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Thursday, October 12, 2006

Rosa nel Pugno. Banalità Sdi straripanti

Oggi su L'Opinione, in risposta a questo articolo interlocutorio di Nicola Cariglia. Di seguito alcuni estratti:
Purtroppo, di grandi scontri ideali nella Rosa nel Pugno non ce ne sono. Se ce ne fossero, costituirebbero almeno nobili momenti di passione politica, capaci anche di suscitare curiosità e interesse nei simpatizzanti della Rosa. Succede, invece, che il problema sono le elezioni amministrative, come sia Boselli che Turci hanno candidamente ammesso a Montecatini: bisogna partecipare. Punto. Le federazioni regionali, provinciali, comunali dello Sdi non possono rinunciarvi. Il fatto, però, è che questo automatismo i fondatori della Rosa non lo avevano previsto. Non si confaceva a un soggetto che ambiva a rappresentare il nuovo. Solo un anno fa, Pannella e Boselli, sottoscrivendo il patto costitutivo della Rosa, si vincolavano fino al 2011 a usare il simbolo nelle competizioni elettorali solo in presenza del consenso di tutti. Una scelta avveduta da parte di entrambi, di lungimiranza politica, affinché la partecipazione a ogni tipo di contesa elettorale non fosse lasciata all'automatismo e all'inerzia delle cose, ma fosse frutto di decisioni consapevoli.

Com'è possibile dare per scontata la presenza della Rosa alle amministrative senza una reale riflessione, a seconda delle situazioni locali, sul come, e su quali temi affrontarle? Il rischio concreto è di ripetere la traumatica esperienza delle scorse amministrative, nelle quali l'esercito di assessorini dello Sdi ha fatto man bassa di poltrone e municipalizzate, stracciando persino ogni accordo di collaborazione preso localmente con i radicali. Ora serve la certezza della nuova infornata. La pancia dello Sdi preme. E allora che ti escogitano Boselli e Villetti? "A Panne', dacce er simbolo!". E' tutta qui la lungimirante visione politica dello Sdi per il rilancio della Rosa nel Pugno.
Dunque, semplificando il dibattito sulla forma-partito...

... da una parte c'è chi vorrebbe chiudere la stalla, chi è dentro è dentro, chi è fuori è fuori, e dividere le quote della cooperativa: 2/5 ai radicali, 2/5 allo Sdi, 1/5 a Turci, si legge nero su bianco sulla proposta organizzativa presentata dallo Sdi. Dall'altra i radicali, che vorrebbero continuare il processo di aggregazione, non chiudere l'atto di formalizzazione partitica proprio nel momento di riflusso, ma ridare alla Rnp, attraverso l'iniziativa politica del suo centro propulsore, la capacità d'attrazione iniziale, sapendo che la Rosa è destinata ad appassire se rimane "cosa" solo di Sdi e Radicali, e che servono socialisti che non si accontentino di un collocamento, ma che diano vita a lotte e iniziative liberali e socialiste. Quanti non si riconoscono né nei radicali, né nello Sdi, ma si sentono vicini alla Rosa, dovrebbero fare lo sforzo di capire quale degli approcci in campo è inclusivo, e quale esclusivo, di altri apporti.

3 comments:

woody said...

Radicali e Socialisti hanno progetti politici ed esistenziali differenti, da sempre. Io sono un elettore di nicchia, voto PR (e derivati) ogni volta che capita e che riesco: ho rispettato la vostra scelta ma mai, in nessuna occasione, ho sentito alcuna familiarità con un Boselli o un Turci qualsiasi. E' un mio limite, una mia condanna? Sarà. Resto nella mia nicchia, ben lontano, a godermi la solitudine.

Anonymous said...

ma ci credi davvero o a forza di ripetere questo mantra non sai più nemmeno te cosa stai dicendo?!

ESCI DI LI'!!!!!

Invece di aprire porte e finestre per far entrare gli altri, aprile per uscire ... te!!!

Tommaso

http://inoz.ilcannocchiale.it

JimMomo said...

Tommaso, di nuovo con questa storia che non avrei autonomia di giudizio.

Mi sono davvero rotto le palle. potrei anche io dirti di uscire dalla sottana di Turci.

Su questo piano, come vedi, non c'è dialogo.

Dunque, la prossima volta che mi dài del tonto ti banno il commento.