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Monday, June 04, 2007

Schiaffo morale al governo

Con lettera indirizzata al ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa, il generale della Guardia di Finanza Roberto Speciale ha annunciato la rinuncia all'incarico presso la Corte dei Conti, conferitogli venerdì scorso dal Governo come dorato risarcimento per la destituzione dal comando dell'Arma, subita per aver denunciato le pressioni ricevute dal viceministro Visco in difesa di Unipol.

Una mossa ampiamente prevista, quella dell'ex comandante, che ricorrerà al Tar del Lazio: «Non sono interessato a svendere la mia dignità e nessun incarico può riparare l'oltraggio che ho ricevuto», avrebbe detto al presidente della Commissione Difesa del Senato, Sergio De Gregorio.

Nell'intervista rilasciata al Corriere pochi giorni fa era già chiaro che Speciale avrebbe venduto cara la pelle:
«Da quello che ho capito, mi cacciano con effetto immediato... Ho già parlato con insigni giuristi, i quali mi hanno detto che se faccio ricorso non c'è partita. Vinco alla grande. Qui siamo proprio fuori da ogni regola giuridica... Io avrei una parola per definire quello che hanno fatto, ma non la posso dire. Allora mi limito a dire che il provvedimento è immotivato. Non c'è una ragione. È un atto irrazionale, forse preso sull'onda dell'emozione. Io ho fatto il mio dovere e mi sbattono fuori. Eh, no. Io mi devo tutelare. E lo farò».
L'ha fatto innanzitutto riportando le imbarazzanti parole usate dal ministro Padoa-Schioppa nel presentargli il "compromesso": «Siamo arrivati a un punto in cui bisogna prendere una decisione, allora la cosa migliore sarebbe che lei presentasse una lettera di dimissioni e noi in cambio avremo un occhio di riguardo, le troveremo una buona sistemazione». Un "italian style" da cui in pochi hanno la forza di dissociarsi.

«Un baratto. Di questo si tratta. E allora prima che io accetti un baratto ci penserò mille volte». Ci ha pensato e ha detto no. Ora, come nel caso del consigliere Rai Petroni, il Tar del Lazio potrebbe reintegrare nel suo ruolo anche l'ex comandante della Finanza, e sarebbe per il Governo un colpo di quelli che difficilmente si incassano senza patire serie conseguenze.

UPDATE ore 20,41: Il generale Speciale invece del Tar sceglie la pensione anticipata:
«Non voglio che nessun italiano possa immaginare che resti abbarbicato alla poltrona. Mi ha destituito un Governo legittimo del mio Paese e io sono un soldato, sbatto i tacchi ed obbedisco, ma non mi chiedano nient'altro, perché mi hanno violentato, non mi hanno consentito neanche l'onore delle armi e, nonostante ciò, esco a testa alta e a schiena diritta».

1 comment:

Alessandro said...

Anche su una grave vicenda come questa: "Radicali? Non pervenuti". Fanno schifo come il governo di cui fanno parte.