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Wednesday, October 03, 2007

Sarkozy: è quasi "rupture" anche sulla Turchia nell'Ue...

In una lunga intervista a Il Foglio, il nuovo ambasciatore francese in Italia, Jean-Marc de La Sablière, illustra la "rupture" sarkoziana dalla politica estera chirachiana, la «sarkodiplomazia», il «sarkoatlantismo». «Non c'è una divergenza di fondo tra Stati Uniti e Francia sull'Iran, Parigi non ostacola il negoziato sulla Turchia e si ritrova al fianco di Washington...»

Chi in Italia ha preferito la Royal a Sarkozy, nonostante l'abissale differenza di preparazione e l'arretratezza della socialista in politica economica, facendo prevalere su tutte le issues il fatto che Sarkozy fosse ostinatamente contrario all'ingresso della Turchia in Europa e, quindi, una sciagura per l'Europa, addirittura peggio dei petainisti, potrebbe trovare delle sorprese.

Spiega de La Sablière: «Il presidente ha chiarito la sua posizione: la Francia non blocca il negoziato con Ankara. La Francia constata che, qualsiasi sia la scelta finale, ci sono 30 capitoli comuni (su 35) fra adesione e associazione. La Francia non intende impedire il lavoro su questi capitoli e non intende definire in principio l'esito del processo. Credo che questo sia stato capito dai nostri partner ma anche dai turchi».

Era - ed è - quanto meno presto per trarre conclusioni su quale sarà la posizione della Francia al momento decisivo. Pur essendo il sottoscritto favorevole in linea di principio all'ingresso della Turchia in Europa, bisogna riconoscere che è argomento complesso e delicato, che sarebbe meglio non trattare in modo ideologico, facendo incetta di passaporti.

5 comments:

ali di luna said...

maddonnina santissima Jimmomo, se ti regalo una bambola gonfiabile di Sarkò da trombarti in santa pace, poi la sci li' d'infestare il tuo blog con un'ammirazione così pregiudiziale?

Phastidio said...

A parte il commento qui sopra (un pochino di senso critico su quello che Sarkozy dice e fa non guasterebbe, ma è mio parere assolutamente personale), credo che il presidente francese stia affrontando il nodo-Turchia in modo pragmatico, dando la preferenza al partenariato economico. Questo è già un grande passo avanti rispetto alle solite lagne di "con la Turchia unione politica subito o muerte" che sentiamo da troppo tempo, e senza uno straccio di motivazione razionale.

P.S. A Milano poi non sei venuto, male! Io comunque sono pronto a collaborare, e direi che lo sto già facendo...

JimMomo said...

Non è questione di senso critico su quello che fa Sarkozy. Il capitolo dolente lo conosciamo bene, ce l'ho presente
Capisco che certi post sembrino entusiastici, ma dipende da due fattori:
1) dopo Chirac la politica estera di Sarkozy mi riconcilia con la Francia;
2) Spesso colgo l'occasione per sottolineare quanto stolta fosse la demonizzazione da parte di Pannella. ;-)
E' ovvio che il problema Turchia (ripeto che sono tendenzialmente favorevole all'ingresso) è complesso e non mi aspetto che su questo Parigi sia accondiscendente, ma neanche c'è una preclusione ideologica come pensano i radicali.

E' vero, non ce l'ho fatta a salire a Milano ;-)
Spero però che avrai notato dei progressi sulla proposta flat tax, si è data qualche indicazione di copertura al netto del possibile aumento dell'imponibile.

Mettere in rete i soggetti che hai indicato nel tuo post, farli collaborare per produrre studi e iniziative, anche con uno sbocco legislativo (occhio che anche quelle possono essere solo di facciata), è quello che speriamo di riuscire a fare. Con il tuo aiuto, potremmo pensare a un incontro tra i responsabili di quegli istituti. L'IBL ci sta già.

ciao

Phastidio said...

Sulla proposta di copertura finanziaria per il taglio di spesa c'è molto da lavorare, come forse avrai visto dal mio post, sul piano della coerenza degli interventi. Ciò detto, per me possiamo iniziare a lavorare in rete. Quando possibile possiamo concordare gruppi di lavoro comuni per tentare di disegnare una legislazione.

JimMomo said...

So che sei contrario alla flat tax, ma non è detto che si scartino altre ipotesi di drastica riduzione delle tasse.

Comunque, prendo il tuo post come un appunto di lavoro per la prossima riunione sul tema. Naturalmente ti inviterò a parteciparvi.

ciao