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Thursday, October 26, 2006

E' ancora il momento dei contenuti, non del contenitore

Ad Alberto Mingardi e Luigi Castaldi

In un suo intervento, su Notizie Radicali del 24 ottobre, Alberto Mingardi, dell'Istituto Bruno Leoni, riconosceva che uno dei dati positivi di questo inizio di legislatura è l'esistenza di un «patrimonio radicale, che in Italia si va rapidamente rivalutando». Esclusi per anni dal Parlamento, a fronte di una classe politica mediocre, i radicali sembrano «gli unici in grado di estrarre opportunità dalla fragilità della maggioranza e dal silenzio dell'opposizione».

In particolare Emma Bonino e Daniele Capezzone hanno saputo fare da «lievito nella discussione pubblica», «ricaricare una per una le cartucce delle "battaglie radicali" sul fronte dell'economia», mettendosi «di traverso alle più demagogiche pulsioni della maggioranza», pur facendone lealmente parte. Stanno tessendo rapporti tra chi condivide il «progetto di una società con meno Stato e più mercato», ma non con l'«impoliticismo» di «chi quelle idee le ha brandite da destra».

«E ora?». Vanno bene i contenuti, ma «prima o poi anche il problema del contenitore s'impone», avverte Mingardi. E se i radicali sono «stranieri in terra straniera sia a destra che a sinistra»? Seguono un bel po' di domande da un milione di dollari, ciascuna delle quali allude a un diverso scenario: i radicali resteranno nel centrosinistra? Se sì, facendo coppia con Boselli? Il "tavolo dei volenterosi" è forse un embrione di qualcosa, magari di «una nuova forza politica, che rastrelli persone ragionevoli in ambo gli schieramenti?»

Credo - e colgo l'occasione per rispondere anche a un intervento di alcuni giorni fa di Luigi Castaldi - che questo sia ancora il momento dei contenuti, non del contenitore.

In chiusura del suo articolo Mingardi si chiede se sia più facile «puntellare le disordinate pulsioni antistataliste del centro-destra, o "dare un'anima liberista" al centro-sinistra», concludendo che «sono battaglie da disperati l'una e l'altra, ma per fortuna c'è chi le combatte».

Come non condividere con Mingardi la profonda e ben motivata disillusione nella capacità/volontà delle due coalizioni di attuare politiche liberali?

Da «ultimi giapponesi dell'utopia prodiana» constatiamo oggi che l'utopia (a ragion veduta Pannella fin dall'inizio ha parlato di "utopia") non si sta realizzando. Castaldi, pochi giorni fa, ha espresso la medesima disillusione. Da una parte, «era necessario che Berlusconi smettesse, fosse solo per una pausa», ed è bene ricordare che «s'è accorto che i radicali esistevano solo dopo aver perso»; d'altra parte, «Prodi è stato capace di fare peggio di Berlusconi, finora... ha sbagliato tutto: con lucida determinazione e insistenza». Dalla Finanziaria dirigista, statalista e classista, alla politica estera di sostegno a tutte le dittature, a 360°, dalla Russia al Venezuela, fino alla Cina. Dalla mancata calendarizzazione di pacs, eutanasia e legge 40, al caso dell'esclusione degli otto senatori eletti.

E ora? Ora l'alternativa! si direbbe a voler seguitare il discorso cominciato lo scorso anno, quando al Congresso di Radicali italiani lo sfondo recitava "L'alternanza per l'alternativa", sancendo l'avvio del progetto della Rosa nel Pugno e il sostegno all'alternanza prodiana strumentale alla conquista di nuovi spazi e speranze per l'alternativa liberale. Molta della loro credibilità, e coerenza rispetto all'obiettivo dell'alternativa, agli occhi di elettori e simpatizzanti i radicali se la giocheranno quando giungerà il momento del voto finale in Parlamento sulla Legge Finanziaria e i decreti collegati.

