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Monday, October 30, 2006

Una generazione e la (sua) libertà

28 ottobre

Se guardo avanti, o se mi volto indietro, non ritrovo più la mia generazione. Le cose che importavano, il vissuto che rincorrevamo, il sole caldo che ci scorreva nelle vene e ci iniettava gli occhi e i capelli, dove sono finite tutte queste cose? Nella brama di libertà e d'amicizia giacevamo, felici senza saperlo.

Crescendo la libertà diviene merce rara e costosa, non è più l'aspirazione, quando addirittura non la si rinnega. Non è così per tutte le generazioni, temo di sì per la mia. Eravamo stupidi, e saggi ora, o saggi allora e idioti oggi? Spremuti come limoni lo siamo un po' tutti, per un motivo o per l'altro, ma vi sembra un buon motivo questo? Io mi ricordo... e chi c'era non aveva queste facce qui. Si vede che le regole sono queste: o ci si adegua, o si rimane come isole ignorate. Rivincite contro mulini a vento.

Ma forse lo spettacolo, adesso, è basato sulle nostre vite.


Lo so, c'è chi l'ha detto prima e meglio di me, ma volevo annotare qui che ho toccato con mano.

5 comments:

remember said...

Eddai! Forza Federico! Non è sempre Domenica! E di stronzi che non sanno di sbagliare il mondo è pieno. E tu lo sai anche meglio di me. E sai bene che il dolore (?) più grande ce lo danno sempre le persone più care o cmq quelle da cui mai ce lo aspetteremmo.

La libertà ha un prezzo alto che merita di esser pagato. Sempre. Ed oggi, come sempre, la libertà dà fastidio ai più e nel caso migliore è guardata con sospetto.

Ogni età è tutto ciò che siamo stati e siamo. L'importante è rimanere aperti e fottersene un po' del circostante e delle circostanze.
Ci sono un mucchio di sorprese che neppure ce le sogniamo da ogni parte o come disse Amleto "ci sono più cose in cielo ed in terra di quanto tu con la tua filosofia ne possa immaginare".

Solo pochi giorni fa mi hanno offerto un lavoro fisso come medico ospedaliero. 3500 al mese, 36 ore settimanali, malattia ferie pensione ecc ecc. Insomma una pacchia: poca produttività ed una marea di privilegi.

C'ho pensato una settimana. E poi ho scelto di restare vivo, cioè libero.

E spero di averti dato una pacca sulla spalla.

Ciao
Remember

remember said...

sognamo. oops!

JimMomo said...

;-))

alice said...

crescendo iniziamo a differenziarci. un saluto jim

Anonymous said...

anche il sole pentra nelle latrine ma non ne è contaminato...e così la libertà può segnare amare sconfitte, battaglie perse clamorosamente, mai però la sconfitta!!!

io sono pronto a tutto per conservare la mia - e la vostra - libertà!!!!

a tutto.

parafrasando flaiano, a proposito del matrimonio, quando egli dice che in quello si deve essere pronti a qualsiasi cosa, anche ad andare a letto con la propria moglie...allo stesso modo io, nel mio stronzo piccolo sono pronto a tutto. vi giunga chiaro e forte il mio grido, allora: << io sono un uomo libero >>...

nonostante 'sto governo d i suoi accoliti, di qualsiasi natura essi siano...metacomunisti o pararadicali...pseudoliberali o neoreazionari.

io non cerco pacche sulla mia spalla ma spalle altrui altrettanto forti - e libere - che possano sopportare - e supportare - il mio anelito di libertà.

amen.

ciao.

io ero tzunami...