Pagine

Wednesday, March 26, 2008

Emma Bonino e Wei Jingsheng, radicali spesso in disaccordo

da ilfoglio.it

Da quando è ministro Emma Bonino si è comportata come se Wei Jingsheng, il più autorevole tra i dissidenti cinesi e premio Sakharov, non fosse anche autorevole membro del Consiglio generale del Partito Radicale. Ha sistematicamente ignorato le sue parole sulla Cina.

Quando durante la visita di un'ampia delegazione governativa italiana in Cina, nel settembre del 2006, Prodi arrivò persino a garantire al governo cinese il suo appoggio alla richiesta di Pechino di revocare l'embargo europeo sulle armi, in vigore dal massacro di Piazza Tienanmen (quanto sciagurata fosse quella promessa ce ne rendiamo meglio conto oggi), la Bonino non fece e non disse nulla, difendendo anche in Parlamento, nei giorni successivi, la posizione espressa da Prodi sull'embargo.

Poche settimane dopo, proprio quel suo compagno di partito, Wei Jingsheng, durante la sessione del Consiglio Onu sui Diritti Umani a Ginevra (non proprio il solito convegno di dissidenti) si esprimeva senza mezzi termini contro ogni ipotesi di sospensione dell'embargo europeo sulle armi alla Cina: «La decisione da parte dell'Unione europea di togliere l'embargo avrebbe l'effetto di rafforzare la parte più intransigente ed autoritaria all'interno del Partito Comunista cinese, e di incoraggiarlo a continuare la pianificazione della guerra contro Taiwan; un conflitto, quello contro Taiwan destinato a coinvolgere gli Stati Uniti, ma anche la stessa Unione europea e destinato a destabilizzare il continente asiatico», avvertiva il dissidente.

Nel dicembre dello stesso anno - il 2006 - Jingsheng interveniva anche al Consiglio generale del Partito Radicale per letteralmente scongiurare i compagni radicali di fare tutto il possibile perché l'embargo non venisse revocato. Esortazione che la Bonino fece finta di non udire.

Oggi la crisi in Tibet vede Emma Bonino e Wei Jingsheng ancora una volta di opinioni diverse, sull'opportunità di minacciare il boicottaggio delle Olimpiadi di Pechino. La Bonino lo esclude a priori, nascondendosi dietro le parole del Dalai Lama, che per ovvie ragioni non potrebbe in ogni caso incitare al boicottaggio; mentre Jingsheng ritiene che quanto meno minacciare di boicottare i Giochi sia un valido strumento di pressione nei confronti di Pechino, proprio in ragione dell'alto valore propagandistico e politico che il regime ha attribuito all'evento. E ricordando, tra l'altro, che la promessa di progressi nel rispetto dei diritti umani, e di permettere maggiore libertà di movimento ai mezzi d'informazione, faceva parte del patto sottoscritto da Pechino con il Cio per l'assegnazione dei Giochi.

In un articolo per Global Viewpoint, tradotto e pubblicato in Italia dal Corriere della Sera, Wei Jingsheng definisce «inaccettabile» il fatto che il presidente del Comitato olimpico internazionale rifiuti di prendere posizione contro la repressione dei tibetani. Il Cio «ha il preciso dovere di agire», «dato che la promessa di migliorare la situazione dei diritti umani è stata una condizione per attribuire i giochi a Pechino». Dunque, conclude Jingsheng, «qualora il Cio e il resto della comunità mondiale non inducano ora Pechino a fermare la repressione e a garantire maggiormente i diritti umani, il boicottaggio dei giochi sarà ritenuto ampiamente giustificato».

5 comments:

Jeeves said...

È pur vero che esiste una "ragion di Stato", ma ci sono "cose" che non sentono ragioni. Potrebbe essere che la "diversità" radicale sia stata tale, rispetto ai "partiti di potere" solo perché, i radicali, al potere non c'erano mai arrivati?
E sulle Olimpiadi: bene il dibattito sul boicottaggio ma, facendo un passo a ritroso, della decisione di assegnare i Giochi alla Cina ne vogliamo parlare?

Anonymous said...

ciao.

mi è appena nato il primo figlio e non mi vorrei incazzare.

ma come si fa?

stamattina, su radio radicale, tra un vagito ed un altro...ho sentito la bonino che a proposito della cina ha detto...<< però ( a fronte della tirannia, ndr ) in cina 380.000 persone sono uscite dalla soglia della povertà >>...e altre cazzate del genere.

s'è bevuta il cervello...

per lei avrei in mente un bell'aggettivo...ma poi mi querelerebbe!!!

come aggettivo-surrogato...inutile va bene???

ciao.

io ero tzunami

JimMomo said...

... come se qualcuno volesse riportare i cinesi nella povertà...

auguri per il figliolo!

Anonymous said...

grazie jim...anche da parte di giuseppe.

il futuro è suo!


ciao.

io ero tzunami...

mauro suttora said...

bravo