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Friday, July 21, 2006

Questione di legalità è questione sociale

Un paese a «sovranità limitata» il nostro, secondo Pietro Ichino. Ogni riforma viene bloccata dalla piazza. Non importa se i manifestanti siano mezzo milione o mezzo migliaio: «Sembra essersi diffusa l'idea secondo cui, quando una vertenza collettiva non si sblocca con le buone, è inevitabile fare ricorso alle maniere forti: dalla violazione della legge sugli scioperi nei servizi pubblici ai blocchi stradali e ferroviari, fino alla violenza fisica sulle persone e sulle cose... alla Repubblica Italiana oggi è inibito di scegliere sovranamente la soluzione più ragionevole di questo conflitto di interessi, per ragioni di ordine pubblico».

Questo conferma che il ripristino della legalità in Italia è condizione essenziale anche per qualsiasi riforma economica si volesse introdurre. La questione legalità è questione sociale.

3 comments:

Nicola R said...

Condivido. Al punto che questa mentalità del "io protesto, finchè me la danno vinta", si è estesa a quasi tutti gli ambiti della vita quotidiana. Anche allo sport, pensa un pò.....
ma a parte il sarcasmo che mi prende ogniqualvolta ripenso allo scandalo della sentenza sul calcio, penso che realmente e seriamente si dovrebbe ripristinare un minimo di stato di diritto anche in queste cose.
Non si può sempre fare un passo inidetro, lasciando campo libero ai violenti ed ai furbi.

Astrolabio said...

se le leggi sono inique è giusto non rispettarle.

Poi come questo anelito alla legalita si concili con una mega amnistia non lo capisco.

neanche le condizioni carcerarie attuali si conciliano, ovviamente, ma neanche l'amnistia.

John Christian Falkenberg said...

Da un lato,potrei concordare. Dall'altro, vorrei vedere se anche lo Stato si mettesse, finalmente, ad usare le maniere forti con cerca d'imporsi con la violenza. Sarebbe un gradito cambiamento, ma non certo iun cambiamento che m'aspetto da questo governo Luxurioso.