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Thursday, July 20, 2006

Quale volto per An?

Due interventi, su il Giornale di oggi, mi pare illustrino esaurientamente i possibili volti che An, nel cammino indicato da Fini, potrà assumere.

L'ex presidente del Senato Marcello Pera parla di «liberalismo sociale» in economia e «conservatorismo morale» nei valori. Quindi, non solo non-liberali sui temi etici, ma neanche su quelli economici, dove il liberalismo dev'essere, suggerisce Pera, «sociale», senza specificare cosa voglia dire.

«Conservatore sui valori da cui dipende la nostra tradizione, quella giudaico-cristiana, e liberale sulle politiche delle riforme economiche. Conservatore sui valori da cui dipende la nostra identità, liberale quanto a tutte le libertà compatibili con questi valori». Ancora poco chiaro. Ne avevamo già scritto. In cosa consiste questa Tradizione? Chi ne è il custode? Chi è investito del compito di decidere quale sia la libertà compatibile con la Tradizione? Temo che ne rimangano ben poche. Siamo alla libertà vigilata.

Della coerenza con le singole posizioni dell'ex presidente del Senato con le politiche dei personaggi da lui citati (Thatcher, Blair, Bush, Reagan, Aznar, Koizumi) si potrebbe discutere a lungo. Comunque, viene da chiedersi: una volta stabilito che seguire la tradizione, darle la precedenza sulla libertà, è così vitale per la nostra identità, perché mai ciò dovrebbe valere solo sulla morale, e non anche in economia. Molto riduttivo e superficiale ritenere che una tradizione esista e sia valida solo per quanto riguarda la vita sociale. E' qui la maggiore contraddizione: un partito che vorrà essere tradizionalista sui temi etici, le politiche sociali, il costume, sarà inevitabilmente corporativista in economia.

Perché? Semplice, la fiducia nel libero mercato è prima di tutto la fiducia nel libero mercato delle idee, dei valori, dei progetti di vita. Difficile affidarsi al libero mercato dei beni e delle merci, se nel contempo si crede che lasciare libero sviluppo nella società a idee, valori, stili di vita diversi dai propri e, inevitabilmente, diversi da quelli tradizionali, danneggi la nostra identità e addirittura ci avvicini al tramonto dell'Occidente.

Giordano Bruno Guerri ha invece un'altra idea di An. Non quella periana, che s'incammina verso Dio-Patria-Famiglia, ma quella di una destra «davvero liberale, liberista, e anche libertaria, per distinguersi da quella conservatrice e tradizionalista». La vedo difficile, vista l'aria che tira, e Guerri usa toni troppo morbidi.

Il primo consiglio che lo storico dà a Fini è significativo: sostituire il termine persona, «logoro e indistinto», con quello «ben più forte e preciso» di individuo. Secondo consiglio: abbandonare ogni residuo di antiamericanismo; terzo: rivedere le proprie posizioni sulla legge 40 e sulle droghe. Facciamo il tifo per l'An di Bruno Guerri, senza molte speranze.

5 comments:

woody said...

Eh beh, come darti torto. Ma per seguire la seconda strada AN dovrebbe decidere di abbandonare il 50& del proprio elettorato, lasciandolo a Rauti, Mussolini e persino UDC, e inseguire il 50% dell'elettorato di Forza Italia, quella destra liberale che non è stata mai rappresentata degnamente, nemmeno da Berlusconi. Ipotesi impossibile, visto oltretutto che AN è radicata al Sud, dove questa strategia significherebbe ritiro su tutto il fronte. Al Nord l'Italia non è ancora pronta da cuocere, al Sud sta appena uscendo dal congelatore. Occorrerà attendere ancora una generazione, temo, per diradare le nebbie. E comunque per Fini sarà troppo tardi.

www.mariniello.net said...

La destra libertaria è roba da elite, non da partito degli italiani.
AN diverrà una classica forza di destra occidentale, come il GOP. Liberista, nazionalista, tradizionalista.
Volere tutti eguali a se stessi non è tanto liberale... ma è tipico dei radicali...

semplicemente liberale said...

"Della coerenza con le singole posizioni dell'ex presidente del Senato con le politiche dei personaggi da lui citati (Thatcher, Blair, Bush, Reagan, Aznar, Koizumi) si potrebbe discutere a lungo."

Premessa essenziale: Pera non mi ha convinto con questo suo intervento. Ad ogni modo, è molto più coerente delle posizioni radicali, rispetto ai personaggi citati dallo stesso Pera.

Reagan sull'aborto e sui valori conservatori? Ce lo ricordiamo?

A me sembra che quello di Pera abbia, più che altro, il sapore amaro - visto da un liberale - del bushismo all'italiana: conservatorismo compassionevole. Molto social spending a mo' di compromesso con il rigore fiscale.

Può non piacere, come via - e a me non piace. Ma capisco e credo sia inevitabile partire da questo compromesso, se si vuole anche in Italia una destra pienamente liberalconservatrice sul modello Usa. In attesa del nostro Goldwater. Ovviamente. ;)

www.mariniello.net said...

Invece di pensare all'idolo di pannella, il buon Zapatero, che con la Kefiah al collo interviene al congresso dei giovani socialisti spagnoli che gridano contro la sporca guerra di Israele!
@ SL: secondo me sbagli su Pera. Lui ha semplicemente cercato di fare sponda con Fini, nel momento in cui il leader d An fa un passo importante.
Bisogna avere calma, Daniè: veniamo da 60 anni di pensiero unico socialista. Con il cambio generazioneale potremo forse avere il nostro Barry.
PS: hai letto il suo libro? "Il vero conservatore". L'ho rintracciato in una vecchia libreria fiorentina. E' stupendo.

Astrolabio said...

"dove il liberalismo dev'essere, suggerisce Pera, «sociale», senza specificare cosa voglia dire."

non c'è niente da spiegare, come ha spiegato Pannella a otto e mezzo, il liberalismo e il socialismo sono la stessa cosa, io sinceramente di quel discorso non ci ho capito una sega, ma magari se glielo chiedi te lo rispiega, oppure potresti auto-chiederteleo, voglio dire hai scritto un articolo che si chiama liberal-socialismo ora o mai più...

"In cosa consiste questa Tradizione? Chi ne è il custode? Chi è investito del compito di decidere quale sia la libertà compatibile con la Tradizione? Temo che ne rimangano ben poche."

un sistema a common law secondo me va bene, ti soddisfa come risposta? ti piace la common law o sei uno di quelli che "progettiamo la società con la civil law"?
A me la common law piace.

"E' qui la maggiore contraddizione: un partito che vorrà essere tradizionalista sui temi etici, le politiche sociali, il costume, sarà inevitabilmente corporativista in economia."

in economia non bisogna essere conservatori, bisogna essere reazionari, bisogna spostare le lancette al 1800.

"sostituire il termine persona, «logoro e indistinto», con quello «ben più forte e preciso» di individuo. "
"terzo: rivedere le proprie posizioni sulla legge 40"

a me questa parte sembra incongruente,l'embrione è un individuo ma non è persona (giusto?) e quindi mi sembra una cosa in contraddizione, e poi sul referendum mi pare ci fosse libertà di scelta e fini votò 3 sì.
Quindi boh.

comunque il libertarismo è un movimento conservatore, se prendessero un libertarismo tipo l'ultimo rothbard o hoppe non sarebbe male, se fossero antidemocratici e iperfederalisti li voterei.