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Wednesday, October 03, 2007

Modelli scandinavi cambiano

Una «rivoluzione moderata», l'ha definita l'Economist. Il nuovo governo di centrodestra svedese, insediatosi solo un anno fa, ha già introdotto in così poco tempo riforme che sono andate a incidere sui nodi fondamentali del «generoso, ma costoso welfare nordico: le indennità di disoccupazione (ridotte), le imposte patrimoniali (congelate, per poi essere abolite), le aliquote sui redditi da lavoro (abbassate), le agevolazioni fiscali per i sindacati (abolite)».

Ne parla Maurizio Ferrera oggi sul Correre. Si tratta però di una «rivoluzione moderata», perché il premier Reinfeldt «si è sforzato di evitare lo scontro, ribadendo che il suo intento non è quello di smantellare il welfare, ma solo di renderlo più efficiente». Un «blarismo di destra», lo definisce Ferrera.
Su alcune questioni economicosociali, il partito di Reinfeldt (i Moderati, appunto) e i socialdemocratici sono più vicini fra loro che non ai propri compagni di destra o di sinistra: uno scenario quasi tedesco [... e italiano]. Nei manuali di scienza politica la Svezia è sempre stata considerata una democrazia "facile". Le sfide dell'apertura rischiano oggi di trasformarla in una democrazia "difficile". Comunque vada a finire, la rivoluzione moderata di Reinfeldt è però un esperimento da seguire con attenzione. Se funziona, il suo blairismo di destra potrebbe diventare il punto di riferimento per partiti e coalizioni liberal-conservatrici oggi all'opposizione, ormai orfane del thatcherismo.

2 comments:

Nihil said...

Ne ha scritto di recente anche Roger Cohen:

http://select.nytimes.com/2007/09/17/opinion/17cohen.html

Redazione FinanzaInCHiaro said...

Tasse? Si, grazie.

Di redazione (del 17/11/2007 @ 04:40:15, in Osservatorio Internazionale)

Il modello scandinavo.

Gli Scandinavi dimostrano che è possibile conciliare il successo economico con uno Stato sociale ben funzionante. Che cosa si intende per modello scandinavo? E’ un modello applicabile nel resto dell’Europa?

La Svezia, la Danimarca, la Norvegia e la Finlandia hanno raggiunto ciò che più di un economista considerava come impossibile: una piena crescita economica nonostante un’elevata fiscalità ed un forte Stato sociale.

Nel novembre dell’anno 2006 J. D. Sachs, economista americano laureato Premio Nobel, rilevava come i Paesi scandinavi superassero i paesi anglo-sassoni nella maggior parte dei parametri economici.

In quasi tutti gli studi, sia che si tratta di tasso di povertà, di libertà di stampa o di speranza di vita, gli Scandinavi occupano i primi posti. Anno dopo anno gli studenti finlandesi primeggiano nelle speciali classifiche PISA. In Danimarca, i salariati si sentono meglio protetti che in Germania benché almeno un quarto di loro cambia posto di lavoro ogni anno. In media gli Svedesi mettono al mondo 1,8 figli. A ciò occorre aggiungere che il sistema sanitario è gratuito, la rete di asili nido è capillare, funzionante a tempo pieno e… [continua]

http://www.finanzainchiaro.it/dblog/articolo.asp?articolo=74