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Monday, March 19, 2007

Tranquilli, mandiamoci Fassino a trattare...

Finalmente libero, miracolosamente salvo, il giornalista di Repubblica per 15 giorni in mano ai talebani in Afghanistan. Ha raccontato particolari terribili: l'autista afghano rapito con lui è stato decapitato sotto i suoi occhi.
«Lo hanno soffocato con una sciarpa e gli hanno tagliato la testa sotto i miei occhi. E' stato terribile, terribile. Il collega afghano accanto a me ha cominciato a piangere, con le bende agli occhi, messo in ginocchio nel deserto, le mani legate dietro, poi hanno cominciato a dire "In nome dell'islam" e compagnia cantando. Prendevano questo povero cristo e lo soffocavano nella sacca e gli tagliavano proprio la testa. Poi pulivano il coltello sul suo vestito. Io tremavo ovviamente, perché pensavo adesso tocca a me».
Tranquilli, con quei tipi là ci parla Fassino, risolve tutto lui.

7 comments:

Anonymous said...

ma cosa dici mai... queste brave persone hanno radici diverse dalle nostre, la "decapitazione dell'autista" è parte integrante della loro cultura, bisogna ascoltarli e comprenderli, il vero problema sono gli americani...

mamma mia che roba !!!!

ciao Paolo :)

Nicola R said...

Ma no, dai, ci ha pensato anche l'amico Gino Strada. L'amico dei talebani, ovviamente...

Anonymous said...

un tempo, a trattare con chi decapitava la gente, ci andava il Marchese del Grillo....

adriano said...

No no, ci mandiamo Condy o Bushetta a estirpare i cattivoni col turbante (finanziati, foraggiati, direi creati da loro).

Davvero esecrabili questi barbuti islamici (anzi waabiti)... dio mio...!!! io che vivo a Boston e ho la mia villetta col giardino e le foglie rossastre d'autunno che s'adagiano dolcemente sul manto erboso non posso proprio tollerare che al mondo esistano tali orrori, noi i nostri negri orrendi li mandiamo a morire con un'iniezione letale... e via... vuoi mettere il grado di civiltà!

Anonymous said...

...dal come erano...

Lettera aperta ai pacifisti...Francesco Rutelli, Piero Fassino, Giuliano Amato, Massimo D'Alema, Lamberto Dini
(Repubblica 11/10/01)...<< Cari amici, abbiamo aderito alla marcia PerugiaAssisi di domenica prossima e quelli di noi che ci saranno, saranno lì ancora una volta perché tutti noi vogliamo, come voi, un futuro di pace, di giustizia, di libertà. Sfileremo insieme quindi, consapevoli della crisi drammatica che ha investito il mondo dopo le stragi dell'undici settembre e naturalmente delle differenze di giudizio emerse tra noi dopo la reazione militare contro il regime talebano di Kabul (...) Come sapete, noi non condividiamo la posizione che alcuni di voi hanno assunto dopo l'attacco americano all'Afghanistan. L'azione militare di questi giorni contro postazioni dei talebani è una reazione mirata e legittima dopo gli attentati di New York e Washington. In termini generali, è un dovere morale colpire strutture legate al terrorismo dotate di mezzi e risorse potenzialmente devastanti. E ciò è tanto più vero alla luce del proclama di Osama Bin Laden e del suo programma di guerra totale all'Occidente, ai suoi popoli, ai simboli della nostra cultura (...)La guerra, la concreta guerra che insanguina l'Afghanistan, non è iniziata con i missili Cruise lanciati in questi giorni. La guerra è da anni quella dei talebani contro il popolo afgano. E prima ancora quella dell'invasione sovietica. Milioni di persone oppresse da una dittatura odiosa che costringe le donne a condizioni di vita inumane. Una guerra che ha già causato migliaia di vittime. Nel corso del tempo, quello stesso regime ha fornito basi operative, supporti logistici e protezione politica all'organizzazione terroristica di Bin Laden. Per settimane, dopo gli attentati di settembre, la comunità internazionale ha chiesto al regime di Kabul una totale collaborazione e la consegna dei terroristi ricevendo in cambio un rifiuto sprezzante. Solo a questo punto, e dopo che l'Onu ha legittimato con sue risoluzioni l'uso della forza contro esecutori, mandanti e complici delle stragi americane, è partita l'offensiva militare.
Si poteva agire diversamente? Crediamo di no. Riteniamo si fosse giunti a un punto tale da rendere necessaria un'azione di forza che fosse in grado di colpire le centrali logistiche del terrore e di isolare il regime talebano. Voi dite che l'azione è in sé illegittima perché “espressamente vietata dalla Carta delle Nazioni Unite”. E' una posizione contraddetta dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu e dalle parole stesse del Segretario generale, Kofi Annan, il quale esprimendo sostegno all'iniziativa americana ha parlato esplicitamente di “legittima difesa” richiamando l'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite >>...e bla, bla, bla.

