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Sunday, March 04, 2007

Due sinistre cugine, malattia comune

L'unica sinistra in Europa che mostra gli stessi problemi della sinistra italiana è quella francese, e infatti entrambi i paesi si avviano verso il declino. E' quanto emerge da un impietoso ritratto di André Glucksmann, oggi sul Corriere, per il quale tutte le contraddizioni della sinistra dopo la caduta del Muro «si sono date appuntamento» nel Partito socialista, in cui militano «quelli che hanno detto "Sì" al referendum sulla costituzione europea e quelli che hanno fatto trionfare il "No", quelli indicati come "social liberali" e quelli che invocano "un'altra società" generata da uno sconvolgimento radicale; c'è chi è favorevole al nucleare e chi è contro, chi è pro palestinese e chi è amico d'Israele, ci sono i laici e gli islamofili, quelli che reclamano più polizia nelle banlieues e quelli che la rifiutano, quelli che approvano le 35 ore di lavoro settimanale e chi le deplora».

Ma a un certo punto, dopo i monologhi, ognuno preso a «fissare l'orizzonte invalicabile delle proprie convinzioni narcisistiche», dopo «idee senza dibattito» e «dibattiti senza idee», è scattata «l'ora dell'unione sacra ed ecco dimenticati anatemi e denunce reciproche, tutti come un sol uomo "contro la destra!"», osserva Glucksmann.

«Forza egemonica della sinistra francese, il Partito socialista riesce trionfalmente a monopolizzare tutte le contraddizioni che lo dividono, senza patire le conseguenze di non risolverne alcuna. Blairista o gauchista, statalista o populista, europeista o sovranista, poco importa, bisogna che la candidata vinca». Chi riconoscete in questa descrizione?

Con la «bacchetta magica» abolisce il principio di non contraddizione. «Il socialismo francese, nel corso di un secolo d'ipocrisia, ha combinato principi eterni e opportunismo giorno per giorno: colonialista e amico dei diritti dell'uomo, marxista duro e puro e tranquillo amministratore, il suo dupolice linguaggio aveva una risposta a tutto». Oggi, invece, «sono le alternative, le scelte, a cadere nel dimenticatoio» e un «complesso di desideri» fa da programma, scavalcando «i rischi, le difficoltà, le decisioni urgenti e dolorose».

Ma che importa, se si può «continuare a non dire nulla e a non spiegare nulla»? Mentre la realtà è che «maggioranze di destra e di sinistra condividono le responsabilità dell'irresponsabilità generale». «Cari amici socialisti, imparate a contare, il bilancio si estende a 30 anni, e non su 5 anni solamente», conclude Glucksmann. La disoccupazione (che si è impennata dal 1981, dall'inizio dell'epoca Mitterand) e le ribellioni «non provocano alcun esame di coscienza in un Partito socialista surreale».

1 comment:

remember said...

Beh, sappiamo tutti che tra Blair, Zapatero, Jospin e Schroder, i sinistri nostrani di lotta e di governo hanno sempre messo al primo posto il francese appena appena dopo i mitici Che, Castro, Chavez, Lula, ecc ecc ecc

Poveri noi!