Pagine

Friday, February 24, 2006

Capezzone sfida il volto materno dello Stato etico catto-comunista

Ieri sera micidiale uno-due su La7 Capezzone (8 e mezzo)-Rocca (Dalla parte degli Angeli). Il segretario dei Radicali italiani è stato ribattezzato da Ferrara «caimano» per aver tirato a Livia Turco dei tremendi fendenti, accompagnati però da un ampio sorriso da ragazzo della porta accanto. La povera Livia è stata trattata come la zia zitella un po' pazza e nulla ha potuto la zia Armeni che ha preso le sue difese. La Turco si conferma il volto materno dello Stato etico catto-comunista.
(Qui il video)

Merita una riflessione anche l'intervento di Cacciari, che chiameremo il filosofo "compilativo". Ha impartito ai presenti una lezione di filosofia politica che nulla aveva a che vedere con il tema della trasmissione o della laicità com'è discussa nell'attualità politica. Lo stato moderno europeo e occidentale, ha sostenuto, non può che essere laico nella sua essenza, perché i legislatori e i governi non danno ascolto ai teologi, ma piegano le loro decisioni alla contingenza e alla convenienza storico-politica. Insomma, "Il Principe" di Machiavelli, Westfalia, eccetera eccetera. Rutelli non in obbedienza alla fede, ma per convenienza avrebbe difeso la legge 40 sulla procreazione assistita. Ma cosa cambia ai fini della laicità del risultato?

Toh, che vecchia concezione di laicità, sei-ottocentesca. Qui ci sforziamo di dire, rispondendo a chi ci accusa di anticlericalismo ottocentesco, che la laicità cui ci riferiamo è già nuova. E' un concetto che ha sciacquato i suoi panni nel fiume rosso-sangue del secolo scorso, il '900, famoso secolo delle ideologie. Erano forse l'Unione sovietica e l'Iraq di Saddam stati laici? Diremmo di no. Perché il '900 ci ha insegnato che la laicità non fa dispetto alla religione, ma si contrappone a qualsiasi pretesa, confessionale, ideologica, o ateo-devota, di monopolizzare l'etica pubblica, negando pari dignità morale ad altre visioni etiche della vita. E' insomma, rifiuto dello stato etico, dell'etica di stato che s'infila nel diritto, ma che può essere di matrice sia confessionale che a-confessionale. Non importa perché, se per fede o per opportunismo, importa il segno dell'esito legislativo. Caro Cacciari, si aggiorni.

Nel documentario sull'America Dalla parte degli Angeli, davvero ben fatto e intelligentemente filo americano, Rocca e Bonami, ciascuno secondo le proprie competenze, si sono concentrati a demolire alcuni stereotipi europei, e italiani, sugli americani. Idioti zoticoni? Cattivi e cinici? Non proprio. Tra le tante differenze, quella che mi pare davvero radicale tra Stati Uniti ed Europa (la Gran Bretagna in alcuni momenti storici fa eccezione) è che lì hanno idee. Le hanno perché le producono, investono per produrle, premiano chi le ha. Le idee circolano e così circolano le elites, mentre qui il potere è ben più oligarchico. Sono le nuove idee che consentono a un paese di «cambiar pelle» rimanendo se stesso.

13 comments:

Anonymous said...

Ottimo post.
Mi permetto una piccola chiosa: come al solito, quando si parla di stato laico come stato non-etico (e non-troppo-etico), sarebbe opportuno sottolineare (e nessuno lo fa mai), che ciò cozza duramente contro il concetto stesso di welfare, stato sociale, ecc. La "giustizia redistributiva", la tassazione progressiva, il servizio sanitario nazionale, la scuola statale... tutte le cose fatte dallo Stato per erogare a Tizio cose finanziate con quattrini riscossi coercitivamente a Caio, sono interventi etici (la generosità, la solidarietà, l'altruismo sono cose bellissime ma comunque eticamente caricate, non "neutre") e quindi anti-laici.
Di questo si dimenticano sempre tutti: tutti invocano laicità ma difendono a spada tratta il welfare.
Vale sia per i "moderati", che invocano un po' di laicità ma non cederebbero di un millimetro sul welfare, che per i "radicali", che invocano laicità estrema ma non osano (più?) essere altrattanto intransigenti sul welfare.
Paradosso: alla fine, la più coerente è Livia Turco!

