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Wednesday, July 02, 2008

Tremonti, abbassi la cresta

«Le coordinate economiche del Dpef sono state sviluppate sotto il vincolo della grave crisi economica in atto in italia e nel mondo. Negli anni passati siamo stati accusati di non essere pro mercato, adesso molti si interrogano sui limiti del mercato. Nell'estate del 2007 qualcuno aveva parlato di una crisi soltanto finanziaria, senza effetti sull'economia reale. Adesso si scopre che è la crisi più grave dal dopoguerra con effetti non limitati al solo campo finanziario, ma estesi anche alla vita della gente. Io ho i titoli per discutere di questo, altri non hanno i titoli morali perchè hanno concorso a creare il male che sta arrivando».

Queste parole sono state attribuite oggi al ministro Tremonti, ascoltato dalle Commissioni Bilancio sul documento di programmazione economico-finanziaria. Il ministro Tremonti ha più «titoli» di alcuni a discutere della crisi economica (per esempio, dei responsabili politici del governo degli ultimi due anni), ma meno titoli di molti altri. E tra questi ultimi c'è senz'altro il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, al quale forse polemicamente si riferiva il ministro quando accennava a chi nel 2007 «aveva parlato di una crisi soltanto finanziaria» e a chi «ha concorso a creare il male che sta arrivando». In un altro passaggio l'attacco è più diretto:
«Nel 2007 la Banca d'Italia diceva che la crisi finanziaria globale era solo un turbamento, ancora nella relazione la considerava quasi superata e priva di un impatto sull'economia reale. Oggi prendiamo atto della conversione di illustri personaggi sulle nostre. Sappiamo bene che i redditi sono oggetto di una erosione, ma sappiamo anche che questo dipende dalla speculazione».
Ebbene, che Draghi abbia sottovalutato la crisi è tutto da dimostrare. In ogni caso, Tremonti non dovrebbe cantarsela troppo, perché il nostro Paese, e i redditi delle famiglie, si troverebbero in una situazione certamente assai migliore se nel quinquennio in cui è stato già ministro dell'Economia, 2001-2006, Tremonti avesse tagliato la spesa e le tasse, realizzato le riforme di cui abbiamo urgente bisogno. Cose che Draghi non smette di ripetere da anni. Il «male» dell'Italia, prim'ancora che nella speculazione internazionale, è nello Stato. Tremonti si concentri su quello.

5 comments:

Icekent said...

mi sembra che tremonti vorrebbe un mercato senza speculazione. ma non è una contraddizione, avere il capitalismo senza gli effetti negativi? non è anche un tantino ipocrita? (ed è la stessa cosa che dicevano a 'sinistra', con la favola del capitalismo buono).

Anonymous said...

Ho la tremenda preoccupazione e il sempre più fondato sospetto che il governo Berlusconi si rivelerà un'altra presa in giro della casta dell'italia irriformabile..mi manca solo di sentire Tremonti giustificarsi con la solita cantilena: "abbiamo il terzo debito pubblico più grande del mondo e non siamo la terza potenza economia del mondo"...

Saluti,

andrea

Tachipirina said...

Andrea, il l'ho sentita proprio oggi mattina a RR, il buon Tremonti lo ha detto alle Commissioni riunite di Camera e Senato. Non mi faccio mancare proprio niente, neppure un intervento dell'on. Ravetto direttamente da Topolinia. Ascoltare per credere.

JimMomo said...

Come darvi torto? Contro il probabile rimane l'ottimismo della speranza. E' che l'alternativa s'è dimostrata persino peggio del colbertista ma pragmatico Tremonti.

I paradisi libertari rimarranno lontani. Facciamo prima ad andarci noi che a portarli qui.

adriano said...

mamma mia, Fede, l'endiade paradisi libertari mi fa venire l'orticaria

che tragedia che siete voi illusi mercateschi... fra un po' vi sveglierete e vi ritroverete negli inferni infuocati dell'elite globali, la realtà

a quel punto bambini batteremo le mani e vi sveglierete dall'ipnosi, e saranno caz... ops vabbe' avete capito!