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Thursday, September 06, 2007

Il nostro materiale genetico è già persona?

Dalla Gran Bretagna giunge una notizia destinata a riscaldare nuovamente il dibattito sulla bioetica.

L'autorità britannica per la fertilizzazione e l'embriologia (Hfea) ha dato il via libera alla creazione di embrioni "chimera", contenenti materiale genetico sia umano che animale, dopo che una consultazione pubblica ha rivelato che la maggior parte dei britannici (il 61%) non sarebbe contraria al loro utilizzo a scopo di ricerca. I ricercatori vogliono utilizzarli per produrre una quantità di cellule staminali utile per lo studio di possibili cure per malattie come il morbo di Parkinson e quello di l'Alzheimer.

Gli embrioni "chimera" vengono ottenuti inserendo materiale genetico umano dentro l'ovulo animale privato del suo Dna, risolvendo così il problema della scarsa disponibilità di ovuli umani da utilizzare a scopo di ricerca, perché normalmente provengono dai trattamenti di fecondazione assistita. L'autorità britannica ha autorizzato il loro utilizzo disponendo però la distruzione degli embrioni "chimera" dopo 14 giorni e vietando il loro impianto nell'utero.

Fonte: Corriere.it

«Un atto mostruoso contro la dignità umana», l'ha definito monsignor Elio Sgreccia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita. Ma davvero nella Chiesa cattolica prevale un pensiero così materialista da ritenere che l'uomo si riduca a del materiale genetico, a qualche cellula ancora indifferenziata? Di chi è il vero scientismo? La dignità umana è un concetto astratto, che si presta a essere evocato in difesa di sistemi morali fondati su basi confessionali o ideologiche, oppure trova applicazione concreta di fronte a un individuo, a un cittadino?

2 comments:

Slowhand said...

Abile, come al solito, ma i giochi di parole sono buoni per sofismi da bar, non per discussioni e riflessioni serie. "Materiale" è qualcosa di inerte, un embrione non è "inerte", anzi. Ma non lasciamoci fuorviare, il nodo è un altro: la "persona umana" (qualsiasi cosa essa sia: sto aspettando da anni che qualcuno me ne fornisca una definizione plausibile e accettabile, che sia tale da non includere le fasi pre-natali senza escludere individui adulti che certamente "persone" sono...) è, per prima cosa, un "corpo": è attraverso esso che noi percepiamo l'esistenza dell' "altro", ed è attraverso esso che siamo percepiti. La "persona" non "è" il corpo, tuttavia il "corpo" ne è indispensabile fattore costitutivo.
Onde, non si può "prevaricare" un corpo senza prevaricare la "persona" che tramite esso si relaziona con l'esterno. A meno che non si voglia ritenere possibile l'esistenza di "persone" senza corpo...

Anonymous said...

Conosco un mucchio di persone che sono già delle bestie.