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Thursday, March 22, 2007

La fermezza pragmatica dei radicali

Hai visto mai che i radicali riescano a uscire dagli anni '70. Dopo Capezzone ieri, quella espressa dal ministro Bonino oggi è una linea della fermezza, una fermezza pragmatica, quindi razionale e ragionevole, e non ideologica. Che non significa, insomma, abbandonare gli ostaggi al loro destino. Emma Bonino dichiara al Corriere che è «comprensibile» la reazione degli alleati, sorpresi dalle concessioni fatte ai talebani per la liberazione di Mastrogiacomo. I combattenti rilasciati, infatti, secondo fonti dei nostri servizi, sarebbero «almeno il doppio» di quelli dichiarati.

«Credo fermamente che occorra una buona volta uscire tutti, cioè governo, media, partiti e opinione pubblica, da questa specie di "trance" nazional-popolare che avvolge il Paese ogni volta che si produce un episodio del genere. Tragedie ed orrori, sui teatri di guerra, avvengono purtroppo regolarmente, e non c'è un diritto all'esenzione per quelli che non sopportano l'idea che queste cose avvengano. È tempo di riprendere la strada del rigore se vogliamo evitare che i nostri connazionali diventino, per paradosso, ostaggi più "appetibili"».

«Doveroso tentare di salvare una vita umana». Un «obbligo istituzionale» per un governo nei confronti di un suo cittadino. E, d'altra parte, va ricordato che servizi segreti afghani e militari britannici avevano localizzato Mastrogiacomo ma il blitz è stato più volte stoppato da Roma. Dialogo sì, dunque, ma «bisogna vedere a che prezzo». Troppo «facile dichiararsi d'accordo con il principio che una vita non ha prezzo», poi però occorre con realismo valutare «il punto di caduta» del compromesso possibile, che potrebbe far perdere molte altre vite.

La Bonino ritiene che «le espressioni di lutto nei confronti di un ostaggio che aveva il solo tratto distintivo di non essere italiano siano state poche, blande e tardive» e che le concessioni fatte ai talebani mettano in pericolo altri nostri connazionali. Non chiude al ruolo delle ong, ma ricorda qualcosa che dovrebbe essere ovvio: «... il timone deve rimanere in mano allo Stato. Il motivo è semplice: lo Stato deve rendere conto politicamente della propria azione. Invece una Organizzazione non governativa, no. La differenza non è banale, mi sembra».

3 comments:

adriano said...

Ah ah! Comunque la buffonata di tutti i mass media è che davvero vorrebbero farci credere che gli americani, poverini, siano stati gabbati dagli italiani e da ginetto strada e che non ne sapessero nulla della trattativa... ma figuriamoci

La realtà è una sola: Washington non ha più nessun potere persuasivo e il clan dei bushesi latra pietosamente a vanvera, rendendosi conto che sempre meno alleati, grazie a dio (non quello di paparatzy), li segue.

Fede, come mai non parli delle scoppole che i repubbli-kani stanno pigliando in parlamento. La Camera ha ridato potere ai giudici fermati dal clan, quelli che volevano indagare sui destracci yankee (il satanista dick cheney per esempio).
Pare che Gonzales sia nel mirino. Speriamo che presto, sotto quello del cecchino ci sia l'ubriacone.

Anonymous said...

Adriano, non mi dire che agli sporchi yankee interessa salvare qualche vita umana ? forse a Bush interessa Mastrogiacomo vivo per usarlo per qualche rito satanico ? :)))))

Ciao Paolo :)))

Anonymous said...

Non so dove dirlo, lo scrivo qui. Qualcuno dica a Capezzone che la smetta di seguire in continuazione le telecamere con lo sguardo durante le trasmissioni televisive e cambiare atteggiamento quando si accorge di essere inquadrato. E' fastidioso, sembra falso, quando invece, per le cose che dice, sarebbe un grandissimo (almeno per me).
Scusate lo sfogo.

Ciao Paolo
Ciao Paolo