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Thursday, March 20, 2008

Tremonti come il giovane Anakin

Al libro anti-mercatista di Tremonti, "La paura e la speranza", ha risposto anche Carlo Stagnaro (IBL), con un articolo pubblicato martedì su Il Foglio, contenente anche una piccola punta di ironia niente male sul finale. Spiega che «il maggior limite del suo ragionamento sta nella convinzione che la globalizzazione sia un esperimento di ingegneria sociale, come il comunismo», mentre «il mercato, in quanto istituzione, non può essere programmato»; e che piuttosto «i presunti guasti della mondializzazione dell'economia sono sovente riconducibili all'interventismo pubblico, in assenza del quale i danni potrebbero essere inferiori».

In effetti, come abbiamo avuto modo di osservare, i beni globalizzati sono proprio quelli oggi acquistabili a prezzi generalmente ridotti rispetto a qualche anno fa. Abbigliamento ed elettronica, per esempio. Per questo oggi non soprende una i membri di una famiglia che fatica ad arrivare alla fine del mese, quindi ritenuta povera dalle statistiche, possiedano un telefonino. I beni non globalizzati ma protetti invece (guarda un po', quelli alimentari, i più colpevoli del caro-vita lamentato da Tremonti), risentono di un fenomeno inflattivo, certamente dovuto anche, ma non solo, all'emersione dalla povertà di parti importanti di Terzo mondo, che consumano di più e fanno crescere la domanda di materie prime fondamentali come petrolio e grano. Ma perché non apriamo ai prodotti agricoli e alimentari dei Paesi in via di sviluppo?

In realtà, osserva Stagnaro, «l'enfasi di Tremonti sulla necessità di un ritorno allo Stato nega l'orizzonte delle scelte individuali, perché sostituisce l'arbitrio della politica alla libertà del singolo di votare coi piedi e coi soldi».

Poi c'è tutta la parte del libro in cui Tremonti parla di valori e di identità giudaico-cristiana. «Per uscire dal "lato oscuro della globalizzazione" l'ex ministro propone una iniezione di valori, come se la ricchezza ci avesse prosciugato l'anima». Stagnaro si chiede se sia proprio così e fa notare che «il luogo-simbolo della globalizzazione, l'America ricca e consumista, è anche il paese dove il senso religioso è più diffuso, la famiglia è qualcosa di più della reversibilità della pensione, si continuano a fare figli e il valore delle donazioni spontanee raggiunge la mostruosa cifra del 3,5 per cento del reddito. Donazioni, per inciso, attribuibili soprattutto ai molto ricchi e ai molto poveri, non a quel ceto medio spaventato e welfarista a cui si rivolge Tremonti. Su un piano più concreto, Tremonti affianca proposte di grande buonsenso – come la deregulation nell'Ue – a questioni di dubbia efficacia, come la riproposizione del protezionismo (che è una tassa implicita)».

Come già Mingardi su il Riformista, anche Stagnaro coglie l'approccio culturale e lo stato d'animo di Tremonti: la paura, dalla quale è difficile che nasca la speranza: «L'incertezza sul futuro, che è la condizione umana, non dovrebbe portare al panico, perché difficilmente da lì può sorgere la speranza. Come dice Yoda in Guerre Stellari, "la paura è la via che porta al lato oscuro"». Ci vuole ogni tanto un po' di sano... umorismo (?).

1 comment:

adriano said...

E no caro mio e qui vi sbagliate perché vi ostinate a non voler vedere le cose come stanno. Tremonti è stato l'unico, nemmeno all'estrema sinistra lo hanno fatto, che, molto poco velatamente, ha parlato di Illuminati a capo del complotto mondialista (reale eccome se reaale!!!) che ha imposto, con i carri armati e la carota del telefonino, il presunto oracolo del mercato. Che pazzia!!!

Io poi non sono un economista, ma mica ci vuole la laurea a Princeton per rispondere a quell'illustre sconosciuto che ha scritto quel libro. I generi alimentari sono aumentati non perché c'è poco mercato (signoreee!!!) ma perché quelli che vengono coltivati in un luogo non sono anche consumati sul posto ma fanno assurdi viaggi della speranza su navi aerei e camion alla conquista delle parti più sperdute del globo. Ti credo che il prezzo sale.

Ti invito caldamente ad informarti. Gli Illuminati sono una setta potentissima, sono gli Illuminati di Baviera (guarda caso il papa da dove viene?) e in realtà appartengono alla casta dei Nefilim (di cui parla la Bibbia) di sangue misto rettiliano (ma questa è un'altra storia). Una storia, mi sento di dire, che ormai va svelata al mondo, anche a costo di essere presi per pazzi. Non c'è più tempo, lo capite?

Questi signori hanno pianificato per noi un futuro più da schiavi di quanto non lo siamo ora. Però, siccome qualcuno si è accorto che si possono sconfiggere, ora vengono fuori le cose. Credetemi, informatevi. Non è più ammessa l'ignoranza, è questo il tempo di scelte coraggiose. Bravo Tremonti!