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Saturday, October 28, 2006

Il Papa si esprima contro l'occultamento alle autorità civili

«Gli abusi sessuali su minori sono ancora più tragici quando ad abusare è un uomo di Chiesa». Sono le dure parole pronunciate oggi da Papa Benedetto XVI ricevendo i vescovi della Conferenza Episcopale d'Irlanda. E' necessario, ha aggiunto, «stabilire la verità di quanto accaduto, al fine di adottare qualsiasi misura sia necessaria per prevenire la possibilità che i fatti si ripetano, garantire che i principi di giustizia siano pienamente rispettati e, soprattutto, portare sostegno alle vittime e a tutti quanti siano colpiti da questi enormi crimini».

Quello dei preti pedofili è certamente un problema interno alla Chiesa, anche se ci pare improbabile che sia confinato solo in America o in altri paesi anglosassoni e non riguardi anche paesi latini, dove, forse, rimane semplicemente più nascosto da attaggiamenti omertosi e dalla tendenza delle vittime a sentirsi in qualche modo colpevoli.

Sarebbe incredibile che il Papa non si esprima in questi termini e non agisca per estirpare il fenomeno, ma il problema è un altro: ciò che si rimprovera alla Chiesa, e in particolare a Ratzinger, come Papa ma anche come Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, è la politica sistematica di occultamento, dimostrata da fatti e documenti ormai incontrovertibili, dei casi di abusi sessuali alla giustizia civile. Da decenni le direttive parlano chiaro: insabbiare i casi e punire chi avesse portato alla luce questi crimini. Il Vaticano rivendica a sé il controllo e la gestione di queste situazioni, escludendo l'intervento delle autorità civili.

Per un motivo assai pratico: i costi dei risarcimenti alle vittime, così alti, negli Stati Uniti, da far chiudere le diocesi. Dunque, non è in discussione la condanna morale di tali atti, né la capacità repressiva della Chiesa nei confronti dei suoi membri, ma se i responsabili di tali crimini debbano essere giudicati e condannati dalle autorità civili, con tutte le conseguenze, anche economiche, che ne possano derivare per le strutture ecclesiastiche.

Insomma, alla radice c'è di nuovo la questione del potere temporale, che la Chiesa non si rassegna a cedere interamente. Quale che sia la punizione che spetti ai preti responsabili di abusi, o anche che rimangano impuniti, in ambito ecclesiale, non ci interessa. Ciò che alla Chiesa non dev'essere consentito è di nasconderli alle autorità civili. Su questo dal Papa non abbiamo udito ancora parole chiare.

2 comments:

Anonymous said...

a memoria è il primo Papa che prende una posizione pubblica così dura e forte contro questo fatto.inoltre in una terra l'irlanda martoriata da questi casi.i casi di insabbiamento esistono è vero spesso si spostano i preti di diocesi in diocesi per nascondere la cosa.è grave e va cambiato questo "rito" credo che il monito del papa(già censore primja di diventare Papa"di altri pedofili in seno alla chiesa,sia la persona giusta per cambiare questo fatto

Anonymous said...

La memoria ti difetta periclitor: anche Giovanni Paolo II ebbe parole molto dure per questi gravi crimini.
Erano i vescovi statunitensi ad essere più prudenti, perché si ritrovavano a dover gestire numerosi casi, con ingenti richieste di danni (non so se avete presente l'aggressività degli avvocati Usa) che rischiavano di portare alla bancarotta diverse diocesi (il sogno di Jimmo...;-) ).

E comunque, non dimentichiamo che prima di essere condannato, anche un sacerdote ha diritto a un processo equo e alla presunzione di innocenza.
Putroppo non sono rari i casi di sacerdoti e religiosi accusati ingiustamente (a volte per la "bravura" di certi psicologi nel far parlare i bambini), la cui reputazione resta poi macchiata a vita.