JimMomo said...

Vero, si dimentica, ma non su questo blog. Ne ho parlato spesso. In un post sul neoconservatorismo, parlando di flat tax e commentando l'enciclica, per esempio.

ciao

Anonymous said...

Capezzone è un grandissimo!

Nico Valerio said...

Che mi sono perso: il mio mito Daniele, insuperabile nei tackles, ma anche nel gioco alto di testa (eh, con quel nome...), ottimo nelle punizioni da lontano, efficace nella mischia sotto-porta, inesorabile nei rigori...
Ah, dimenticavo: uno dei pochi radicali con sense of humour e con vari interessi (mi dicono).
Per tutti questi motivi "non possiamo non dirci capezzoniani". :-)

Anonymous said...

Il servizio sanitario nazionale e la scuola statale non derivano necessariamente da considerazioni etiche. Io non voglio che uno stato dia cure gratuite ai cittadini o li istruisca per bonta' o generosita', ma perche' i cittadini stessi decidono che si sta' tutti meglio se si affida allo stato il compito di istruirli e curarli.

Paolo

Anonymous said...

Peccato che la concezione di uno stato che releghi tutto cio' che stato non e' nel "privato" e' essa stessa una ideologia, che ha peraltro a che fare con altre idee di rapporto tra stato e religione, che hanno storia e dignita' e parecchia gente che le sostiene.
Che facciamo con questi? Siberia?
Stefano

Anonymous said...

Vada a scuola lei, invece di scrivere certe sciocchezze.
Cacciari ha dato a quella faccia da nerd del suo amico e al senatore new entry una sacrosanta lezione di cultura storica e filosofica, invitandoli a passare dagli slogan per ruminanti alla distinzione colta tra il concetto di stato laico e quello di laicizzazione della cultura.
Meno finti digiuni e più libri, poveri rosapugnetti miei: siete robetta da "Amici" di Maria De Filippi (Capezzolone col suo occhietto fisso alla telecamera: che tristezza!).

Bernardo

Anonymous said...

Ideologia? Non mi sembra che un sistema sanitario nazionale e la scuola pubblica escludano l'esistenza di scuole e ospedali privati. Pagate, e andate dove piu' vi piace.

Paolo

Anonymous said...

Paolo, il servizio sanitario nazionale e la scuola statale derivano necessariamente da considerazioni etiche nel momento in cui questo tipo di (costosissimi) interventi statali vengono fatti con le tasse di tutti i cittadini, inclusi quelli che non sono d'accordo.
E lo è ancora di più se si dà da intendere che lo si fa non come intervento politico discrezionale, bensì come "obbligo" giuridicamente imposto da una intoccabile ed incontrovertibile norma costituzionale.
I cittadini stessi decidono 'na mazza. I cittadini deciderebbero qualcosa se avessero la libertà di spendere un "buono" statale nelle scuole, negli ospedali, ecc. da loro preferiti. Ma anche in quel caso il fatto di finanziare il "buono" ai meno abbienti sarebbe un intervento di stato etico, una generosità impista dallo stato ai contribuenti più ricchi. Quindi.la verità vera è che nessuno di noi vorrebbe uno Stato laico al mille per mille.
Del resto, sistema sanitario nazionale e scuola statale così come sono non escludono l'esistenza di scuole e ospedali privati, ma escludono la possibilità che ci possano andare le pesone meno abbienti. Il tuo "pagate e andate dove più vi piace" è ciò che succede già ora: i ricchi pagano e vanno nelle strutture private, molto migliori; agli altri è garantito equanimemente e democraticamente un servizio di merda.

