio dall'esperienza irachena: trascinare l'esercito israeliano in un pantano simile a quello iracheno.

Saluti.

Marco said...

si degnassero di spiegarle a noi poveri mentecatti quali sono le auree proporzioni della reazione ad un attacco deliberatamente sferrato da un simile dispositivo di fanatici, armi e denari con copertura politica, appoggio logistico, benedizione religiosa coordinato e disposto all'uopo di cancellare dalla faccia della terra "l'entità sionista"
a chi dovrebbero ispirarsi i governanti israeliani? de coubertin e daladier?

Mithrandir said...

Più vado avanti e più mi rimane difficle capire cosa ci facciate tu ed il tuo partito in quella coalizione. Prendete il consiglio da amico: abbandonateli al loro destino di statalisti filoterroristi tardocomunisti.

ephrem said...

Perfetto. Stamane il giornalista che presentava la rassegna stampa di RaiNews24 ha testualmente detto che la strategia congiunta di Hamas, Hezbollah, l'Iran di Ahmadinejad e la Siria é una tesi. Perfettamente in linea con il nostro ministro degli esteri...

formamentis said...

Partendo dal fatto che la reazione di Israele è legittima, ma io mi domando, risolverà la questione o continuerà a trascinare il conflitto in eterno come è stato e come sarà andando avanti di questo passo? Ma noi ci dobbiamo limitare a segnare il territorio della legittima reazione israeliana o vogliamo rimuovere la causa del conflitto? Siete più avanti di D'Alema e assieme siete comunque indietro rispetto al problema. E la bimba che scrive i saluti sulle munizioni è cosa civile? I neonati palestinesi col kalashnikov e gli isreaeliani che si mettono al loro livello? Ma che, ma siamo impazziti, e partendo dai bambini, poi. Ammetto che mi sfugge il collegamento Ghandi/Radicali, Ghandi davanti a JimMomo avrebbe fatto un satyagraha.

(Grande JimMomo, lo sai che ti stimo, eh, però o non capisci o sei in mala fede, tu e i tuoi amici rosapugnetti, traditori dei valori liberali ecc ecc. statalisti filoterroristi tardocomunisti è un colpo di genio).

ettore said...

" E' preoccupante, piuttosto, che il nostro ministro degli Esteri confessi che «l'ipotesi di un coinvolgimento dell'Iran e della Siria è per noi difficile da verificare». Da verificare? Ignoranza o malafede?"

E ci ccredo che non sa nulla, gli uomini migliori dei nostri servizi segrteti sono in galera !