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Wednesday, March 05, 2008

Caso Radicali, elettori avvisati: Veltroni, inaffidabile o impotente

Certo, non entusiasma né i protagonisti né gli spettatori una rissa che di politico non ha nulla. Nessuno ha da guadagnarci da questo accapigliarsi per le poltrone e la pagnotta. Ma dispiace vedere i radicali turlupinati in modo così clamoroso. In pochi, sui giornali di questa mattina - mi pare solo Laura Cesaretti, su il Giornale - hanno sottolineato il ruolo di Dario Franceschini, vice di Veltroni, nella vicenda.
Quel che è certo è che nel loft veltroniano ieri c'era molta irritazione. E non tanto verso i radicali, che fin dal mattino minacciavano di rompere l'intesa, con la Bonino che in diretta da Radio Radicale annunciava: «Non intendo candidarmi in Piemonte». No, l'irritazione era rivolta piuttosto verso Dario Franceschini, il vicesegretario del Pd, ex Margherita, che presiedeva il tavolo delle candidature. «Fino a stamattina - spiegano in casa veltroniana - Walter non aveva le liste definitive: stavano nel computer di Dario, per gli ultimi ritocchi. E alla fine abbiamo scoperto che le aveva riempite di suoi fedelissimi in posizioni supersicure». A farne le spese sono stati anche i radicali, slittati in circoscrizioni marginali. «I nove eletti radicali ci sono», cercava di rassicurare Veltroni, e se c'è qualche problema «lo approfondiranno quelli che si stanno occupando delle liste».
Franceschini, appunto. La fregatura è arrivata da lì e Veltroni potrebbe esserne vittima ormai impotente. Riaprire le liste ora, infatti, vorrebbe dire due cose: 1) che tutti gli scontenti si sentirebbero legittimati a pretendere che anche le loro posizioni siano riviste; 2) che Veltroni non ha il controllo delle liste; 3) che le posizioni di 3/4 "candidati" radicali non sono affatto sicure e, quindi, non si crede affatto non solo in una possibile vittoria ma neanche in un risultato migliore del 2006.

Se un risvolto politico c'è, in questa vicenda, è nella credibilità della leadership di Veltroni. Delle due l'una: o il segretario sapeva, e allora gli italiani dovrebbero chiedersi se possono fidarsi delle promesse di Veltroni, visto che non ha saputo mantenerne una neanche prima delle elezioni e nei confronti dei suoi alleati; oppure, non sapeva, e allora gli italiani dovrebbero chiedersi come può Veltroni governare il Paese, se non è in grado neanche di governare Franceschini.

3 comments:

Anonymous said...

inaffidabile "ma anche" impotente.

un italia cazzara. si può fare!!!



ciao.

io ero tzunami

davide Alessandro FERRARI said...

Serve, urgentemente, un ritorno laico e liberale nella politica italiana.
Da una parte, finti liberali (e veri populisti) al centro cattolicisti, dall'altra finto democratici (e veri statalisti).
In questi giorni il PLI ha annunciato un ritorno, in tutta Italia, una vera e propria presa di posizione lontano da ogni schieramento.
www.partitoliberale.it
Aderirvi, per formare un polo laico e liberale, e' l'unica via d'uscita per il nostro Paese.

Anonymous said...

eh jim, perchè di Berlusconi invece ci si può fidare eh! ma dai, su... piuttosto, l'idea del PLI sarebbe buona, ma purtroppo, ahinoi, piuttosto velleitaria