Anonymous said...

Bene. Allora sono stati etici tutti le nazioni del mondo, giacche' non ne conosco nessuna (boh, dell'isola di Pasqua non so molto in realta') senza grandi sanita' e scuole pubbliche finanziate attraverso le tasse, che vengono riscosse dovunque in maniera coercitiva.
D'altra parte lo stato non-etico mi sembra un bel bordello. Io uso solo l'automobile? Ridatemi subito i soldi delle mie tasse che finanziano gli autobus. Non ho un raffreddore da 6 anni? Rivoglio i miei soldi finiti alle ASL. Mio figlio si droga e non va piu' a scuola? Ehi, perche' devo pagare la scuola dei figli degli altri?
No, mi sembra che ci siano motivi razionali, piu' che etici, se le nazioni hanno scelto di organizzarsi diversamente. In molti casi su mandato della maggioranza dei suoi cittadini.

Paolo

Anonymous said...

Tutti gli stati sono etici,a questo punto,com'è giusto che sia. Una decisione etica non mi sembra sbagliata. Le stesse motivazioni di capezzone sono "etiche", così come i suoi continui appelli alla libertà. Cacciari invece ha spiegato, abbastanza eloquentemente, perchè lo stato è laico di suo: lo stato sono i cittadini, che votano un governo. Se i rappresentantidi questo compiono scelte (qualsiasi siano) obbediscono a due logiche "laiche":1) accontentare gli elettori che li hanno votati 2) acaparrarsi le simpatie di quelli che potrebberlo votarli. E' il gioco della politica mi sembra. Dov'è che non c'è laicità? A spingere ad agire non è (spesso) una convinzione personale/religiosa/filosofica/ideologica, ma convenienza politica. Questo è profondamente laico. O no?
Se poi quello con l'aria da primo della classe, tanto saccente quanto ottuso, non vuole capirlo, beh..sono fatti suoi.

Harry Burns

P.S.
la Turco di catto ha davvero poco, al limite è pauperista
P.P.S.
strano poi, che "il volto dello stato catto-comunista" spesso abbia "denunciato" la stesssa mancanza di laicità che denuncia capezzone. Che sia catto-comunista pure lui?

Lo PseudoSauro said...

Lo "Stato Etico Corporativo" era quello fascista, mi sembra... qui a furia di neologismi ed interpretazioni "spaziali" chissa' dove andremo a finire.

Mi dispiace, ma al solito non sono d'accordo. La concezione di "stato laico" e' strettamente connessa al cristianesimo in quanto questa e' l'unica religione sulla faccia della terra a concepire due piani differenti di obbedienza.

Nella fattispecie, un siffatto Stato realmente funzionante e' stato possibile solo ove vi era una base culturale cristiana riformata. Dopo la Rivoluzione Francese ci sono state ancora tre monarchie, se non sbaglio...

Lo stesso termine "laico" non avrebbe senso se non si prendesse in considerazione il sacro e questo significa testualmente "religioso secolarizzato". Allora si parli chiaro e tondo e si dica che si vuole uno stato ateo, non laico.

Pur essendo chi scrive, appunto, ateo non si sognerebbe nemmeno lontanamente di appoggiare un siffatto progetto. Se poi un sedicente liberale decidesse di allearsi con un comunista, m'immagino quale rafforzamento potrebbe subire tale definizione in una prospettiva di medio termine.

Gia', ma ormai anche il "liberale" deve esibire la tessera cosi' come l'inglese deve munirsi di documenti d'identita'...

Decisamente, il liberalesimo ha fatto una bella fine in mano ai ragazzini.

Anonymous said...

non capisco in che modo si potra' essere socialisti e allo steso tempo negare il welfare.. ma vabbe'..