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Friday, October 05, 2007

Laicità vs. moralismo

Corsivo di oggi per LibMagazine.

E' da apprezzare nella forma e nella sostanza la pagina di Luigi Manconi "Peccherai nel segreto" (Il Foglio, 3 ottobre). E' ipocrita la destra italiana? Sì, lo è. La destra cattolica? Ovviamente sì. Ma credo che la contraddizione tra intransigenza pubblica e indulgenza privata varchi i confini della destra. E' uno degli ingranaggi del moralismo. Sull'omosessualità, l'uso di droghe, la famiglia, l'ipocrisia non risparmiò né i vertici né la base del vecchio Pci, come oggi non risparmia parti rilevanti del nascente Pd. L'ipocrisia del vizio tollerato, purché non esibito, varca i confini tra le religioni e non risparmia nemmeno i non credenti. Né si limita alle situazioni citate da Manconi. Ci stiamo solo adesso, a fatica, liberando del pregiudizio anti-capitalista, di quel pudore, che accomuna morale cattolica e comunista, non dico a ostentare, ma persino a rivelare e a usare la propria ricchezza, come fosse una vergogna. E' stato d'animo diffuso il moralismo e l'ipocrisia è l'arma di difesa che scatta quando la rigidità degli schemi e degli ordini, idealizzati se non assolutizzati, costruiti per ridurre la complessità, l'incertezza, l'imprevedibilità della vita e dei nostri comportamenti, cozza con la realtà. Non potendo cancellarla, l'importante è toglierla dalla propria vista, piuttosto che tentare di governarla con pragmatismo, consapevoli dei nostri limiti e debolezze. In una parola: laicamente. Così abbiamo i moralizzatori alla Beppe Grillo, che credono che eliminando le mele marce tutto si sistemi, mentre non ci sono schiene da raddrizzare, ma regole che rendono efficace un sistema politico ed efficienti i politici, disincentivando o incoraggiando certi comportamenti, responsabilizzando. La laicità come metodo di comprensione e intervento sulla realtà, opposta alla sua negazione moralistica e ideologica.

2 comments:

stefano said...

Molti i punti di questo post che non stanno davvero in piedi.
In primis l'idea eccezionalmente politically correct sottesa a tutto il discorso, secondo la quale non esiste di fatto il male ma semplicemente qualche differenza culturale. Da che parti si vada seguendo tale strada e' ovvio.
Poi c'e' la stranezza di intitolare il post alla laicita' (sempre vista in manichea opposizione alla religiosita') mentre poi si deve riconoscere che la questione "varca i confini delle religioni e non risparmia nemmeno i non credenti". Evidentemente allora non si tratta di un connotato dell' homo religiosus ma dell'uomo in genere. Ma ammettendolo si smarrisce la vis polemica dell'intento originale.
Sconclusionato l'articolo di Manconi, peggio ancora la pseudo-generalizzazione del post.

Anonymous said...

ma perchè i nostri politici dovrebbero essere responsabilizzati se noi cittadini siamo considerati solo degli irresponsabili sudditi dello Stato quando non possiamo scegliere il candidato da votare, non possiamo badare di persona alla nostra pensione, ecc ecc ecc?