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Wednesday, June 14, 2006

L'abbraccio fra Chiesa italiana e centrodestra potrebbe fulminare entrambi

Il presidente della Cei Camillo RuiniIl segretario generale della Cei, Giuseppe Betori, viene visto entrare e uscire da Palazzo Chigi. Ma a quanto pare l'incontro con Letta (ce n'è sempre uno in giro) e Prodi non ha calmato i bollenti spiriti vaticani. Lo sforzo di Prodi nel mediare fra posizioni agli antipodi all'interno della maggioranza non placa la sempre maggiore insofferenza e diffidenza dei vescovi italiani per una coalizione che vacilla sui temi che hanno più a cuore.

Nel centrosinistra lo percepiscono e temono che la Cei si schieri definitivamente con il centrodestra. Eppure, converrebbe che così appaia. L'effetto di una tale identificazione sarebbe devastante sia per la Chiesa italiana sia per la Casa delle Illibertà. Ci si muove con la massima cautela per non «regalare» l'episcopato al centrodestra, ma sarebbe piuttosto un frutto avvelenato.

Come emerge ormai da un numero sempre maggiore di ricerche autorevoli, anche la gran parte degli italiani che si dice credente e praticante ha un approccio laico sulla sessualità e la bioetica. Questi temi oggi non sembrano al centro dell'attenzione dell'elettorato, ma più monta la febbre clericale e più si sviluppano gli anticorpi.

Peggiore è invece la situazione attuale, dove una lobby trasversale papista, che vuole persino coordinarsi in un intergruppo parlamentare, blinda la legislazione, dalla fecondazione assistita all'obolo di stato per la riparazione del campanile, come direbbe Castaldi.

A pochi giorni dal referendum confermativo sulla devolution, il Sir (Servizio informazione per la Chiesa italiana), agenzia della Conferenza episcopale italiana (Cei), invita tutti a recarsi alle urne, pur non fornendo indicazioni di voto: «Votare è un dovere civico ancor più rilevante, un'espressione di fedeltà alla Repubblica». Non così un anno fa, in occasione dei referendum sulla fecondazione assistita. Da relativisti suggeriamo però di non fare abuso di un tatticismo politico più consono ai partiti.

Non fatevi sfuggire la riflessione di Boris Biancheri, su La Stampa di oggi, il quale avverte che dopo l'islam, anche la Russia si prepara ad attaccare le libertà dell'Occidente. Il Consiglio Mondiale del Popolo Russo, che vede la Chiesa Ortodossa rappresentata ai suoi massimi livelli, con il Patriarca Alessio, ha adottato un documento «molto critico nei confronti dei principi di ispirazione liberale e anglosassone sanciti nella Carta dei Diritti dell'uomo del 1948. E' inammissibile - sostiene il documento - affermare che la libertà di scelta di un individuo abbia come solo limite la libertà di scelta degli altri. Vi sono valori che si situano a un livello superiore rispetto alla libertà individuale, come quei valori di carattere etico, religioso, o perfino patriottico che siano fortemente radicati in una data società».

Avversari esterni, dunque, per il liberalismo e i suoi principi - l'islam e la Russia - ma anche interni, avendo essi piena cittadinanza nelle istituzioni democratiche.

8 comments:

Anonymous said...

Bah ma in questo tipo di referendum non è previsto il raggiungimento del quorum per cui è logico ricordarlo. Quando non esiste il quorum ognuno gioca come meglio crede e in questo siete sempre stati voi i primi della classe.
Lorenza.

Anonymous said...

Scusa volevo dire: quando invece è previsto il raggiungimento del quorum, ognuno gioca... ecc...

Anonymous said...

E cmq il richiamo ci può stare visto che è un referendum costituzionale. Quello che ho scritto è senza alcun intento polemico, anche perchè io stessa nel, mi pare, '98, sono andata a firmare e a votare una serie di quesiti presentati dai radicali ma che non hanno raggiunto il quorum.

Uio said...

Secondo me sottovaluti ciò che non apprezzi.

Anonymous said...

Non credo, quel referendum l'ho votato perchè condividevo i quesiti, ne ero convinta. E' stata, invece, molto più tormentata l'astensione a quello successivo che riguardava il sistma elettorale (si decideva se abolire la quota proporzionale) non perchè allora non fossi d'accordo di toglierla ma semplicemente perchè non c'era chiarezza, tra i promotori stessi, su quale dovesse essere poi il sistema da adottare. Mi spiego meglio se dico che quando ho cominciato a sentire parlare di sistema a doppio turno, da parte di più di uno di loro, all'ultimo momento me la sono data a gambe levate. Di certo non mi si può accusare di avere sottovalutato la proposta, ho seguito bene la campagna elettorale. Infine, sono una cattolica per così dire miservole, nel senso che a messa ci vado poco, però fa parte della mia cultura, mi ci riconosco e ci sto bene per cui non potrei mai pensare a un embrione come a un ricciolo di materia. Poi l'esempio della truffa coreana su tutti e, non ultimo, che la sola ricerca che abbia dato degli ottimi risultati è quella sulle staminali non embrionali. Per quale motivo insistere su una cosa che provoca rigetto nella stragrande maggioranza degli italiani?. E dico stragrande maggioranza perchè, nonostante fosse un tema tanto difficile e delicato, credo sia stata una delle campagne referendarie più seguite e partecipate.
Lorenza.

Anonymous said...

Intendo insistere andando avanti con protervia a colpi di mano come ha fatto ad es. Mussi. Poi la legge è sempre discutibile in parlamento.
Lorenza.

Anonymous said...

D'alra parte invrce, il No dei radicali referendum del 25 giugno da cosa è dettato se non da puro anitberlusconismo?.

Stefano said...

Non so se, visto il titolo in stile jettatorio conclamato, rispondere: "wishful thiking" di uno che non puo' soffrire i cattolici e nulla ha piu' a che fare col centro-destra.
Oppure essere realmente conseguente e, con un gesto apotropaico costrittorio dell'apparato genitale maschile, esclamare, come si deve: "Me cojoni!".