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Tuesday, June 20, 2006

Giornali di lotta... comunista

Vorrei tanto sapere se i direttori di Libero e il Giornale quando si guardano allo specchio vedono riflessi i loro colleghi di Liberazione e del Manifesto. La violenza verbale e la rappresentazione ideologica della realtà nei titoli di apertura somigliano sempre di più a quelle dei due quotidiani di lotta comunista. Serve questo al centrodestra? Serve cementare contro l'avversario politico un sentimento uguale, anche se di segno opposto, all'"antiberlusconismo"? O non sarebbe meglio, piuttosto, guardare in casa propria un po' meno con gli occhi del tifoso?

14 comments:

G.L. said...

L'articolo di oggi di Mingardi dimostra quanto libero sia il quotidiano di Vittorio Feltri. Quello di Brunetta di domenica pone il punto finale ai tuoi dubbi. Oltre ai titoli esistono i contenuti.

JimMomo said...

Certo, ma senza scordare che i titoli "sono" contenuto e costruiscono il volto al giornale.

semplicemente liberale said...

Jim, in parte hai ragione.

Ma, al nocciolo, dici panzane. E scusa la franchezza.

L'autocritica spesso feroce che arriva da Libero non la trovi su nessun altro giornale, eccettuato Il Foglio.

Alla sinistra italiana due giornali così farebbero solo bene: due quotidiani che sono "avanti" rispetto ai tempi dei loro interlocutori politici, e non "indietro" come Il Manifesto e Liberazione, che tu citi.

JimMomo said...

Mi accontento di avere "in parte" ragione, detto da te, corro a stappare una bottiglia.

So benissimo che Feltri sa andare, "in parte", contro "il padrone".

Però, invece di somigliare a Manifesto e Liberazione, dovrebbero somigliare al Riformista. Sarebbe più utile.

Ottavio said...

Effettivamente in quanto a titoli non scherzano, e mi danno un poco l'impressione che stiano piano piano scivolando verso una noiosa banalità da fette di salame sugli occhi tipo manifesto, liberazione, ma spesso anche l'unità, la repubblica e il corriere, quest'ultimo poi in quanto a titoli, spalle, editoriali "strozza antipatici" non scherza affatto, saranno anche pù eleganti e pacati ma il risultato finale conta e non poco.

Credo che la tua critica possa essere rivolta di più al giornale, ritengo libero meno conformista in quanto a modo di fare ed esposizione dei contenuti, almeno questa è l'impressione che mi da, è più "pane al pane vino al vino", forse anche perchè rispecchia molto la personalità di Feltri.

Magari ci fossero meno tifosi e più autocritica, magari. Ovvio che non serve a nulla al centrodestra un giornale per tifosi.

Probabilmente la componente economica del numero di copie vendute richiede titoli forti, spero almeno rimanga all'interno qualche contenuto concreto.

Anonymous said...

Caro Jimmomo, perdona un dichiarato off topic. Non sono riuscito ( ma sarà di certo colpa mia ) a reperire notizie sul risarcimento del danno pagato da Sergio D'Elia ( come dovuto, essendo stato condannato con sentenza definitiva ) alla famiglia dell'agente penitenziario del cui omicidio egli venne riconosciuto responsabile. Poichè questo aspetto della faccenda mi sembra molto importante per dirimere la querelle che lo riguarda o almeno per farsi una opinione fondata, mi piacerebbe saperne qualcosa da te, se ne sei a conoscenza o riesci ad informarti in merito. Grazie, ciao
(mlton)

JimMomo said...

Mi dispiace, non saprei e non ho modo, ma prova a contattare lo stesso D'Elia.

Anonymous said...

io sento puzza di scorreggia. Jim: Il riformista e' un giornale paludato, pieno di moralismi inutili che pubblica un articolo interessante (di mingardi o giannino) una volta la settimana o meno.

La sinistra ha bisogno d'altro, di essere svegliata, non accarezzata. Questi usano l'acqua tiepida. Io userei il getto di acqua gelata. aa

carlomenegante said...

Fede, non paragonare Libero e Il Giornale, sono due giornali completamente diversi.
Libero è sicuramente più acceso nei toni, ma trova un giornale di sinistra che faccia scrivere il leader di un partito di destra...
Feltri fa un giornale bello e interessante, provocatorio, libero quasi quanto l'Indipendente di GBG.
E non è poco

G.L. said...

"invece di somigliare a Manifesto e Liberazione, dovrebbero somigliare al Riformista. Sarebbe più utile".

A chi?Alla Rosa nel Pugno? Mi pare tocchi ai lettori decidere. E le vendite non vanno affatto male. Sia detto senza offesa, stupisce che chi crede nel mercato si batta contro le testate che nelle edicole vanno benino...Quanto fa di tiratura quotidiana il riformista?

Nihil said...

Credere nel mercato non significa che il numero di copie vendute è l'unico e supremo criterio di valutazione della qualità di un giornale. Altrimenti tutti i non-comunisti, non-fascisti dovrebbero concordare che Focus è una rivista divulgativa migliore di Le Scienze.

G.L. said...

E per quale criterio Libero (coi suoi feltri, farina, carioti, giannino, ecc...) e il giornale (coi suoi sechi) sarebbero testate qualitativamente inferiori al pallido riformista? Chi puo' decidere la qualità dei prodotti? Le vendite sono un dato, le opinioni sulle linee editoriali sono altro. Il paragone con le riviste de sinistra è troppo ardito.
Si dica che non piace il disegno di fondo, la destra che rappresentano, lo accetto ed è più sincero...

semplicemente liberale said...

Concordo con G.L.

Chi dice che la qualità di Libero o de Il Giornale sia inferiore a quella del Riformista?

A mio parere, è il contrario. Soprattutto relativamente a Libero. Le firme di Libero il Riformista se le sogna la notte.

Ah, no. Scusatemi. Il Riformista ha i liberalissimi De Giovanni e Mancuso. :))

Anonymous said...

Il manifesto ne tanto meno tutti gli altri giornali di "sinistra" non possono definirsi giornali di lotta comunista in quanto prendono soldi dallo stato e non sono indipendenti, ma devono scrivere ciò che fa comodo ai propri padroni, ovvero la classe dirigente, borghse.