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Friday, February 17, 2006

Il "secolo" s'è preso il crocifisso

Allora è vero, per i laici non è del tutto una sconfitta la sentenza con cui il Consiglio di Stato ha stabilito che il crocifisso resti appeso nelle aule scolastiche. Occorrre «pazienza e misura», come dice Malvino, perché dichiarando il crocifisso non già "oggetto di culto", ma "simbolo idoneo ad esprimere l'elevato fondamento dei valori civili", «nella bruta sostanza è la sconfitta di chi si batte per l'eliminazione di ogni residuale fattispecie del principio di "religione di Stato"», ma d'altra parte è «una sconfitta di chi, all'opposto, nulla di male vedrebbe nella riaffermazione del concetto albertino della "religione Cattolica, Apostolica e Romana [come] sola religione dello Stato"». La sentenza del Consiglio di Stato «secolarizza spietatamente la Passione».

Così anche Salon Voltaire: una sentenza che, «come se niente fosse, en passant, nega la religiosità del simbolo unico, il più alto, del Cattolicesimo: il crocifisso. (...) I cattolici integralisti... lungi dall'arrabbiarsi... plaudono, sorridono, credono di aver vinto. Preferiscono, da ottusi, essere considerati tradizionalisti piuttosto che cattolici. (...) Minchioni è dire poco: non si accorgono che Gesù è stato "ridotto allo stato laicale"».

L'avanzata del secolarismo è lenta ma inarrestabile, e si nasconde laddove conservatori e chierici non possono arrivare.

1 comment:

Sgembo said...

Onestamente però mi sembra un ragionamento un po' troppo campato per aria.
I fatti sono che lo stato vuole imporre un simbolo a tutti i cittadini. E che quel simbolo come non può non essere considerato altro se non un simbolo religioso.
Il consiglio di stato può dire quello che vuole. Noi possiamo razionalizzare tutto, leggere tra le righe, sentirci intelligenti. Ma la sostanza questa era e per me questa rimane.
Possiamo onestamente, seriamente pensare che il crocefisso sia un simbolo laico?