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Tuesday, March 06, 2007

Il caso degli otto senatori: è broglio elettorale

Non si possono che sottoscrivere le amare parole di Pannella: un regime «antropologico», «una oligarchia allo stadio ultimo del degrado e della putrefazione del nostro paese, con le due gambe sulle quali cammina».

Ha dell'indecente la decisione della Giunta per le Elezioni del Senato di non decidere sull'unico degli otto seggi contestati dei quali è già pronta la relazione conclusiva del relatore incaricato, il senatore Manzione (Margherita), che dichiara con sarcasmo: «Per una legge che è una "porcata" era giusto che la Giunta delle elezioni facesse la sua "porcheria"».

Pur essendoci nel caso del Piemonte tutti gli elementi per prendere una decisione nel senso del rispetto della lettera della legge elettorale, la Giunta ha deciso di attendere la fine della verifica dei voti validi o nulli in alcune altre regioni. «La volontà della Giunta è quella di arroccarsi in difesa delle posizioni acquisite, e quindi la mia relazione per il Piemonte dovrà aspettare le relazioni per la Campania, il Lazio e la Puglia», nelle quali è «in corso la verifica, assolutamente inutile, delle schede bianche e nulle». Poi sarà la volta dei voti validi, a campione.

Il Piemonte, che non è interessato da alcun riconteggio, dovrà quindi aspettare le altre regioni. In questo modo i ricorsi, conclude Manzione, «non verranno decisi, ottimisticamente, prima del 2008».

Con il rinvio di fatto al 2008 si sancisce un vero e proprio broglio elettorale, a questo punto non più frutto di una semplice irregolarità, ma di un preciso disegno criminale.

Assordante il silenzio dei garanti delle istituzioni, il Presidente della Repubblica Napolitano (fallimentare, la peggiore di tutte, la sua presidenza sotto il profilo costituzionale), e i presidenti di Senato e Camera, Marini e Bertinotti, complici, e forse custodi, della non-democrazia.

5 comments:

Bianca said...

"una oligarchia allo stadio ultimo del degrado e della putrefazione del nostro paese, con le due gambe sulle quali cammina" Se dopo questa dichiarazione i Radicali non escono da governo e maggioranza, sono proprio FINITI!
Bianca

Anonymous said...

commedia all'italiana...


oggetto: errata interpretazione della legge elettorale: per il riparto dei seggi, l’art. 17 del d. lgs. 533/93 distingue nettamente due ipotesi: la coalizione o la lista con il maggior numero di voti ha conseguito almeno il 55% dei seggi o non lo ha conseguito. solo per la prima ipotesi la legge prevede il riparto dei seggi all’interno della coalizione tra le liste che hanno ottenuto almeno il 3% dei voti validi; per la seconda ipotesi, al contrario, la soglia di sbarramento del 3% non è in alcun modo prevista.

soggetti: variopinti...

<< stiamo assistendo a un mercimonio insopportabile >>...mele giorgio, senatore, diessino, all'indomani del ricorso della rnp...

<< "POTREI" accettare un ministero ma serve un impegno esplicito e serio sulla grave vicenda che vede esclusi da palazzo madama 8 senatori regolarmente votati ed eletti >>...bonino emma, ministro, radicale, all'indomani della battaglia di legalità lanciata dopo il 9 aprile 2006 dalla rosa nel pugno, uscendo dallo studio di ppprodi rrromano...

<< in caso di operatività del premio di maggioranza, la distribuzione dovrebbe avvenire tra tutte le liste della coalizione, anche inferiori al 3 per cento >>...nota dell'ufficio legislativo della margherita, al senato, del 25 ottobre 2005...

<< malgrado tale disposizione presenti una formulazione obiettivamente infelice essa non può che interpretarsi in via sistematica nel senso che sono ammesse al riparto le sole liste della coalizione che abbiano superato la soglia del 3 per cento >>...pastore andrea, 28 novembre 2005, lavori in 1a commissione per l’approvazione della legge elettorale...

<< e sono certo, come tanti protagonisti della vicenda hanno assicurato nelle scorse settimane e mesi, che ora la giunta sia pienamente nelle condizioni di assumere le sue determinazioni, avendo scrupolosamente acquisito elementi di conoscenza e di giudizio >>...lettera di daniele capezzone a marini e a tutta la giunta per le elezioni del senato, 23 gennaio 2007...

<< voglio assicurarLe che la sua protesta in atto (...) non è stata affatto trascurata né da ma né dalla giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari (...) confido che con questi chiarimenti ed impegni lei vorrà riconsiderare la sua decisione circa lo sciopero della fame >>...marini franco, presidente del senato della repubblica italiana, roma, 10 febbraio 2007...

<< il suo messaggio mi impone l’esigenza di proseguire la mia azione nonviolenta >>...capezzone daniele, roma, pari data...

regia: il so(ò)le 24 ore...

col patrocinio di palazzo madama. si ringraziano per i loro ruoli cameo, vassalli giuliano, patrono mario e ceccanti stefano, pure lui.

in programmazione verso gli inizi del 2008...forse...


ciao.

io ero tzunami...

remember said...

Di dimettersi in blocco da parlamentari, anche vista la totale irrilevanza politica, manco a pensarlo, vero?

Ed allora...
è proprio la fine di quelli che una volta erano i Radicali

Anonymous said...

E la lettera di Capezzone?
Ma perchè non si dimette da tutto
invece di prenderci in giro con l'indignazione del frustrato?
E' abbastanza noto per essere un "caso" se si dimettesse da parlamentare.
Tra il non riuscire a combinar nulla in Parlamento (a 20000 euro al mese + missioni e presidenze) ed il non riuscire a combinar nulla fuori dalle istituzioni che differenza c'è?

Anonymous said...

anche la rnp è stata un broglio elettorale... per tanti radicali