...al come sono diventati...

Dichiarazione di don Oreste Benzi 13 ottobre 2001
PER UNA NUOVA UMANITA’
Il terrorismo è insito nei cuori dell’uomo e non si sconfigge con le bombe ma rimuovendo le cause che direttamente o indirettamente lo alimentano. L’occidente ricco faccia autocritica sulle proprie responsabilità, sulle forme di oppressione nei confronti dei paesi del Medio Oriente: il bombardamento e l’embargo all’Iraq, l’aver sostenuto con la vendita delle armi e con investimenti finanziari le guerre degli ultimi cinquanta anni, l’aver schiavizzato a proprio uso e consumo intere popolazioni a partire dai bambini. Offra il perdono a Bin Laden in cambio di una sua consegna "salva la vita", affinché il Medio Oriente partecipi in un clima di dialogo e cooperazione alla costruzione di un nuovo ordine mondiale fondato sul dialogo tra le diverse civiltà. Sarebbe una svolta epocale e un nuovo modo di costruire questa umanità.
Il Vangelo contiene le risposte per costruire la pace, in prima istanza offrire il perdono e ripudiare la vendetta. Il dialogo diventa reale ed efficace se il nostro perdono e’ sincero. Spezzare la logica della violenza significa agire affinché le borse siano più trasparenti, si
aboliscano i paradisi fiscali, finisca la vendita di armi, si trovino per i focolai di guerra strumenti creativi, alternativi a quelli militari, come ad esempio i corpi civili di pace.
La Papa Giovanni XXIII cercherà di utilizzare l’azione diretta nonviolenta per fare da ponte fra le vittime perché dal basso si scuotano le coscienze e si prepari il terreno per il dialogo.
Stiamo lavorando anche per incontrare Bin Laden.

Don Oreste Benzi, Presidente dell’Associazione Papa Giovanni XXIII


clamoroso!!!...finalmente si è capito chi è...l'ispiratore - vero - della politica estera italoafgana...

praticamente...questione di conversioni in corso d'opera...

...tutto vero...

azz...quasi quasi prima espatrio ai tropici e poi...mi tiro fuori da qualsiasi vis fideistica...


p.s.: andate a farvi un giro nei meandri dell'istituto gramsci emiliano...digitate la parola terrorismo nello spazio del motore di ricerca dove si possono consultare i manifesti elettorali dagli anni del dopoguerra ad oggi...il meno stronzo è il seguente...

Localizzazioni Biblioteca Istituto Gramsci Emilia-Romagna Manifesto-Locandina - Descrizione:
*Non facciamo regali al terrorismo / Partito comunista italiano. - [Roma? : s.n.], stampa 1980 (Bologna : Graficoop). - 1 manifesto : bianco su blu ; 100x70 cm.
Stampatore Graficoop Bologna Committente Partito comunista italiano Soggetti F TERRORISMO - Italia - 1980
Luogo pubblicazione Roma

...magari mo' mandiamo qualche galoppino-attacchino-pacifista ad affiggerli pure nelle strade di kabul o kandahar...

infami fiancheggiatori del terrorismo...ecco cosa sono i nostri politici filotalebani.


ciao.

io ero tzunami...

Anonymous said...

intanto ci attaccano, han già capito il punto debole della coalizione

Anonymous said...

Spiegatemi il concetto di brave persone allora. I talebani sicuramente no. forse lo siamo noi. O forse i marines stelle e striscie che di innocenti ne ammazzano ogni giorno, perchè in guerra si ammazza punto e basta. Non hanno tutti il senso civico dei nostri soldati. Forse le teste mozzate fanno più impressione delle bombe. Questo è il punto. E qualcuno si ricordi che L'america ha trattato affari coi talebani, quando noi non sapevamo chi fossero. Dio Santo!!