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Tuesday, July 18, 2006

ProdIran

Su il Riformista, oggi, qualcosa che avete già letto qui.
Caro direttore, vado controcorrente. Prodi, chiedendo all'Iran di fare da mediatore, ha servito ieri uno spettacolare assist ai mullah. Esattamente ciò che volevano. Senza battere ciglio, si dà per acquisito che Hezbollah sia il braccio armato di Teheran contro Israele. Lo sapevamo già, ma Prodi anziché attribuire all'Iran un ruolo da "aggressore", gli cuce addosso l'abito del "mediatore". All'Iran viene offerta su un piatto d'argento l'occasione per dimostrare di svolgere un ruolo centrale in Medio Oriente e per legittimare le sue ambizioni egemoni sulla regione, prendendosi il merito di aver riportato la pace o, a seconda di ciò che riterranno essere più conveniente al momento, tirando la corda ancora più a lungo. In ogni caso, la già debole sovranità libanese viene ridotta a uno straccio. Se lo scopo era quello di rientrare nei giochi diplomatici per tutelare da vicino i nostri interessi in Iran, essendo l'Italia suo principale partner economico in Europa, bisognerà vedere in che considerazione saranno tenuti dal consiglio di Sicurezza dell'Onu se si dovesse discutere di sanzioni economiche nei confronti di Teheran. L'impressione è che nessuno si fermerà di fronte agli affari italiani. Come spiegava Ottolenghi sul Riformista di sabato, «l'Europa, impegnata con l'Iran sul tema nucleare, dovrebbe denunciare Teheran per la sua interferenza negativa e includere il sostegno iraniano a Hezbollah come parte dell'equazione negoziale».

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