Parrebbe, prendiamo ancora in prestito le parole di Castaldi, che ormai siano «impossibili anche le alternanze: il furto di democrazia, la svendita del principio di laicità dello stato, l'offesa al diritto – sono trasversali. E non si capisce cosa si aspetti a trarne le conseguenze».

La terza (e tersa) area
Ma quali? Castaldi intravede una luce in fondo al tunnel: «in Italia si vanno creando le condizioni per una terza area tra i due maggiori schieramenti di centrodestra e centrosinistra... un'area laica, liberale e radicale. Va oltre la Rosa nel Pugno, quindi non dipende dalla sua uscita dal governo». Mingardi l'ha chiamata «una nuova forza politica, che rastrelli persone ragionevoli in ambo gli schieramenti».
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8 comments:

Anonymous said...

Mi va benissimo il modo in cui sintetizzi la mia posizione, ancor più perché hai riportato quel mio "campa cavallo!" e dici ch'io la cosa la vedo "in fondo al tunnel".
Sui contenuti: non nutro illusioni sui Riformatori Liberali, ma un appuntamento in quella terza (e tersa) area vuole essere una sfida, per smascherare il loro velleteitarismo (se lo è) o, magari, impegnarsi in un progetto che sarebbe edificazione di un soggetto al di sopra delle identità fin qui conosciute.

Anonymous said...

Dimenticavo di firmare: Luigi Castaldi.

Anonymous said...

aver votato il decreto Visco è per un liberale una vera e propria negazione di sè.
Non lo dimenticherò

Anonymous said...

riguardo allo spionaggio fiscale su Prodi e co. nulla da dire. I personaggi pubblici devono essere chiari. Non devono nascondere nulla.
perciò la facessero finita con tutte le loro ipocrisie.

Anonymous said...

"Accettiamo di votare, oggi, la fiducia, ribadendo che non abbiamo ritenuto e non riteniamo né opportuno né necessario porre la questione di fiducia, e che non condividiamo il merito del provvedimento per molti rilevanti aspetti.
Non potremmo ulteriormente tollerare il persistere di una situazione oggettiva di fatti compiuti e di ricatti rispetto alle nostre posizioni e lotte nell'Unione, di cui è esempio il fatto compiuto di oggi.
La nostra decisione di oggi deriva dal fatto che non intendiamo, pur dinanzi a questi fatti, mutare le nostre posizioni di fondo e la nostra collocazione politica."

BUFFONI! NON OTTERRETE NULLA, SE NON LA VOSTRA PENSIONE RICCA DA PARLAMENTARI.

Anonymous said...

ahé...già i comunisti si ritengono i migliori...le uniche vestali rimaste ancora vergini...mo ci si mettono pure i radicali.

ripigliatevi!!! figuriamoci, la quinta colonna del governo-raptor, una delusione epocale!!!

dice bene remember...<< aver votato il decreto Visco è per un liberale una vera e propria negazione di sè >>.

ci vuole coraggio, radicali-non-liberi miei, coraggio.

fate cadere il governo ulivista e poi ne riparliamo.

il resto...so' solo chiacchiere e distintivo, chiacchiere e distintivo...

il coraggio, soprattutto quello, non è relegabile in nessun contenitore!!!

p.s.: ma di quale spionaggio si parla!!! per conoscere i dati fiscali basta quasi una semplice istanza!!!

horror vacui, se non puro ossigeno terapeutico per un prodi asfittico!!! leggete franco bechis sull'ultimo numero di italia oggi e fatevi due risate...

george orwell all'amatriciana? no, alla milanese, direttamente dalla mensa della procura della repubblica...

ciao.


io ero tzunami...

Anonymous said...

Senti un po', ma di Debenedetti tagliato fuori dal mercato TV e dal Partito Democratico in embrione?
E Rep. che ce l'ha con Prodi? E D'Alema il preferibile da Berluska?

E la chiamiamo ancora politica?

Anonymous said...

off-topic con tante scuse, ma è bello ed interessante: il fanatismo è il primo nemico della libertà di pensiero. firmato: Oriana Fallaci.
http://qn.quotidiano.net/art/2006/10/25/5442832