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Monday, March 26, 2007

I polli che Bertinotti ha allevato gli si rivoltano contro

A Bertinotti occorre rispondere con le parole che egli stesso ha sempre usato trovandosi a commentare episodi simili a quello accaduto a lui oggi all'Università La Sapienza: le contestazioni, per quanto dure, sono pur sempre manifestazioni di democrazia.

Eppure, adesso che è toccato a lui non sembra averla presa proprio bene. «Assassini, assassini!», gli hanno gridato alcuni ragazzi. Altri «vergogna!», «guerrafondaio!» e «buffone!». Buffone dev'essere un insulto davvero insopportabile se ha fatto scattare sia Berlusconi sia il presidente della Camera, che si è fermato ed ha risposto: «Buffone? Buffone sei tu se dici così. Chiedetemi scusa».

Poi Bertinotti si è detto consapevole di avere «un avversario anche sul terreno dell'estrema sinistra che rifiuta la politica e quindi con ciò rifiuta tutte le esperienze di lavoro e di compromesso che si fanno per cambiare il mondo».

Adesso li chiama «avversari» quei ragazzi, ma sono "polli" che ha allevato, svezzato, nutrito, convinto e illuso lui stesso. Se ne è servito per occupare il posto che occupa. E' naturale che gli chiedano conto del suo operato, quando questo va contro tutto ciò che in questi anni è stato loro detto nelle piazze. Votando la missione in Afghanistan, ma già sottoscrivendo il programma dell'Unione che non prevedeva alcun ritiro da Kabul, la sinistra neocomunista tradisce il proprio punto qualificante: il no alla guerra senza se e senza ma.

Il dissenso del senatore Turigliatto rispetto al suo gruppo è un esempio emblematico della funzione della norma costituzionale che vieta qualsiasi vincolo di mandato in carico ai parlamentari. Perché a volte - anzi spesso - è il partito a violare il mandato dei suoi elettori e il singolo che intende rispettarlo con tutto ciò che comporta a venire isolato.

2 comments:

Yoshi said...

in questo caso ci sta benissimo l'immortale: "c'è sempre qualcuno più puro che ti epura"

Anonymous said...

ma dai...bertinotti è solo il triste risultato dell'equazione che nel tempo, esiste e resiste tra...comunismo e menzogna!

cercherò di spiegarmi meglio...ma il paradigma bertinotti...rimane.

come la gramigna.

bertinotti però, è solo l'ennesimo tale...perché il modello che da lui si ricava, deriva dalle “lezioni politiche” che enrico berlinguer amava inculcare ai suoi discepoli...massimo d'alema in questo caso e secondo quel che ha raccontato baffino medesimo ( talché...a voi valutarne l'attendibilità ).

il buon enrico, infatti, aveva sempre sostenuto che la “regola” prima dei dirigenti comunisti...fosse quella di mentire sempre, specie di fronte all'evidenza ed anche quando non fosse necessario. berlinguer, aveva impartito questa pregevole lectio magistralis...in salsa dalemiana... perché egli stesso era stato vittima/fruitore di quella “regola”...a seguito della querela per calunnia che propose avverso leonardo sciascia...reo di aver reso edotto il pubblico italiano, pagante e non, di una conversazione privata ( altro che le odierne intercettazioni ad eruendam veritatem!!! ) in cui lo stesso berlinguer...pareva avesse parlato di “rapporti” tra i servizi segreti cecoslovacchi e...le brigate rosse nostrane.

alla conversazione evocata da sciascia, aveva assistito anche renato guttuso, famoso pittore e ancor più...famoso militante comunista, il quale – sollecitato dall'enrico furioso – si vide costretto a sputtanare il suo vecchio amico...leonardo...smentendolo per vile ossequio alla “regola” di partito.

peccato che in quel periodo...1980...i giornali erano pieni di articoli che paventavano rapporti, come dire, ambigui?...tra i servizi segreti cecoslovacchi ed il terrorismo comunista combattente, alias le brigate rosse. le polemiche infuriarono a lungo...sui giornali, nelle tribune politiche...berlinguer medesimo ne parlò con la stampa...

dunque, nulla di strano che il pio enrico ne avesse potuto parlare anche in quella conversazione privata, sì avvenuta ma...cancellata da una pennellata di vernice "artistica".

almeno all'epoca...non si usava il..."bianchetto" per le correzioni...

rimane che del racconto di sciascia...tolta la vernice...si ebbe nessuna memoria...né futura né attuale, visto che berlinguer si piegò alla “regola” prima e..di prima, preferendo - alla pur semplice verità -...una sterile menzogna.

figurarsi...di fronte alla retorica azione penale del pio enrico, anche l'unità ( ahò, ho detto "l'unità" ) parlò – seppur a denti stretti - di << querela immotivata >>.

e qui torniamo a bomba in capo a bertinotti, il novello alfiere della “regola” comunista...il pio berty, che col suo sofisticato apparire alle masse...induce i più malevoli a scambiarlo...ora per un traditore, in guisa di << buffone >>...ora quasi il prototipo dell'anticomunista per eccellenza, buono, elegante e sofisticato.

secondo me...hanno ragione ambedue le esegesi faustiane...la prima però non mi interessa...è più una guerra fra uguali...killeraggio fraterno direi...la seconda invece sì, mi interessa...perché diciamoci la verità...bertinotti, scientemente, tra le righe della sua azione politica, finalmente governativa e di potere ordinamentale ( e quando gli ricapita!!! ), cavalca in pieno la tigre di una posizione “terza”...quasi un rassicurante “paracomunismo” se non un vero e proprio “anticomunismo”...seppur alla "divani&divani"...da salotto, via...

e siccome è vero...perdonatemi la non voluta pubblicità.

bertinotti, comunque, divani a parte...è consapevole che agendo in tal modo...si potrà salvare sempre il culo...evocando, di volta in volta, ora le sue ataviche, immortali radici "socialmente utili" ora...la fittizia indispensabilità della sua "critica" al comunismo nudo e crudo...che è quello che oggi gli grida << assassino >>.

ma la cosa triste non è il transessualismo politico di bertinotti...il triste è che sempre di menzogna stiamo parlando, esegesi bertinottiane a prescindere.

bertinotti, comunque, mente due volte...alla storia soprattutto, quando si ricorda chi era, un comunista...ed a tutti quanti gli altri, noi inclusi, quando si palesa alla stregua di un fervente accolito della più grossa menzogna di tutti i tempi ovvero, l'anticomunismo dei comunisti.

ma sono le due facce dell'unica medaglia...sì, quella dell'ordine di lenin!!!

e ci sono pure degli stolti che gli gridano quel che gli gridano...

comunisti cannibali!


ciao.


io ero tzunami...