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Monday, February 05, 2007

The Show Must Go On

«Esaltati e irresponsabili» coloro che parlano di un lungo stop del campionato e di partite indiscriminatamente a porte chiuse. «Il calcio non può chiudere, i morti sono parte del sistema. La Fiat per rilanciarsi non si è certo fermata. Noi siamo addolorati, ma lo spettacolo deve continuare». Parole che hanno suscitato l'indignazione dei vertici del Coni e della politica quelle del presidente della Lega Antonio Matarrese, il rappresentante dei club. Lo stesso Matarrese nel pomeriggio ha però precisato il senso di affermazioni effettivamente ciniche e prive della minima sensibilità.

Tuttavia, nella sostanza, per una volta siamo d'accordo con Matarrese e le decisioni delle ultime ore gli stanno dando ragione. In un momento di straordinario conformismo, nel quale ancora una volta la vera «follia», nella forma di un'isteria collettiva, sembrava essere quella delle autorità, sportive e politiche, anche se espresso malamente il suo è stato l'unico cenno di lucidità, in quanto espressione del legittimo interesse dei club a che lo show vada avanti e non rimanga ostaggio di pochi violenti che lo Stato non riesce ad arginare.

Tanto lucide, nella sostanza, le parole del presidente della Lega, che lo stesso commissario della Figc, Pancalli, che venerdì aveva prospettato lo stop a tempo indeterminato, adesso ritiene tecnicamente possibile tornare sui campi già da domenica prossima. Dunque, la notte porta consiglio, ma soprattutto c'è una macchina fabbrica-soldi da rimettere in moto. Senza ipocrisie, giusto che sia così, anche perché tutte le misure più opportune possono essere prese a campionati in corso: basta volerlo.

Tra un ministro degli Interni che dopo il ritiro dall'Iraq voleva ritirare la polizia anche dagli stadi e dalle strade circostanti e l'immancabile sociologia da salotto, e rispetto a proposte ragionevoli come quelle avanzate da Gianni Mura, continuo a ritenere che la violenza negli stadi e fuori da essi, così come l'assassinio di Raciti a Catania, poco abbiano a che fare con il calcio e certo il mondo del calcio da solo non può risolverli.

Partite senza pubblico negli stadi non a norma; estesa da 36 a 48 ore la flagranza di reato «differita»; steward Coni-società sugli spalti; stop alla vendita di blocchi di biglietti alla società ospitata (ma chiunque rimarrà libero di comprare il biglietto «singolarmente»); "divieto di accedere a manifestazioni sportive" predisposto anche in via preventiva; vietati i rapporti economici tra club e ultrà. Tutte utili le misure decise dopo il vertice che si è tenuto a Palazzo Chigi, ma mi pare che ancora sfugga la questione centrale, che attiene a una cultura giuridica, dell'ordine pubblico e della responsabilità...
SEGUE

3 comments:

l'oste said...

Si, prima accusi gli altri di fare sociologia da salotto e poi dici che il vero problema non affrontato é quello della cultura giuridica....Ah Momo ripijate!

Anonymous said...

Davvero strani i radicali di oggi.
E sicuramente sono io che non li com-prendo più.

Si criticano i vari Cento perchè spalleggiano gli ultras di estrema sinistra e i vari Buontempo perchè spalleggiano quelli di estrema destra...
Poi uno ascolta per caso RR e sente il radicale nonviolento leader di NessunoTocchiCaino che dice le stesse cose con una nobile (vorrei dire "seria e grave") infiocchettatura costituzionistica che per un animo semplice e sempliciotto come il mio non cambia affatto la sostanza percepibile del discorso...

Mi domando se il costituzion-ismo ideologico avrebbe convinto un liberale come Popper. E so già la risposta.
Senza parlare del carattere stesso della nostra Costituzione (vedi i tanti editoriali del liberale scozzese Ostellino) che piace e non piace a corrente alternata (vorrei dire secondo le convenienze del momento).
E mi chiedo se il costituzion-ismo ideologico sia in grado di combattere, non dico vincere, la guerra al terrorismo internazionale (ogni riferimento a certo irenismo a senso unico ed alle valutazioni di certe procure è puramente casuale).
E mi chiedo pure, da sempliciotto qual sono, se i nazifascisti li avrebbero battuti in punta di diritto.
E se i Giapponesi sarebbero stati battuti e rifondati in poco più di tre anni seguendo il diritto internazionale dei nostri giorni e la cultura garantista a senso unico che lo pervade.

Certo, tutto assai conformista di questi tempi ed assai poco "politically correct" ciò che penso e scrivo, non c'è dubbio, ma si vede che anche io sono stato "assalito dalla realtà" e un bel calcio in c... a Matarrese ed a tutti coloro che hanno gonfiato il pallone fino a deformarlo ed a farlo scoppiare vorrei proprio che fosse dato.
E qualcosa di simile pure ai vari sofisti del garantismo fuoriluogo che si chiamino Cento, Buontempo o D'Elia...

N.B.: continuando così non è il caso di sottovalutare nè il volenteroso rondismo notturno nè l'emersione-eversione di qualche novello Callaghan. Altrimenti si vive coi piedi saldamente piantati... per aria.

Con-tatto! said...

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